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ARCHIVIO NOTIZIE 2006

Le chiusure nel mese di dicembre 2006

La Biblioteca Civica "V. Joppi" rimarrà aperta per tutto il mese di dicembre, compreso il periodo tra Natale e Capodanno, limitando la chiusura solo il sabato 9 dicembre e le vigilie di sabato 23 e sabato 30 dicembre.

 


Un libro sul Palazzo comunale di Udine, la grande opera di Raimondo D'Aronco

Sarà l'arch. Giorgio Cacciaguerra, Presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, a presentare l'ultimo volume pubblicato da Senaus, "Il Palazzo comunale di Udine. Dalla Loggia di Nicolò Lionello all'opera di Raimondo D'Aronco." L'iniziativa si inserisce nel ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Club Unesco di Udine. Luogo della presentazione sarà proprio Sala Ajace in Palazzo comunale, martedì 19 dicembre 2006 alle ore 18.00.
Il Palazzo comunale è indubbiamente uno degli edifici più notevoli della città. Non solo per il suo valore simbolico di cuore della vita politica ed amministrativa, ma, nel caso di Udine, anche per la possanza che l'edificio mostra ai cittadini.
Fortemente voluto dai primi cittadini e dai consigli comunali a cavallo tra Ottocento e Novecento, la nuova costruzione doveva rappresentare tutta la modernità di un capoluogo che si stava rapidamente sviluppando. Entrata a far parte del Regno d'Italia da qualche decennio appena, Udine era notevolmente cresciuta, in ricchezza, in abitanti, in strutture economiche, e poteva ben vantarsi di essere la capitale di un Friuli ancora agricolo ma già proiettato verso la conversione industriale.
In questo quadro si trovò ad operare l'architetto Raimondo D'Aronco, di origine gemonese, ma già molto conosciuto ed apprezzato soprattutto all'estero. A D'Aronco fu affidato il compito di costruire la nuova sede comunale, che si concretizzò in tre distinti progetti, nel 1888, 1909 e 1911.
La storia di questo palazzo è ora magnificamente raccontata da quattro tra i più noti ricercatori di cose udinesi  (Diana Barillari, Giuseppe Bergamini, Gabriella Bucco e Liliana Cargnelutti), che affrontano l'"avventura" architettonica di D'Aronco sotto diversi punti di vista, non accontentandosi di raccontare le cose di questo Palazzo che conosciamo, ma divagando con particolare sapienza attraverso i secoli.
Un ultimo capitolo che simbolicamente attraversa gli altri quattro porta una nota più artistica ai precedenti saggi di storia: si tratta di un portfolio di fotografie dovute al sensibile "occhio" di Gianluca Baronchelli, che interpreta a suo modo il Palazzo comunale.
Un ricco apparato bibliografico ed una cronistoria degli avvenimenti e della costruzione del palazzo chiudono  questo bel volume, ampiamente illustrato.


 

Si riparla di Emilio Salgari in un importante incontro in Castello 

Venerdì 15 dicembre presentazione nel Salone del Parlamento del Castello alle ore 18.00 del volume "Viva Salgari! Testimonianze e memorie raccolte da Giuseppe Turcato", con Lucio Costantini (Presidente dell'Associazione Friulana "Emilio Salgari", Angela Fabris (Università di Klagenfurt), Claudio Gallo (bibliotecario alla Biblioteca Civica di Verona e curatore del volume), Renzo Rabboni (Università di Udine). Introduce Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine.
Giuseppe Turcato, figura appartata e generosa (Castelfranco Veneto, 1913 - Venezia, 1996), autodidatta di grandi conoscenze letterarie, vera "auctoritas" degli studi su Emilio Salgari, raccolse nel corso di una vita una biblioteca di tremila volumi che costituiscono il più consistente fondo di documentazione sull'universo salgariano, ora custodito presso la Biblioteca Civica di Verona. Tra il 1964 e il 1965 Turcato inviò una lettera a scrittori, poeti, geografi, viaggiatori e giornalisti italiani, che in gioventù potevano aver letto i romanzi di Salgari, chiedendo in che modo quelle pagine avessero influito sulla loro formazione.
La raccolta delle risposte, fra memoria e testimonianza, curata da Claudio Gallo, uno dei più attenti ricercatori salgariani, costituisce la sostanza del volume "Viva Salgari!", che delinea l'orizzonte della ricezione di generazioni di lettori del più popolare fra i narratori italiani, come scattando un'ideale foto di gruppo dei lettori, dei personaggi, dei paesaggi e dei miti salgariani.

