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ARCHIVIO NOTIZIE 2003

 

Convegno "La biblioteca per ragazzi oggi"
Udine 12 dicembre 2003, Sala Ajace, Piazza Libertà

Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Maria L’Abbate Widmann, che ebbe un ruolo di primo piano nella promozione della biblioteca per ragazzi e della biblioteca pubblica in Italia, partecipando attivamente alla vita delle organizzazioni internazionali che agivano in questi settori. Quindici anni sono trascorsi, invece, dalla nascita di “Sfoglialibro. La biblioteca dei ragazzi”, rivista che Mia (così veniva affettuosamente chiamata) diresse dalla sua fondazione, nel 1988, fino al dicembre 1993. Per celebrare queste due date, significative sotto il profilo umano e professionale, la Biblioteca civica “V. Joppi” di Udine, l’Associazione italiana biblioteche e Sfoglialibro organizzano un convegno nazionale che intende fare il punto sulla biblioteca per ragazzi. Come è cambiata la biblioteca per ragazzi? Come sono cambiati il suo ruolo, i servizi, lo spazio, gli utenti? Questi ed altri sono i temi che saranno affrontati in un appuntamento che vuole essere un’occasione di aggiornamento professionale e di confronto.

 Programma del convegno


Una mostra bibliografica su Giuseppe Petronio nell’atrio della Biblioteca Civica di Udine

A sette mesi dalla sua scomparsa, la Biblioteca Civica “V. Joppi” vuole ricordare una tra le figure più eminenti della storia della letteratura italiana, il prof. Giuseppe Petronio.
Nato a Marano di Napoli il 1° settembre 1909 e morto a Roma il 13 gennaio 2003, critico letterario, sociologo della letteratura, polemista, impegnato nel mondo della scuola e delle istituzioni culturali, Petronio è stato per oltre vent’anni docente all’Università di Trieste, dove ha formato centinaia di studenti della facoltà di lettere e filosofia (di cui è stato ininterrottamente preside), e dove il suo ricordo è ancora vivissimo grazie al sapiente equilibrio tra una inimitabile capacità didattica e la conoscenza profonda e a tutto campo dei grandi temi e problemi della letteratura universale.
Amico della “Joppi”, se non altro per le numerosissime occasioni che nel corso degli anni Novanta lo videro qui protagonista di tavole rotonde, convegni e presentazioni, e amico delle biblioteche, di cui riconosceva la straordinaria forza culturale, l’enorme memoria storica di cui esse sono portatrici, ma anche la funzione educativa per le giovani generazioni, vedeva in esse uno strumento di democrazia e un’occasione di aggiornamento culturale valido per tutti.
La mostra bibliografica che viene presentata nell'atrio di Palazzo Bartolini della Biblioteca Civica – piazza Marconi 8, dal 7 agosto al 20 settembre, orario 8.15-12.45; 15.00-19.10, sabato e domenica chiusa – curata dal direttore della Biblioteca “Joppi” Romano Vecchiet, propone alcuni dei testi più noti di Giuseppe Petronio, dall’ormai lontano saggio laterziano sul Decameron, alla notissima "Attività letteraria in Italia" (viene esposta una quinta edizione dell'editore Palumbo), fino agli Oscar Mondadori dedicati al “racconto” della letteratura italiana, passando attraverso gli atti di convegni (tra cui quello, svoltosi in questa Biblioteca, dedicato a Giorgio Caproni in una ormai rara edizione dell’Istituto Gramsci del Friuli-Venezia Giulia), e collane prestigiose come l’“Universale Laterza” che pubblicarono suoi studi su Goldoni, Parini, la teoria del romanzo e il romanzo poliziesco. Non poteva mancare un numero della rivista di critica letteraria e di dibattito culturale “Problemi”, fondata dal critico napoletano nel 1967 e curata fino alla sua morte.
Alcuni articoli apparsi sui principali quotidiani italiani all’indomani della sua scomparsa, completano l’esposizione e contribuiscono a illuminare il percorso intellettuale di un grande maestro della critica letteraria italiana.


Aperta la Biblioteca Civica in agosto (ma con alcune limitazioni)

In deroga a un regolamento di vari anni or sono, ora in corso di revisione, la Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" di Udine rimarrà aperta per tutto il mese di agosto, anche se - per alcuni servizi - ci saranno delle limitazioni. Già per il terzo anno consecutivo, dopo decenni di chiusura totale del servizio, la Biblioteca di Palazzo Bartolini in Piazza Marconi sarà aperta tutto il mese di agosto.
Alcune Sezioni, meno frequentate in questo periodo, chiuderanno invece per alcuni giorni. Questi gli orari delle varie Sezioni durante il corrente mese:
Sede Centrale di Palazzo Bartolini: aperta tutto il mese.
Sezione Moderna e Sezione Musica: chiuse da lunedì 11 a sabato 16 agosto compreso.
Sezione Ragazzi: chiusa dal 4 al 22 agosto
Sezione Friulana e Sezione Manoscritti e Rari: chiuse da lunedì 11 a giovedì 14 agosto compreso.


Mostra sul “Mito absburgico” di Claudio Magris nell’atrio della Biblioteca Civica

Un grande evento culturale si è svolto a Udine lo scorso 28 maggio.
Alle ore 18.00, al Teatro Nuovo "Giovanni da Udine", nell'ambito della serata iniziale del convegno "Österreich-Italia - Lingua, Letteratura, Cultura", è stata presentata la mostra "40 anni di Mito absburgico", organizzata dalla Biblioteca Civica di Udine e dal Musil-Institut dell'Università di Klagenfurt e curata da Luigi Reitani del Dipartimento di Lingue e Letterature Germaniche e Romanze dell'Università di Udine.
Nato come tesi di laurea e pubblicato nel 1963 dalla casa editrice Einaudi, “Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna” di Claudio Magris è stato uno di quei pochi saggi capace di segnare con le sue tesi il dibattito culturale dell'epoca e di aprire un nuovo orizzonte di studi. La mostra, che vuol essere anche un omaggio al grande germanista triestino, si propone di documentare la straordinaria ricezione di questo libro, mostrandone le diverse edizioni italiane e le traduzioni straniere, insieme a preziosi documenti originali. Si possono così vedere esposte una copia della tesi di laurea, la traduzione giapponese e quella messicana dell'opera, una lettera inedita di Biagio Marin all'autore, foto e recensioni d'epoca.
Per l'occasione è stato anche realizzato - con il sostegno della AMB di S. Daniele - un catalogo bilingue fuori commercio in edizione di 800 esemplari numerati che ospita tra l'altro contributi sul libro di Vincenzo Mengaldo e Wendelin Schmidt-Dengler, una bibliografia della ricezione dell'opera e un'intervista a Claudio Magris di Luigi Reitani.
La mostra, che rimarrà aperta nell'atrio della Biblioteca Joppi fino al 31 luglio 2003 durante l'orario di apertura della Biblioteca (quindi chiusa sabato e domenica), sarà ospitata in novembre dal Musil-Haus di Klagenfurt.
Questo era il programma della serata inaugurale: saluti del Rettore dell'Università degli Studi di Udine, prof. Furio Honsell, del direttore del Forum Austriaco di Cultura a Milano, dott.ssa Stella Avallone, e del presidente dell'Associazione Italia-Austria, dott. Armando Zimolo. Interventi inaugurali del prof. Domenico Mugnolo (presidente della Associazione Italiana di Germanistica) e della prof. Anne Betten (presidente della Österreichische Gesellschaft für Germanistik). Presentazione della mostra di Romano Vecchiet (direttore della Biblioteca civica di Udine) e Luigi Reitani (Università di Udine).
E’ seguita l’applauditissima conferenza di apertura di Claudio Magris che ha concluso la serata al Teatro Nuovo.
Alle ore 20, nell'atrio della Biblioteca Civica di Udine in piazza Marconi 8, è stata inaugurata, con grande concorso di pubblico, la mostra Quarant'anni di "mito absburgico".
La mostra si svolge con il contributo del Comune di Udine, di AMB S.Daniele, di Giulio Einaudi editore, del Musil Institut dell'Università di Klagenfurt, e dell'Associazione Biblioteca Austriaca di Udine.