 


Riccardo Illy presentato da Gloria De Antoni al Visionario con la sua "Rana cinese"

Giovedì 14 dicembre 2006, alle ore 18.00, nella Sala Astra del Cinema Visionario in via Asquini 33 a Udine, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con l'Associazione degli Industriali di Udine e il Centro Espressioni Cinemantografiche, Gloria De Antoni presenterà il libro "La rana cinese. Come l'Italia può tornare a crescere", di Riccardo Illy, edito da Mondadori.
Sarà presente l'Autore.
Interverrà Giovanni Fantoni, Presidente dell'Associazione degli Industriali di Udine.
Seguirà un rinfresco.
Riccardo Illy, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con questo suo terzo libro, uscito nella prestigiosa collana mondadoriana "Strade blu", ci racconta, in uno stile pacato e inconfondibile, il suo punto di vista sull'Italia di oggi, tracciando alcune intelligenti proposte per riscattarla da una posizione che pare sempre più grigia ed emarginata nello scacchiere globale.
Nel momento in cui gran parte del mercato mondiale guarda all'Oriente e al suo straordinario sviluppo economico con ansia e preoccupazione, Riccardo Illy ci invita a considerare la congiuntura presente alla stregua di uno choc salutare, capace di attivare le risorse più autentiche del nostro Paese e di salvarlo dal fatale intorpidimento in cui, adattandosi al peggio, rischiava di cadere.
E' proprio il caso di ricordare la metafora della rana cinese, la rana che se bollita lentamente muore, ma se scottata violentemente, si salva e diventa lei stessa artefice del proprio riscatto.


Carlo Sgorlon e Rienzo Pellegrini presentano in Castello il Vocabolario friulano di Gianni Nazzi

Martedì 5 dicembre 2006, alle ore 18.00, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, presso il Salone del Parlamento del Castello, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, Carlo Sgorlon, scrittore, e Rienzo Pellegrini, docente all'Università di Trieste, presenteranno il "Vocabolario italiano-friulano, friulano-italiano" di Gianni Nazzi, pubblicato a Udine dalla Clape Culturâl Acuilee e da Designgraf, e giunto ora alla seconda edizione. Sarà presente l'Autore.
Una serata d'eccezione quella di martedì prossimo al Salone del Parlamento, sia per la notorietà dei presentatori, sia per l'impegno e l'originalità dell'opera che sarà illustrata. Se Carlo Sgorlon infatti non ha proprio bisogno di presentazioni, ed è ormai da tempo il più affermato e conosciuto scrittore friulano in Italia e all'estero, il prof. Rienzo Pellegrini, titolare della cattedra di lingua e letteratura friulana all'Università di Trieste, è tra i maggiori studiosi friulani, estendendo su più secoli le sue competenze sia linguistiche che letterarie sulla cultura friulana con saggi di notevole livello e raro spessore.
Il vocabolario di Gianni Nazzi, dopo la prima redazione del 1993 uscita a dispense per il "Messaggero Veneto" per la sola parte italiano-friulano, è stato pubblicato in volume  dieci anni dopo accresciuto anche della parte friulano-italiano, "utilizzando a fondo - scrive Nazzi - il Vocabolario della lingua friulana di Giorgio Faggin, un'opera ancora non conosciuta come merita," e considerando soprattutto l'attività di Giuseppe Marchetti, per il suo straordinario apporto lessicografico.
La seconda edizione, uscita due anni dopo, si è ulteriormente accresciuta nelle voci, arricchendosi di una grammatica essenziale che aiuta il lettore a familiarizzare con le strutture della lingua della piccola patria.