 

Udine anni Cinquanta: un talk show a Palazzo Morpurgo

Giovedì 17 luglio 2003, alle ore 21.00, presso la Corte di Palazzo Morpurgo in via Savorgnana a Udine, per il ciclo degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca Civica nell’ambito di Estate in Città, Lino Leggio, scrittore, Nicola Cossar, giornalista, e Umberto Sereni, docente di storia contemporanea all’Università di Udine, parleranno sul tema “Udine anni Cinquanta”. Introduce Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica.

Possono bastare tre sole persone per illustrare la Udine di mezzo secolo fa? La scommessa è piuttosto avvincente, e i tre autori (uno scrittore, un giornalista e uno storico) ce la metteranno tutta per cercare di ricreare un’atmosfera ormai da tempo perduta, a partire dalla musica, che proprio sul finire degli anni Cinquanta fece irruzione sconvolgendo tutte le abitudini dei giovani di allora. Ma la Udine anni Cinquanta non è solo fatta di musica, ma di piccola e grande storia, di grandi e piccoli eventi, che da un lato uno scrittore come Lino Leggio, un udinese che a Udine visse molto appassionatamente proprio quegli anni, e uno storico come il prof. Umberto Sereni, docente di storia contemporanea all’Università di Udine, potranno da angolazioni differenti rievocare.
Quindi, se Nicola Cossar, uno dei maggiori esperti che possiamo vantare a Udine sulla musica di quegli anni, intratterrà il pubblico riflettendo su come la nuova musica americana trionfò anche nei nostri più poveri cortili, le microstorie udinesi di un affabulatore come Lino Leggio riusciranno certamente ad affascinare tutti. Ma, quasi in controcanto, proprio per non fare solo del facile amarcord e non rischiare di diventare tutti un po’ troppo nostalgici, ci sarà un po’ di sana ricostruzione storica, che provocatoriamente sarà un lucchese come Umberto Sereni, da anni pendolare con Udine, a impartirci bonariamente.

In caso di cattivo tempo la serata sarà organizzata al Caffè Contarena di Piazza Libertà alla stessa ora.


Presentazione del volume Umberto Saba. Sei donne per un poeta di Cristina Benussi. Udine, 11 luglio

Venerdì 11 luglio 2003, alle ore 18.30, presso la corte di Palazzo Morpurgo di via Savorgnana a Udine, sarà presentato il volume Umberto Saba. Sei donne per un poeta, Empoli, Ibiskos, 2003. A discuterne, oltre alle cinque autrici (Cristina Benussi, docente di storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Trieste, Graziella Semacchi Gliubich, Nicoletta Micoli Pasino, Carla Carloni Mocavero e Rosalba Trevisani), è stata chiamata Angela Fabris, che nell’anno accademico appena trascorso ha insegnato letteratura italiana contemporanea all’Università di Graz.
Introduce Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica.
L’iniziativa, nell’ambito dell’Estate in Città, è organizzata dalla Biblioteca Civica di Udine e dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Teatro Club città di Udine.
“Umberto Saba – scrive Cristina Benussi nell’introduzione al libro – è sicuramente uno dei più importanti poeti del Novecento e dunque su di lui sono stati scritti saggi di ogni dimensione e tendenza critica. In questo volume, perciò, non si vogliono ricostruire la sua formazione culturale o le sue scelte poetiche, ma si intende rivolgere l’attenzione all’influenza che hanno avuto su di lui le donne della sua vita. Protagoniste assolute, sia ne Il Canzoniere che nelle opere in prosa, sono la balia slovena Peppa, la madre Rachele, la zia Regina, la moglie Lina, la figlia Linuccia, l’amica Nora Baldi; e poi Paolina, Chiaretta, Luciana, ragazze con cui pensò, almeno per un po’, di tornare giovane. E sono tutte fondamentali per capire la sua opera, data l’anomalia della famiglia in cui è vissuto: la clamorosa assenza del padre, la cui latitanza e la cui supplenza, per l’appunto, riempiono di senso l’intera sua vita e l’intera sua opera.”
Tante le fonti utilizzate per ricostruire quanto le donne hanno offerto a Umberto Saba per permettergli di diventare una delle voci più grandi del Novecento: documenti e lettere autografe spesso inedite, poesie, racconti sul suo mondo affettivo attraverso interviste di prima mano a persone che hanno conosciuto e frequentato il grande poeta triestino. Un uomo che, nella particolarità della sua condizione (unico uomo in una famiglia di donne), si dimostrerà geniale ed egoista, in grado di soffrire ma anche di far soffrire, riuscendo, grazie alla complessità dei suoi sentimenti, a creare una delle figure più significative del Novecento letterario: la Lina.
Cristina Benussi si è occupata di problemi legati soprattutto alla cultura novecentesca con saggi e studi su Italo Svevo, Carlo Michelstaedter, Alberto Moravia, Italo Calvino, o su temi quali l’esistenzialismo nella cultura italiana e la ricezione del testo nella società di massa. Graziella Semacchi Gliubich è poetessa e pubblicista, Nicoletta Micoli Pasino è studiosa di tematiche femminili, Carla Carloni Mocavero è poetessa e scrittrice, Rosalba Trevisani è grafologa e consulente tecnico del Tribunale di Trieste.
Il dibattito, tutto al femminile, si preannuncia molto vivace. In caso di cattivo tempo la presentazione verrà fatta al Caffè Contarena di Piazza Libertà, sempre alla stessa ora.


Presentazione del volume Devolution e altre storie di Luciano Vandelli. Udine, 4 luglio.

Venerdì 4 luglio 2003, alle ore 18.30, presso il giardino di Palazzo Morpurgo di via Savorgnana a Udine, sarà presentato il volume di Luciano Vandelli Devolution e altre storie: paradossi, ambiguità e rischi di un progetto politico. A discuterne, oltre all’autore, sono stati chiamati Sergio Cecotti, Sindaco del Comune di Udine, e il prof. Marco Marpillero dell’Università di Udine. Introduce Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica.
L’iniziativa, nell’ambito dell’Estate in Città, è organizzata dalla Biblioteca Civica di Udine e dall’Assessorato alla Cultura.

Richiamando un po’ Braveheart e un po’ Tony Blair, la “devolution” – trapiantata dai miti scozzesi alla politica italiana – è diventata il perno del programma della Lega nord e, quindi, proposta costituzionale del Governo Berlusconi. Al di là delle enfasi propagandistiche e delle semplificazioni giornalistiche, l’autore – che è professore di diritto amministrativo all’Università di Bologna e assessore regionale all’innovazione istituzionale e alle autonomie locali della Regione Emilia Romagna – cerca di capire quali sono i concreti contenuti di questa proposta, le conseguenze della facoltà di ogni regione di autoattribuirsi competenze esclusive in materia di sanità, istruzione e sicurezza, e come mai l’attuale Governo proclama la “devolution” e pratica, invece, il centralismo. Il libro di Luciano Vandelli evidenzia i paradossi, le ambiguità e i rischi di una linea politica che mette in discussione i sistemi della sanità, dell’istruzione, della sicurezza e, in definitiva, il nucleo essenziale e unificante dei diritti e delle garanzie dei cittadini.
Scrive Vandelli a conclusione della sua ricerca: “Non sempre sono necessarie operazioni eclatanti per intaccare assetti istituzionali fondamentali, o un’impostazione di coesione sociale. Possono bastare poche norme, se accompagnate dalla messa in discussione di sistemi nevralgici del Paese (a partire dalla sanità e dall’istruzione) dall’indebolimento dei meccanismi di cooperazione e di solidarietà, alla prefigurazione di aree sufficientemente potenti e ricche da essere in grado di sbilanciare il confronto con lo Stato e con le aree rimanenti, alla parcellizzazione della rete dei governi locali.” Il progetto di “devolution”, al di là di quanto si dice e si scrive, può davvero “erodere i grandi pilastri” dell’attuale assetto istituzionale su cui il Paese fino ad ora si è trovato a poggiare e può costituire un rischio grave e inquietante che rimette in discussione i diritti e le garanzie dei cittadini.

Il dibattito, grazie anche alla presenza di Sergio Cecotti, si preannuncia molto interessante. In caso di cattivo tempo la presentazione verrà fatta al Caffè Contarena di Piazza Libertà, sempre alla stessa ora.