Raimondo D'Aronco architetto ottomano nel catalogo curato da Diana Barillari in Sala Ajace

Giovedì 30 novembre 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, verrà presentato il libro, realizzato grazie alla collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, "D'Aronco architetto ottomano. Progetti per Istanbul 1893-1909", a cura di Diana Barillari, edito quest'anno a Istanbul da Arastirmalari Enstitusu.
Interverranno: l'Assessore regionale per le Relazioni internazionali Franco Iacop, Gianna Malisani, Assessore alla Cultura del Comune di Udine, Gianpaolo Carbonetto, ideatore del progetto "I Turchi in Europa", e Marzia Di Donato, autrice del saggio "Un architetto e i suoi libri: vicende della biblioteca D'Aronco". Sarà presente la Curatrice Diana Barillari.
Scrive il Sindaco Sergio Cecotti nell'introduzione al volume: "La mostra dedicata alle opere dell'architetto friulano Raimondo D'Aronco realizzate a Istanbul dopo la tappa a Udine nei mesi di luglio e agosto si trasferisce in Turchia configurandosi come prestigiosa carta di presentazione per il territorio regionale. I disegni, gli schizzi e i libri presentati fanno parte delle istituzioni culturali udinesi, la Galleria d'Arte Moderna e la Biblioteca Civica, e costituiscono una testimonianza di rilevantissimo interesse artistico e culturale che oltrepassa i confini nazionali.
A questo motivo di soddisfazione si aggiunge il fatto che il lascito D'Aronco svolge la sua funzione di elemento di dialogo nei confronti di un paese come la Turchia che è in cammino verso l'Europa, proprio grazie all'attività di sintesi che l'architetto ha operato nel segno dell'incontro di due diverse culture artistiche."


Friuli da bere, una guida affascinante alla scoperta dei vini friulani e dei loro produttori

Martedì 28 novembre, alle ore 18.00, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica e dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco di Udine, presso Sala Ajace, gli enologi Claudio Fabbro e Stefano Trinco presenteranno il libro "Friuli da bere. Viaggio nei territori: le aziende, i vini, i prezzi", di Francesco Antonini, edito da Terra Ferma. Sarà presente l'autore. Saranno proiettate le fotografie realizzate per il libro da Roberto Pastrovicchio. A conclusione della serata sarà offerto un brindisi da alcune delle aziende presenti nella guida.
L'originale libro di Francesco Antonini presenta cinquantanove aziende vinicole friulane, dalle Grave del Friuli occidentale al Collio e al Carso triestino, che - per diretta conoscenza dell'autore - hanno fornito un contributo alla cultura del vino di questa terra. Un libro ricco di intelligenti consigli, che invita con garbo il lettore a visitare le cantine della nostra regione, che fornisce informazioni non solo sulle bottiglie, ma anche sui prezzi praticati alla ricerca di un sempre ottimale rapporto qualità/prezzo, non dimenticando di farsi indicare dagli stessi produttori i locali più interessanti dove poter consumare un buon pasto accompagnandolo dal proprio vino. Non mancano, infine, per ciascuna località, delle interessanti indicazioni turistiche.
Scrive Gianni Mura nell'introduzione: "Francesco Antonini ha scelto di raccontare brevemente la storia delle persone che fanno il vino e già questo mi autorizza a battezzarlo di sponda veronelliana. Perché in ogni bicchiere di vino c'è qualcosa (o molto, o tutto nei casi migliori) di chi lo fa, uomo o donna che sia. Con le tecnologie attuali, un vino non è solo figlio dell'annata buona, cattiva o così così, né di quello che i francesi chiamano terroir (certo che conta, ma non è tutto), ma della tenacia, della passione, delle ricerche, dell'amore, della pazienza di chi ce l'ha in mente (come un'idea) e di chi lo fa (come un figlio, o quasi). E' qui la magia del vino, quando il rapporto terra-cielo (il sole, la pioggia, la grandine) diventa terra-uomo".


Ulderico Bernardi presenta in Sala Ajace il romanzo "La luce di Ragusa" dell'avvocato udinese Cristiano Caracci