 


 

Claudio Magris al Teatro Nuovo a Udine il 28 maggio

Grande evento culturale a Udine il prossimo mercoledì 28 maggio.
Alle ore 18.00, al Teatro Nuovo "Giovanni da Udine", nell'ambito della serata iniziale del convegno "Österreich-Italia - Lingua, Letteratura, Cultura", sarà presentata la mostra "40 anni di Mito absburgico", organizzata dalla Biblioteca Civica di Udine e dal Musil-Institut dell'Università di Klagenfurt e curata da Luigi Reitani del Dipartimento di Lingue e Letterature Germaniche e Romanze dell'Università di Udine.
Nato come tesi di laurea e pubblicato nel 1963 dalla casa editrice Einaudi, Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna di Claudio Magris è stato uno di quei pochi saggi capace di segnare con le sue tesi il dibattito culturale dell'epoca e di aprire un nuovo orizzonte di studi. La mostra, che vuol essere anche un omaggio al grande germanista triestino, si propone di documentare la straordinaria ricezione di questo libro, mostrandone le diverse edizioni italiane e le traduzioni straniere, insieme a preziosi documenti originali. Si potranno così vedere esposte una copia della tesi di laurea, la traduzione giapponese e quella messicana dell'opera, una lettera inedita di Biagio Marin all'autore, foto e recensioni d'epoca.
Per l'occasione è stato anche realizzato - con il sostegno della AMB di S. Daniele - un catalogo bilingue fuori commercio in edizione di 800 esemplari numerati che ospita tra l'altro contributi sul libro di Vincenzo Mengaldo e Wendelin Schmidt-Dengler, una bibliografia della ricezione dell'opera e un'intervista a Claudio Magris di Luigi Reitani.
La mostra, che rimarrà aperta nell'atrio della Biblioteca Joppi fino al 27 giugno 2003 durante l'orario di apertura della Biblioteca, sarà ospitata in novembre dal Musil-Haus di Klagenfurt.
Questo il programma della serata: saluti del Rettore dell'Università degli Studi di Udine, prof. Furio Honsell, del direttore del Forum Austriaco di Cultura a Milano, dott.ssa Stella Avallone, e del presidente dell'Associazione Italia-Austria, dott. Armando Zimolo. Interventi inaugurali del prof. Domenico Mugnolo (presidente della Associazione Italiana di Germanistica) e della prof. Anne Betten (presidente della Österreichische Gesellschaft für Germanistik). Presentazione della mostra di Romano Vecchiet (direttore della Biblioteca civica di Udine) e Luigi Reitani (Università di Udine).
Seguirà la conferenza di apertura di Claudio Magris che concluderà la serata al Teatro.
Alle ore 20, nell'atrio della Biblioteca Civica di Udine in piazza Marconi 8, si inaugurerà la mostra Quarant'anni di "mito absburgico".
La mostra si svolge con il contributo del Comune di Udine, di AMB S.Daniele, di Giulio Einaudi editore, del Musil Institut dell'Università di Klagenfurt, e dell'Associazione Biblioteca Austriaca di Udine.Traduzione simultanea degli interventi in tedesco e in italiano a cura di Petra Brauns e Alessandra Riccardi.


Venerdì 16 maggio in Sala Ajace Giampaolo Borghello presenta "A perdifiato" di Mauro Covacich

Uno dei più interessanti successi letterari italiani di questi ultimissimi mesi, sarà presentato venerdì 16 maggio 2003 alle ore 18.00 in Sala Ajace per il ciclo degli Incontri con l’Autore organizzati dalla Biblioteca Civica: si tratta del romanzo A perdifiato dello scrittore triestino Mauro Covacich, edito da Mondadori. Il libro sarà presentato dal prof. Giampaolo Borghello, docente di letteratura italiana all’Università di Udine.
Ambientato tra Szeged in Ungheria, Trieste e Berkeley, A perdifiato è la storia di un allenatore federale, Dario Rensich, l’io narrante del romanzo, che giunto primo tra i bianchi alla mitica maratona di New York (ma sesto nella graduatoria ufficiale, davanti a cinque africani), vede improvvisamente cambiare la sua vita. Catapultato suo malgrado in Ungheria, a Szeged appunto, che proprio in quei giorni sta vivendo il dramma ecologico dell’inquinamento da cianuro del fiume Tibisco, si trova ad allenare un gruppo di promettenti atlete ungheresi, che dovrà trasformare da mezzofondiste a maratonete. Ragazze giovanissime, elastiche, pronte a tutto pur di emergere, ragazze - scrive Covacich - “con occhi da scippatrici”.
Questo viaggio Dario lo compie proprio nel momento in cui stava per concludersi il faticoso iter per l’adozione di Fiona, la bambina adottiva che tante speranze aveva suscitato nella moglie di Dario, e che questo impegno sportivo all’estero allontanerà sempre di più.
Imprevisti di ogni tipo, difficoltà e passioni improvvise, faranno delle pagine del romanzo di Covacich una lettura estremamente emozionante. Il ritmo è quello di un romanzo ad alta tensione, capace di far rivivere sensazioni nuove e intense. Covacich (classe 1965) da qualche anno ci ha abituati ad apprezzare il suo stile, riconoscibilissimo e determinato come i giovani atleti della sua bella storia.
Scrive ancora Covacich: “La maratona è un’arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva”. “Un maratoneta pensa con il corpo e il pensiero ossessivo del suo corpo è: resistere per 42.195 metri a una velocità superiore a quella già ottenuta. Immaginando il proprio miglior risultato come unico avversario, sconfiggersi è il chiodo fisso del maratoneta.”


Amedeo Giacomini e sei poeti friulani in Sala Ajace l'8 maggio 2003

Organizzato dalla Biblioteca Civica nell'ambito degli "Incontri con l'autore", sarà presentato giovedì 8 maggio 2003, alle ore 18.00, presso Sala Ajace in Piazza Libertà a Udine, il volume
Tanche giaiutis. La poesia friulana da Pasolini ai nostri giorni di Amedeo Giacomini, con un CD musicale di Armando Battiston. Libro e CD sono editi dall'Associazion culturâl Colonos nel 2003.
Saranno presenti, oltre agli autori, i poeti Pierluigi Cappello, Ivan Crico, Federico Tavan,
Ida Vallerugo, Gianmario Villalta e Giacomo Vit, che animeranno la serata leggendo le loro poesie.

Il libro, interamente curato da Amedeo Giacomini, si compone di un ampio saggio introduttivo sulle forme e sui contenuti della poesia friulana della seconda metà del secolo appena trascorso, certamente - come sottolinea lo stesso curatore - "di parte", e nei panni di una "giaiute" (una avèrla, un uccello della famiglia dei Passeracei) che "cerca di appendere intorno i suoi insetti-poesia". Quindi, ed ecco spiegato il titolo di questo bellissimo piccolo libro di versi e di profonde riflessioni letterarie e linguistiche sul friulano, Giacomini è, come una avèrla, il curatore che raccoglie attorno a sé i suoi poeti e, come una avèrla cattura i suoi insetti, così questi cattura ed esibisce i suoi poeti per pubblicarli e farli conoscere.
Il volumetto, che è anche elegantemente arricchito da varie foto-ritratto, è poi composto da una scelta di poesie dei poeti prima nominati, ai quali vanno aggiunti Flavio Santi e Nelvia Di Monte.
Un CD, infine, contiene le musiche di Armando Battiston originalmente composte per accompagnare i vari poeti presenti nella raccolta, che leggono i loro componimenti nelle loro diverse varianti, dal bisiaco al friulano della Pedemontana, al veneto liventino.


"Parole incontrate": un ciclo tra lingue, libri e teatro

"Tutto quello che so della mia vita -ha scritto José Saramago- mi sembra di averlo appreso dai libri". E' con il viatico di questa frase-guida che prende il via un nuovo progetto del Teatro Club di Udine, varato in collaborazione con la Biblioteca Civica "Joppi"-Sezione Moderna e con un ricco parterre di patrocinatori, l'Assessorato alla Cultura del Comune e della Provincia di Udine, e la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, oltre che con il sostegno della Fondazione Crup di Udine e Pordenone.
"Parole incontrate" - questo il titolo dell'iniziativa, nata da un'idea di Angela Felice, Marzia Plaino e Gianfranco Scialino - vuole appunto favorire l'amore per la pagina scritta in coloro che, a partire dal semplice ascolto della voce che la legge e la "teatralizza", e raccolti in cerchio, si lasciano accendere nella loro sensibilità, immaginazione e coscienza.
Cinque gli appuntamenti previsti dal suggestivo "cartellone", in cui il Teatro Club continua a rendere sistematica la sua attenzione periodica alla letteratura e alle possibilità della sua dizione teatrale, secondo una linea programmatica già iniziata nel 2000 con il progetto "Rustic amòur", occasione di dedica a Pier Paolo Pasolini a 25 anni dalla morte, e poi proseguita nel 2002 con l'ospitalità del recital "Dante-Inferno", con la straordinaria performance degli attori-lettori Sandro Lombardi e David Riondino. Inevitabile la scintilla collaborativa con l'attività della Biblioteca Civica "Joppi" che, per motivi istituzionali ma anche per convinzione etica, da anni è in prima linea nella promozione della lettura sia attraverso le iniziative della Sezione Ragazzi, che con gli incontri con l'Autore e, recentemente, con il segmento Giovani del Progetto Biblioteca&Scuola, indirizzato ai ragazzi delle Scuole Superiori, che prevede visite guidate alla Sezione Moderna, animazioni, servizi bibliografici per le classi e, appunto, pomeriggi di lettura. Ciò a dimostrare che i libri, anche nell'era del Pc e di Internet, continuano a rappresentare un bene prezioso da far conoscere e valorizzare fin dalla più tenera età.
A tagliare il nastro, venerdì 7 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria "Librincentro" di Udine, in via Viola, sponsor del progetto, è Gianfranco Scialino, studioso di vasta cultura e critico raffinato, nonché suggestiva voce d'attore in un passato "teatrale" non proprio remoto con il Piccolo Teatro. A lui è affidato il compito di cucire un percorso di lettura tra i versi di due grandi voci poetiche contemporanee, Pier Paolo Pasolini, anche in friulano, e Giorgio Caproni.
Sempre nello spazio della libreria "Librincentro", con lo stesso orario delle ore 18.00, si terranno a ruota i successivi due appuntamenti. Venerdì 14 febbraio, sarà la volta per l'attore Maurizio Zacchigna (con accompagnamento musicale) di cimentarsi in un itinerario dentro la grande poesia triestina del '900, dalla cristallina classicità di Umberto Saba al graffiante sperimentalismo di Cergoly, passando per i refoli della grazia dialettale di Virgilio Giotti. Venerdì 28 marzo, toccherà poi a Massimo Somaglino, attore-regista di versatile tastiera vocale, affrontare alcune pagine della giovane letteratura italiana, dalla tribù dei "cannibali" alla libertà fantastica di Stefano Benni.
Cambiamento di spazio e di orario invece per il 4° incontro, giovedì 3 aprile, presso la Sala Madrassi di Udine, in via Gemona, alle ore 20.45, con la prestigiosa presenza di Paolo Puppa, che è tanto un acutissimo studioso e professore di Storia del Teatro presso l'Università di Venezia quanto un godibilissimo autore (e lettore in proprio) di imperdibili monologhi in veneziano, di recente raccolti per Bompiani nel volume "Venire, a Venezia". Alla sua verve di performer, in incrocio con i suoni di un sax, il compito di leggere alcuni di questi cammei, schegge in forma di "Deliri veneziani" (così, il titolo della serata) su gustosi e graffianti ritratti umani della città lagunare.
A chiudere il programma, infine, è l'appuntamento di venerdì 9 maggio, di nuovo nella libreria "Librincentro, ore 18.00, dedicato a Fahrenheit 451, con un interessante incrocio multimediale, tra video, parole e azioni, ideato e realizzato dalla fucina creativa della Cooperativa Damatrà. Un suggello finale, quest'ultimo, che, nel richiamo al romanzo di Bradbury e al successivo film di Truffaut "Fahrenheit 451", vuole anche essere un monito sulle prospettive nere di una società che, quando brucia i libri o ne cancella perfino la memoria, si avvia fatalmente alla cecità del dispotismo ed all'annientamento della persona.
In questa direzione, "Parole incontrate", a ingresso libero per tutto il ciclo, intende rivolgere a tutti le sue suggestioni tra parole e voci, ma particolarmente vuole coinvolgere giovani e studenti, per suscitarne curiosità, interessi, passioni.
Perciò il progetto si inserisce nel programma di attività che fanno corona alla 32° Edizione del Palio Teatrale Studentesco "Città di Udine" così da anticipare la rassegna vera e propria (quest'anno spostata all'Auditorium Zanon, tra fine marzo e prima settimana di maggio) con occasioni di incontro giovanile con l'amico-libro.
Per informazioni, Teatro Club, tel/fax 0432-507953, e-mail teatroclub@libero.it
Biblioteca Civica "Joppi"-Sezione Moderna: tel. 0432-271589, e-mail BCU@comune.udine.it


Globalizzazione. Genesi del processo ed analisi della complessità. Un ciclo di incontri in Sala Ajace

Il termine "globalizzazione" è ormai diffuso e rinvia, spesso acriticamente, ad un insieme di fenomeni ed a problemi difficilmente comprensibili solo con gli strumenti forniti dai mezzi di comunicazione di massa, anche perché totalmente inseriti nel processo che pretendono di analizzare. Da più parti si avverte l'esigenza di una riflessione più sistematica, nello stesso tempo storica e analitica, su questo grande problema del nostro tempo, che mette in crisi le nostre categorie storicamente consolidate e le nostre pratiche politiche e civili.
Il Dipartimento di Scienze Filosofiche e Storico-Sociali dell'Università degli Studi di Udine in collaborazione con la Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine propone un ciclo biennale di incontri-dibattiti mensili, introdotti da una relazione storico-scientifica, per comprendere la globalizzazione sia storicamente, la genesi filosofica, scientifica e storico-culturale dell'idea e del processo, sia sistematicamente, la sua complessità relazionale interna alla nostra civiltà e il progressivo coinvolgimento di altri sistemi sociali. Il primo anno è dedicato più esplicitamente alla genesi del processo, il secondo all'analisi della complessità, anche se i due percorsi necessariamente si incrociano e sono tra loro complementari.
Numerose relazioni introduttive provengono dalle risorse interne del Dipartimento di Scienze Filosofiche e Storico-sociali, a cui si aggiungono interventi esterni di studiosi di particolare prestigio. L'iniziativa, oltre ad impegnare il Dipartimento ed il mondo accademico, intende aprire un dibattito con la società civile e le strutture culturali del territorio, coinvolgendo scuole, biblioteche, associazioni ed enti locali.
Il primo ciclo di incontri, relativo all'anno accademico 2002-2003, è strutturato in linea di massima nel modo seguente:

-Prof. Marc Augé: Globalizzazione e prospettive antropologiche (9 dicembre 2002, ore 17.00).

-Prof.Andrea Tabarroni: Cittadinanza e civiltà dell'Occidente medioevale (22 gennaio 2003, ore
18.00).

-Prof. Chiara Giuntini: Tolleranza dei moderni: tra religione e politica (26 febbraio 2003, ore 18.00).

-Prof. Federico Vercellone: La razionalità idealistica e l'idea di globalizzazione (12 marzo 2003,
ore 18.00).

-Prof. Paola Dessì: Globalizzazione e razionalità scientifica (9 aprile 2003, ore 18.00).

-Prof. Carlo Augusto Viano: Universalità dell'etica e globalizzazione (7 maggio 2003, ore 18.00).

Gli incontri saranno realizzati in Sala Ajace e sono aperti gratuitamente a tutti.
Coordinamento scientifico: Prof. Nicola Gasbarro (n.gasbarro@tiscali.it), tel.0432.556551


Carlo Augusto Viano su etica e globalizzazione in Sala Ajace il 7 maggio

Mercoledì 7 maggio 2003, alle ore 18.00 in Sala Ajace di piazza Libertà a Udine, il prof. Carlo Augusto Viano, professore ordinario di storia della filosofia all'Università di Torino, parlerà sul tema "Universalità dell'etica e globalizzazione".
La conferenza-dibattito del celebre filosofo italiano fa parte di un ciclo biennale di incontri mensili su "Globalizzazione. Genesi del processo ed analisi della complessità", organizzato dal Dipartimento di Scienze filosofiche e storico-sociali dell'Università degli Studi di Udine e dalla Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine.
Gli interrogativi centrali del dibattito saranno certamente alcuni fra questi: è ancora possibile pensare un'etica universale? A partire da quali principi teorici? Come e dove trovarne i fondamenti? E se il sistema globalizzato è prima di tutto una critica radicale del pensiero metafisico, come è possibile ripensare il necessario discorso sull'etica, che non può non avere una legittimazione pluriculturale e un "senso" almeno postrelativistico?

Allievo di Nicola Abbagnano, Carlo Augusto Viano ha insegnato nelle Università di Milano e di Cagliari e attualmente è professore ordinario di Storia della filosofia all'Università di Torino. Uno dei nostri più autorevoli storici della filosofia, Viano ha interessi che spaziano dalla filosofia antica alla filosofia moderna e alla filosofia contemporanea. E' autore di numerosissimi saggi e volumi. Tra gli altri ricordiamo, La logica di Aristotele (Taylor, 1955), John Locke. Dal razionalismo all'Illuminismo (Einaudi 1960), La selva delle somiglianze (Einaudi 1985), Va' pensiero. Il carattere della filosofa italiana contemporanea (Einaudi, 1985). Con Pietro Rossi ha diretto l'opera Storia della filosofia (Laterza, 6 voll. 1993-1999). Negli ultimi anni si è occupato prevalentemente del dibattito etico contemporaneo con particolare riguardo alla bioetica (Etica pubblica, Laterza 2002). Ha inoltre curato edizioni di testi di Aristotele, Condillac e Locke, del quale ha pubblicato per primo importanti inediti nel 1961.
Ha fatto parte di due importanti centri del CNR (Centro di studi sul pensiero antico e Centro di studi sul pensiero del Cinquecento e del Seicento) e del Comitato nazionale di bioetica. Fa parte del Comitato direttivo della "Rivista di filosofia" ed è socio dell'Accademia delle scienze di Torino.
In occasione del suo settantesimo compleanno si è tenuto a Torino un convegno in suo onore i cui atti sono stati raccolti nel volume Cinquant'anni di storiografia filosofica in Italia (Il Mulino 2000).


L'orologio di Monaco di Giorgio Pressburger al Contarena martedì 29 aprile

Martedì 29 aprile alle ore 18.00, al Caffè Contarena di Piazza Libertà a Udine, Angela Fabris (Università di Graz) e Romano Vecchiet (Direttore della Biblioteca Civica di Udine) discuteranno, in presenza dell'autore, dell'ultimo libro di Giorgio Pressburger, L'orologio di Monaco, edito da Einaudi. L'iniziativa rientra nel ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica, che in questo caso si avvale anche della collaborazione di Punto Einaudi e dell'Associazione Culturale Mitteleuropa.

Giorgio Pressburger, nato a Budapest nel 1937, uno dei più affermati e importanti scrittori e drammaturghi italiani di questi anni, ha scritto numerosi romanzi e raccolte di racconti, vincitrici di diversi e prestigiosi premi (La legge degli spazi bianchi, 1989, premio Selezione Campiello, La neve e la colpa, 1998, Premio Viareggio, La partita, premio Pirandello, Le tre madri, Premio Flaiano). È stato direttore dell'Istituto italiano di cultura a Budapest e attualmente è responsabile del Mittelfest.
L'orologio di Monaco raccoglie tredici racconti accomunati da quella che l'autore stesso definisce un'"ossessione genealogica": l'irresistibile e un po' maniacale desiderio di riscoprire le ascendenze familiari, per troppo tempo rimaste confuse in una patina di polveroso oblio, alla ricerca di antenati illustri e non, filosofi e rivoluzionari, ma anche ferrovieri-artisti e camerieri ninfomani, grandissimi poeti e miserabili eccentrici. Pressburger scopre così, nel corso delle sue avvincenti indagini, che Karl Marx ebbe come madre una Pressburg, i cui antenati provenivano da una famiglia di rabbini trapiantati in Olanda dall'originaria Pressburg, l'odierna Bratislava, o che il grande poeta Heinrich Heine, anch'esso per linea materna, era discendente di un certo Simon Pressburger, consigliere degli Asburgo. Ma al tempo stesso vengono ritratti, e sono i racconti più intensi e percorsi da una sottile e intelligente vis comica che già avevamo apprezzato nel corpus dei suoi precedenti racconti, vari personaggi minori, un'intera comunità ebraica umile e poverissima, vissuta tra deportazioni e migrazioni, chiusa nelle proprie convinzioni antichissime, oggetto di un'analisi affettuosa e complice.
Vi è, per esempio, nel racconto che dà il titolo alla raccolta, un orologio dozzinale e kitsch, "made in Germany", racchiuso in una campana di vetro e con un curioso movimento circolare di palline dorate, che la vecchia zia dell'autore omaggia, dopo averlo acquistato in ben cinque esemplari tutti uguali, ai suoi cinque nipoti. Gli orologi finiranno in cinque diversi continenti e tutti inspiegabilmente si bloccheranno alla morte di chi li aveva donati. Ma in realtà, lo si capirà solo alla fine, erano le palline del bilanciere a bloccarsi, il meccanismo interno funzionava ancora a meraviglia. "L'anima era rimasta - dirà Pressburger - ma lo spettacolo, la pura scena della vita, l'apparenza del movimento, si era bloccata in tutti." E da quel giorno il dubbio che l'anima esista davvero, in un ticchettio impercettibile, e aleggi invisibile sopra il mondo terreno, si era fatto più insistente, manifestandosi come un "filo di fede e di scetticismo" lasciatogli in eredità dai suoi avi.

[Recensione di Romano Vecchiet]


Predrag Matvejevic presenta, con Calligaro e Luciano Morandini, i racconti di Bruno Pignoni.

Giovedì 17 aprile 2003, alle ore 18.00, in Sala Ajace in Piazza Libertà a Udine, Predrag Matvejevic, Renato Calligaro e Luciano Morandini presenteranno il libro L'acqua nel mortaio, una raccolta postuma di racconti di Bruno Pignoni, pubblicati per le edizioni del Circolo Culturale Menocchio di Montereale Valcellina. L'iniziativa rientra nel ciclo degli Incontri con l'Autore, organizzati dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Udine.
Bruno Pignoni, mancato l'anno scorso, era nato a Tricesimo nel 1922 e si era già segnalato per alcuni racconti che erano stati premiati nell'immediato dopoguerra da Pier Paolo Pasolini. Antifascista, intellettuale impegnato tra le file del Partito comunista italiano, amministratore comunale negli anni del terremoto friulano, autore di radiodrammi, può a buon diritto costituire una sorta di paradigma dello scrittore friulano che vive con sofferenza ma altrettanta appassionata determinazione i difficili anni del dopoguerra, diviso tra gli ideali spesso incompresi e avversati della militanza politica e quelli della libertà della propria creatività artistica.
Scrive il figlio, Roberto Pignoni, nella bella introduzione al volume: "Di Bruno sono note, nella cerchia delle persone che lo frequentavano, le doti di affabulatore e creatore di immagini, sottile conoscitore dei meccanismi della lingua. Tutto questo si ritrova nei suoi scritti, e tuttavia non si può fare a meno di notare che, in aggiunta a ciò, essi sono innervati da un'intenzione squisitamente politica. Nel senso più alto, nobile e destabilizzante del termine: per Bruno il giudizio politico, come la scrittura, è un ingrediente essenziale, una dimensione naturale della personalità. Un'esigenza primaria, da soddisfare in modo definitivo e caparbio."


Al Caffè Contarena le poesie di Maria Tore Barbina

Venerdì 11 aprile 2003, alle ore 18.00, presso il Caffè Contarena in Piazza Libertà a Udine, nell'ambito del ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, la prof.ssa Marina Giovannelli presenterà il libro di poesie D'amore e d'altro poco di Maria Tore Barbina, edito da Bastogi nel 2002. Le poesie verranno lette, alla presenza dell'autrice, da Daniela Zorzini.
La raccolta di poesie, che segue il volume Oltre il silenzio, presentato due anni or sono sempre nell'ambito della medesima rassegna, è una silloge breve e stimolante di intense poesie d'amore, profuse di colto ardore, e sempre controllate da uno stile classico, equilibrato ed elegante. Scrive Maria Grazia Lenisa nella presentazione: "Nobilmente Maria Tore si avvicina a Gaspara Stampa: entrambe sono state 'tradite' dall'amore, una con l'involontaria 'colpevolezza' di morire da parte dell'amato, l'altra da sentimenti non degni della sua tenerezza e del suo genio. Che la Tore considerasse un tesoro la sua poesia, appare evidente nelle sequenze liriche:

Questo amore sia dunque la spada
che divide il caduco e l'eterno
sia, mio amato, la buona ventura
profumata di gioia e di baci
il tormento che dona poesia
una fiamma nascosta ma pura
un gioiello dell'anima mia."

Maria Tore, di padre sardo e madre carnica, vedova del grande geografo Guido Barbina, è nata e vive a Udine. Laureata in Lettere classiche all'Uniersità di Trieste, è stata docente di paleografia latina all'Università di Udine e in precedenza assistente di Letteratura latina e medievale all'Università di Trieste. Ha anche insegnato Traduzione letteraria nei corsi per traduttori e interpreti dell'Università di Udine. Oltre ad aver tradotto in friulano Aristofane, Gaspara Stampa ed Emily Dickinson e aver pubblicato un Dizionario pratico e illustrato Italiano-Friulano, si è occupata della questione femminile attraverso vari saggi, tra cui, ultimo in ordine di tempo, Diplomi del monastero benedettino di S. Maria di Aquileia da un manoscritto conservato nella Biblioteca comunale di Verona.

Si ringrazia Agra Promo FVG srl per l'organizzazione della serata.

 


 

Paolo Traniello presenta in Sala Ajace la Storia delle biblioteche in Italia

Martedì 15 aprile 2003, in Sala Ajace a Udine alle ore 18.00, per il ciclo degli Incontri con l’Autore, sarà presentato dai professori Attilio Mauro Caproni e Angela Nuovo dell’Università di Udine e da Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica di Udine, il volume Storia delle biblioteche in Italia. Dall’Unità a oggi, di Paolo Traniello. Sarà presente l’autore e Graziano Ruffini, che ha scritto un capitolo del libro dedicato alle biblioteche universitarie.
La storia delle biblioteche è un punto d’osservazione di grande interesse per misurare la politica culturale di un paese. L’Italia, che ha ereditato dai secoli passati un patrimonio librario unico al mondo, ha adottato politiche contraddittorie e spesso insufficienti nei confronti delle biblioteche, privilegiando comunque un’idea di biblioteca come patrimonio da conservare piuttosto che come servizio culturale per il cittadino. Si è dunque incentivato l’uso specialistico a detrimento della disseminazione democratica del sapere tipica del modello anglosassone della “biblioteca pubblica”. Traniello, che insegna Biblioteconomia e bibliografia nella Facoltà di Lettere dell’Università di Roma Tre ed è autore di importanti contributi di legislazione e storia delle biblioteche, segue con grande puntualità l’evoluzione del sistema bibliotecario italiano dal 1860 a oggi, riconducendone le diverse tappe alla più generale vicenda politica italiana.


Paola Dessì: Razionalità scientifica e globalizzazione

Mercoledì 9 aprile, alle ore 18.00, in Sala Ajace, prosegue il ciclo di conferenze organizzato dal Dipartimento di Scienze filosofiche e storico-sociali dell'Università di Udine e dalla Biblioteca Civica di Udine con l'intervento della prof.ssa Paola Dessì sul tema "Razionalità scientifica e globalizzazione".
Se si seguono le vicende che hanno caratterizzato la rivoluzione scientifica del Cinque-Seicento appare evidente che la scienza moderna si è presentata sin dalla sua nascita come impresa globale perché si è da subito caratterizzata come sapere universale, pubblico e aperto a tutti senza discriminanti di alcun tipo. Una delle maggiori credenziali esibite dai sostenitori della scienza per giustificarne la capacità di svolgere questo ruolo è stato il riconoscimento della razionalità dei suoi procedimenti di accertamento della verità. Proprio questo presupposto è stato però messo in discussione specie in seguito alla pubblicazione del volume di Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1963) e alle conseguenze che da quest'analisi hanno tratto autori come Feyerabend il quale è giunto alla conclusione che la scienza non può pretendere ad alcuna superiorità conoscitiva rispetto ad altre forme culturali come l'arte, la religione o l'astrologia.
Queste sono solo alcune delle difficoltà che la scienza nella sua pretesa di porsi come sapere universale ha dovuto fronteggiare e che Paola Dessì cercherà di analizzare in questa conferenza. Non mancano infatti altre difficoltà. Alcune che nascono dal paradosso di un sapere che potenzialmente è per tutti ma che nei fatti è fruibile solo da pochi. Altre difficoltà che nascono dal bisogno di sempre maggiori risorse economiche, per ottenere le quali gli scienziati devono sollecitare l'approvazione della società, spesso turbata dalle possibili conseguenze etiche delle applicazioni della scienza.

Paola Dessì è professore associato di Storia della scienza presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Udine e ha insegnato per molti anni Filosofia della scienza presso l'Università di Torino. Si è occupata prevalentemente della storia del pensiero scientifico dell'Ottocento e del Novecento e dei rapporti tra la cultura scientifica e la cultura filosofica. I suoi principali argomenti di ricerca sono stati la storia del calcolo delle probabilità nell'Ottocento, la metodologia scientifica nell'Ottocento e nel Novecento, le immagini scientifiche e filosofiche del determinismo e le discussioni sui quadri concettuali e sui metodi della storiografia della scienza.
Oltre a diversi saggi, su questi argomenti ha pubblicato i volumi L'ordine e il caso (Il Mulino, 1989) in cui ha messo in evidenza le conseguenze dell'adozione, nella prima metà dell'Ottocento, di tecniche probabilistiche in differenti ambiti disciplinari, e Le metamorfosi del determinismo (Angeli, 1997) nel quale ha ricostruito il dibattito contemporaneo intorno alla possibilità di conciliare libertà e determinismo. Attualmente si occupa delle resistenze che le versioni contemporanee del creazionismo oppongono all'evoluzionismo.


Il Tesoro di Aurora di Luigino Peressini in Sala Ajace

Giovedì 10 aprile 2003, alle ore 18.00, presso Sala Ajace in Piazza Libertà a Udine, il giornalista e agronomo Claudio Fabbro presenterà il libro Il Tesoro di Aurora.Una storia per il Tocai friulano di Luigino Peressini, edito da Edizioni del Confine di Udine nel 2002.
La serata vedrà la partecipazione, oltre all'autore del libro, del complesso strumentale "Quercus Rubra", mentre verranno proiettate le diapositive delle illustrazioni del volume. La serata si svolge in collaborazione con il Consorzio del prosciutto di San Daniele e i produttori dei Colli orientali del Friuli, che offriranno un rinfresco alla fine della presentazione.
Il libro, suggestivamente illustrato dall'autore, in cui la parte figurata prevale nettamente su quella scritta, è ispirato a un fatto di cronaca friulana: il matrimonio tra la baronessa Aurora Formentini di San Floriano del Collio e il conte ungherese Adam Batthyány, celebrato il 3 febbraio 1632. Il libro di Peressini, in forma fiabesca e avvincente ma documentatissimo, narra del ricco corredo di beni portato in dote dalla baronessa Aurora al suo sposo ungherese e che comprendeva, tra le altre cose, anche trecento "Vitti di Toccai". Di un vero tesoro si tratta, dice Bruno Augusto Pinat nella presentazione al libro, e non solo per un grande casato di quasi quattro secoli fa, ma per un'intera regione di oggi, simbolo - anche se purtroppo contestato - dell'economia vitivinicola friulana e dell'insieme della sua struttura produttiva.


L'ultimo romanzo dell'udinese Valentina Brunettin al Contarena venerdì 21 marzo

Venerdì alle ore 18.00, al Caffè Contarena di Piazza Libertà a Udine, i professori Angela Fabris (Università di Graz) e Marco Praloran (Università di Udine) discuteranno, in presenza dell'autrice, del romanzo di Valentina Brunettin Fuoco su Babilonia.
Valentina Brunettin è nata a Udine nel 1980 e studia alla Facoltà di lingue e letterature straniere dell'Università friulana. Dopo aver vinto nel 1998 il premio Campiello Giovani con il romanzo L'antibo, ha pubblicato alla fine dell'anno scorso Fuoco su Babilonia, la sua seconda prova narrativa, un romanzo di oltre 350 pagine.
Basterebbero questi pochi dati biografici a presentarci la Brunettin come un "caso letterario": la sua giovanissima età, un riconoscimento prestigioso, una produzione già relativamente consistente. Se poi ci avventurassimo nella lettura del suo ultimo romanzo, rimarremmo colpiti dal peso e dalla drammaticità insolita dei contenuti, dalle ambientazioni inusuali, dalla forza dei sentimenti e dal grande respiro della narrazione, che si sviluppa con uno stile sorvegliato ed elegante, ricco di metafore, prezioso e ancora una volta insolito, subito riconoscibile, una delle doti cui ambirebbe qualsiasi scrittore.
La trama. È la storia di un giovane prostituto omosessuale creolo, l'io narrante del romanzo, che vive in un elegante bordello nella Berlino nazista. Le sue continue e variate avventure, che lo trascinano in un turbine di estenuanti incontri omosessuali, che mai però trascendono un livello medio di agrodolce sapore, avranno una drammatica svolta quando Spiegel, questo il nome non casuale assegnato al protagonista, verrà, insieme ad altri compagni di lavoro, trasferito brutalmente in un lager. La guerra scompagina quel già precario equilibrio fatto di violenze subite, innamoramenti e dolcezze maturate improvvisamente, in un pesante clima di sofferenze e tragedie collettive e personali insieme, che nemmeno la pace, in un dopoguerra di stenti e tristezza, riuscirà del tutto a modificare e ad aprire a prospettive realmente nuove o soltanto più rasserenanti.
Valentina Brunettin, con un coraggio che pensavamo quanto meno incerto nella sua generazione, ha sfidato molti luoghi comuni, con il candore di una ventenne. Il suo linguaggio, anche se non volessimo approvarne in pieno i contenuti che in altri tempi qualche bacchettone avrebbe definito scabrosi, o qualche storico etichettato come antistorici, è la vera sorpresa del suo lavoro. E accanto a esso vi è sempre una disincantata speranza, impermeabile a qualsiasi rivolgimento della Storia, nell'amore, nella verità e nella bellezza.

[Recensione di Romano Vecchiet]


Un incontro su Renzo Valente in Sala Ajace il 6 marzo

La Biblioteca Civica di Udine ricorderà giovedì 6 marzo 2003, alle ore 18.00, in Sala Ajace, uno dei suoi "cantori" più amati: lo scrittore e giornalista Renzo Valente. L'occasione è data dal primo anniversario della sua scomparsa, che ha commosso tutta la comunità friulana e udinese in particolare, e dal lascito dei suoi manoscritti, articoli, libri, recensioni ed estratti alla Biblioteca Civica della città.
Renzo Valente inizia la sua lunga carriera di giornalista negli anni Trenta al "Popolo del Friuli". Dopo la parentesi bellica ritorna alla sua attività e rimane al "Popolo" fino alla chiusura della testata. La sua firma diventa successivamente familiare sul "Messaggero Veneto", sull'"Avanti cul brun!", sul quindicinale "Il Punto", presso cui tiene la rubrica "Finestra udinese" e su altre riviste friulane dagli anni Quaranta alla fine del secolo.
Dirige per un quindicennio, dalla metà degli anni Sessanta alla fine dei Settanta, la rivista "Il Friuli" dell'Ente Provinciale per il Turismo di Udine che ospita, tra gli altri, scritti di Tiziano Tessitori, Sergio Maldini e Pier Paolo Pasolini.
La sua prima raccolta di articoli, Udine 16 millimetri, nati dai suoi ricordi a partire dagli anni Venti vissuti sempre nel cuore di Udine ed in cui si ritrovano gli ambienti, i personaggi della città - fino agli inizi degli anni Sessanta ha abitato, com'è noto, in via del Monte, per poi trasferirsi in via d'Azeglio - vede la luce nel 1962 e negli anni successivi verrà più volte arricchita da nuovi capitoli fino agli anni Novanta. Durante gli anni passati all'Ente per il turismo pubblica la Guida pratica della Carnia, Canal del Ferro, Val Canale, Valli del Natisone, illustrata dai disegni di Aldo Merlo.
Nell'ultimo decennio del Novecento tiene sul "Messaggero Veneto" la seguitissima rubrica "Il piccolo mondo di Renzo Valente": questi articoli vengono poi raccolti in Udine un paese col tram, I e II serie, usciti rispettivamente nel 1996 e nel 1998 e sempre illustrati da foto d'epoca e disegni dei suoi amici Pittino, Mitri, Caucigh.

Dopo la lettura di alcuni brani dei suoi scritti verrà presentato e proiettato il video Ricordi di una piazza. Firmato: Renzo Valente, realizzato nell'ambito del seminario sul linguaggio cinematografico tenuto lo scorso anno dal dott. Marco Rossitti al Laboratorio Cinema e Multimedia dell'Ateneo friulano e realizzato da Angela Bertolutti, Gabriella Camisa, Gemma Fagotto e Simona Picco Il video, della durata di 7 minuti, è una rappresentazione di Piazza S. Giacomo a Udine attraverso i ricordi di Valente.
Presentato al 18° Concorso Internazionale "VideoCinema&Scuola" di Pordenone, Ricordi di una piazza ha vinto il Premio Provincia di Pordenone per un'opera sulla storia o la cultura di un territorio.
Si è inoltre aggiudicato il Primo Premio nella sezione "Scuole" all'ultima edizione del Festival "Videopolis" di Vicenza, dedicata a "L'Europa delle Regioni: luoghi, realtà, prospettive". Il premio è stato consegnato alle giovani autrici dal direttore del Festival, Stefano Solvetti, e da Folco Quilici, presidente della giuria.
Al termine dell'incontro interverrà il prof. Gianfranco D'Aronco, nella sua duplice veste di studioso e di amico personale di Valente.


Mercoledì 26 febbraio 2003 alle ore 18.00 si terrà la conferenza della prof.ssa Chiara Giuntini dal titolo "Tolleranza dei moderni: tra religione e politica" che avrà luogo a Udine in Sala Aiace, piazza Libertà.

Chiara Giuntini, docente di storia della filosofia all'Università di Udine, si è occupata di vari aspetti del pensiero europeo dal Seicento all'Ottocento, dedicando le sue ricerche soprattutto alle correnti del deismo e del libero pensiero; ai rapporti fra filosofia, scienza e religione nell'età moderna; alle tradizioni dell'empirismo, della psicologia associazionistica e della filosofia della mente nella cultura britannica, dall'età di Locke al positivismo.
La conferenza-dibattito fa parte di un ciclo biennale di incontri mensili su "Globalizzazione. Genesi del processo ed analisi della complessità", organizzato dal Dipartimento di Scienze filosofiche e storico-sociali dell'Università degli Studi di Udine e dalla Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine. Ingresso libero.


Mercoledì in Sala Ajace si presenta "Austria e Italia. Storia a due voci"

Il volume di Silvio Furlani e Adam Wandruszka, giunto alla sua seconda edizione, Austria e Italia. Storia a due voci, verrà presentato per il ciclo degli Incontri con l'Autore organizzati dalla Biblioteca Civica V. Joppi mercoledì 19 febbraio 2003 in Sala Ajace alle ore 18.00.
"Nel corso dei secoli un vivace scambio culturale e politico ha legato l'Austria all'Italia. Solo nel segno dell'ideale dello Stato nazionale scoppiarono, tra il 1848 e la prima guerra mondiale, quattro violenti conflitti, e si cominciò a parlare di 'inimicizia secolare'. Nel ventesimo secolo la questione del Sudtirolo ostacolò a lungo l'instaurarsi di rapporti pacifici. Oggi il problema della minoranze è stato ormai risolto in maniera esemplare, Austria e Italia sono membri dell'Unione europea e buoni vicini. Questa storia tutta europea di vicinato, che comprende capitoli positivi ma anche tragici, viene raccontata insieme da due storici, uno austriaco e l'altro italiano. E' un libro di 'storia bilaterale', nel quale le correlazioni vengono raccontate ma non abbellite, in uno sforzo teso alla verità e alla comprensione per l'altro" (dalla quarta di copertina del volume, edito da Cappelli).
L'incontro è organizzato in collaborazione con l'Associazione Biblioteca Austriaca.
Il libro sarà presentato dai professori Maddalena Guiotto e Fulvio Salimbeni dell'Università di Trieste. L'ingresso è libero.


Andrea Tabarroni in Sala Ajace su globalizzazione e Medio Evo

Dopo la prima, straordinaria "lezione" di Marc Augé, riprende il ciclo di conferenze sulla globalizzazione organizzato dal Dipartimento di Scienze filosofiche e storico-sociali dell'Università di Udine in collaborazione con la Biblioteca Civica.
Mercoledì 22 gennaio, sempre alle ore 18.00 in Sala Ajace del Palazzo Municipale, il prof. Andrea Tabarroni docente di filosofia medievale all'Università di Udine tratterà il tema "Cittadinanza e civiltà dell'Occidente medioevale": una sorta di breve excursus storico alle origini del concetto di globalizzazione.
Andrea Tabarroni (Bologna, 1958) è professore associato a Udine e ha pubblicato studi su Duns Scoto, il francescanesimo, Guglielmo di Ockham e la logica medievale.


Mercoledì 5 febbraio Lino Leggio in Sala Ajace con "Il cacciatore di valanghe"

Sarà presentato mercoledì 5 febbraio 2003 in Sala Ajace alle ore 18.00 un libro che fin dal suo apparire ha riscosso un grande successo di pubblico. Si tratta di "Il cacciatore di valanghe. Herr Eiger" dell'udinese Lino Leggio, un libro che potremmo classificare a buon diritto tra quelli di montagna, dato che uno dei protagonisti del romanzo è proprio l'Eiger, la montagna svizzera maledetta in cui persero la vita decine di alpinisti tra cui, nel 1957, l'italiano Stefano Longhi, rimasto appeso lassù per quasi due anni per la macabra curiosità dei turisti, prima che il suo corpo venisse recuperato. Ma il libro racconta anche altre storie parallele, tra cui quella del friulano Max, che parte da Arba per scalare in Svizzera le più aspre montagne delle Alpi Bernesi, ma incontra una ragazza affetta da tubercolosi e in cerca di una insperata guarigione, o le vicende legate alla costruzione della più alta ferrovia d'Europa che, penetrando l'Eiger, arriva sullo Jungfraujoch a 3475 metri di altitudine.
Nel corso dell'incontro vi sarà, tra l'altro, anche la proiezione di un filmato della televisione olandese inedito per l'Italia che, ripercorrendo le vicende della tragica fine di Stefano Longhi, discolpa definitivamente Claudio Corti, il compagno di Longhi in quella drammatica avventura alpinistica.
La presentazione del romanzo, edito da La Nuova Base Editrice, è affidata a Giuseppe Tacoli, Presidente della Società Alpina Friulana, e a Nicola Cossar, giornalista. Sarà presente l'autore.


Al Contarena conferenza stampa sul libro "Sposerò il baffone. Storia di una famiglia friulana", di Annalena Menazzi Moretti

Annalena Menazzi Moretti, figlia più giovane del Commendatore Lao, l'industriale di Udine che ha reso famosa in Italia la birra del "Baffone", attraverso le vicende - tormentate e divertenti della sua avventurosa esistenza - rievoca, in un'avvicente biografia, la storia, l'ambiente e le tensioni della sua famiglia. Il libro è stato scritto anche per rendere omaggio alla figura del padre, uomo e imprenditore friulano di alto profilo.
Il libro verrà presentato nel corso di una conferenza stampa al Caffè Contarena dalla scrittrice Elena Commessatti, venerdì 31 gennaio 2003 alle ore 17.00.
L'iniziativa è promossa dall'Assessorato al Turismo, dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica del Comune di Udine.
Seguirà un drink offerto dalla società Agra Promo a tutti i partecipanti.


Presentazione di "PuntoFermo" di Renato Calligaro in Sala Ajace

Giovedì 16 gennaio 2003, in Sala Ajace a Udine alle ore 18.00, sarà presentato per il ciclo degli "Incontri con l'autore" il primo numero di una nuova rivista, "TempoFermo", fondata e diretta da Renato Calligaro, illustre pittore, disegnatore e fumettista, ed edita da Campanotto. Due i critici d'eccezione chiamati dalla Biblioteca per dibattere sull'uscita di questo periodico: il prof. Federico Vercellone, del Dipartimento di Scienze Filosofiche e Storico-sociali dell'Università di Udine, e il prof. Remo Ceserani, del Centro interdipartimentale di teoria e storia comparata della letteratura dell'Università di Bologna.
"TempoFermo", rivista semestrale di psicologia, fenomenologia e antropologia dell'arte, vuol essere il luogo d'incontro per tutte quelle riflessioni che sull'arte, sui mass media e sull'estetica si vanno sporadicamente facendo ma che finora hanno offerto un dibattito non sempre comprensibile o confinato in ambito esclusivamente accademico. Un mondo, quello dell'arte e della letteratura, che invece va affrontato in termini e con strumenti nuovi, per indagare su una situazione di grave e perdurante crisi, dominata prepotentemente dal mercato, e dove è frequente confondere l'arte e l'artisticità con gli oggetti estetici prodotti in crescente quantità e di sempre più facile ma superficiale fruizione. In una fase storica in cui l'arte irrimediabilmente scompare - come dice Milan Kundera - perché scompare il bisogno di arte e la sensibilità per l'arte.
A chi si rivolge la rivista? Risponde Calligaro: "Innanzitutto ai giovani, agli studenti universitari, a quelli che si interessano di arte, pittura, installazioni; alle persone colte in generale (…). I giovani con cui parlo hanno interesse per queste cose. Non è che mi diano sempre ragione, ma sono interessati al dibattito in sé perché sono molto disorientati, ma davanti a questo sfascio evidente non vogliono restare inerti".

(Citazione tratta dal "Messaggero Veneto" dell'8 gennaio 2003, p.11, intervista a Renato Calligaro di Gianpaolo Carbonetto)


La scrittrice Giuliana Iaschi in Sala Ajace l' 8 gennaio 2003

Giunta la suo quarto volume pubblicato, Le ciliegie sono mature (Aracne editore, 2002), la scrittrice triestina Giuliana Iaschi si conferma come una tra le più brillanti narratrici di questi anni. Approdata alla letteratura attraverso il "giallo" con due romanzi dalla prosa asciutta e rapida, molto bene architettati e ricchi di suspense (L'assassinio di via Malcanton e Partita doppia), la Iaschi non ha però per nulla inteso confinarsi in quello che poteva apparire come un comodo cliché letterario, aprendosi sia al racconto che al romanzo psicologico, sia pure condito di componenti quasi noir.
Le ciliegie sono mature racconta la storia di un uomo di mezza età, un pittore, lacerato dall'angoscia per la morte prematura della moglie. Un complesso di colpa via via lo attanaglia, e il dubbio, che presto si trasforma in certezza, di non essere stato sufficientemente vicino alla sua malattia, di non aver capito nulla della persona che aveva amato e che continuava a stargli al suo fianco, in un crescendo di situazioni imprevedibili che investono il suo microcosmo famigliare e la sua vita d'artista. Il tutto messo in scena con una prosa sempre in presa diretta, in un romanzo che sembra già la sceneggiatura di un film.
A presentare il romanzo, alla presenza dell'autore, è stato chiamato il giornalista Mario Brandolin e un critico d'eccezione, Giuseppe Petronio, professore emerito all'Università di Trieste e primo scopritore del talento narrativo di Giuliana Iaschi.
L'appuntamento è per mercoledì 8 gennaio 2003, alle ore 18.00, in Sala Ajace, per il ciclo degli Incontri con l'Autore promossi dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Udine.

ultimo aggiornamento: 06/03/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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