Lunedì 13 novembre 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, il prof. Ulderico Bernardi (Università Ca' Foscari di Venezia) presenterà il romanzo "La luce di Ragusa" di Cristiano Caracci, edito a Treviso da Santi Quaranta e giunto quest'anno in seconda edizione.
Introdurrà Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine. Sarà presente l'Autore.
I mercanti ragusei, le loro relazioni commerciali nei Balcani e nel Mediterraneo, la maestosa figura di Bernardo Gundulig, la peste e il terremoto sono alcuni "fili" preziosi della tela intessuta da Cristiano Caracci all'interno de "La luce di Ragusa". Il romanzo ha una circolarità di evocazione incessante: una sorta di staffetta continua passa la mano ai diversi raccontatori dando vita a uno splendido diario, che è insieme storia di una famiglia attraverso più generazioni e storia originale di Ragusa-Dubrovnik, la famosa "piccola" republica marinara adriatica.
Cristiano Caracci è nato a Udine nel 1948, dove esercita la professione di avvocato civilista. Appassionato di storia del diritto mediterraneo, è innamorato particolarmente della storia di Ragusa. Nel 2004 ha pubblicato per le Edizioni della Laguna un breve excursus storico-giuridico sulla città adriatica dall'accattivante titolo "Né Turchi né Ebrei ma Nobili Ragusei".
Dopo la presentazione, nell'anti sala Ajace, ci sarà un brindisi di commiato.

 

Venerdì 3 novembre 2006, alle ore 18.00, presso il Salone del Parlamento del Castello a Udine, nell'ambito del Progetto Maqôr 2006 VII edizione, la Biblioteca Civica "V. Joppi" e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, in collaborazione con l'Associazione culturale don Gilberto Pressacco, l'Università di Udine, la Sezione di Udine del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Morfologia "Francesco Moiso, organizza un incontro con il grande fisico viennese Fritjof Capra, che  terrà una conferenza sul tema "Leoonardo da Vinci: l'unità tra scienza e arte".
Leonardo da Vinci, il grande genio del Rinascimento, è stato l'argomento di centinaia di libri sia dotti che popolari. Tuttavia ci sono sorprendentemente pochi libri sulla scienza di Leonardo. Inoltre, la maggior parte degli autori che hanno parlato del suo lavoro scientifico, lo hanno fatto guardandolo attraverso le lenti newtoniane. Questo ha spesso impedito loro di comprendere la natura essenziale della sua scienza, che è una scienza di forme organiche, una scienza di qualità, completamente differente dalla scienza meccanicistica di Galileo e di Newton.
Soltanto ora, quando i limiti della scienza newtoniana stanno diventando sempre più manifesti e la visione meccanicistica del mondo sta cedendo il passo a una visione organica ed ecologica, non dissimile a quella di Leonardo, possiamo cominciare ad apprezzare la potenza della sua scienza e la grande importanza per la nostra era moderna. 
In questa conferenza Fritjof Capra presenterà un quadro generale delle conquiste scientifiche di Leonardo e le valuterà dalla prospettiva del pensiero scientifico del ventunesimo secolo. Studiare Leonardo da questa prospettiva, ci permette non soltanto di riconoscere nella sua scienza una visione coerente e integrale dei fenomeni naturali ma ci mostra anche che la scienza di Leonardo non può essere compresa senza capire la sua arte e viceversa.
FRITJOF CAPRA, Ph.D., fisico e teorico sistemico,  è autore di vari bestseller internazionali, tra cui "Il Tao della fisica", "La rete della vita", e il più recente, "La scienza della vita". Il suo nuovo libro sulla scienza di Leonardo da Vinci sarà pubblicato da Rizzoli nel 2007.
Data la capienza del Salone limitata a 150 posti non sarà consentito l'accesso al pubblico una volta superata tale soglia.


 

Giobatta Corgnali, direttore della Joppi, commemorato in Sala Ajace a 50 anni dalla sua morte

Sabato 28 ottobre 2006, alle ore 10.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con l'Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Udine e la Società Filologica Friulana, sarà ricordata la figura del Direttore della "Joppi" Giovanni Battista Corgnali (1887-1956). Interverranno: il prof. Giovanni Frau (Università di Udine) con la relazione "Corgnali linguista", la dott.ssa Francesca Tamburlini (Biblioteca Joppi) su "La biblioteca di Corgnali", il prof. Federico Vicario (Università di Udine) su "Corgnali onomasta".
Gianfranco D'Aronco e Novella Cantarutti offriranno due testimonianze sulla figura del grande intellettuale ed erudito friulano.
Introdurrà il breve incontro Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica di Udine.
Proprio il 28 ottobre di cinquant'anni fa moriva a Udine nel 1956 (era nato a Reana del Rojale il 29 settembre 1887) quello che fu uno dei più noti intellettuali e linguisti friulani del primo Novecento, anche se il suo nome è legato, come un altro suo grande predecessore, Vincenzo Joppi, a quello della Biblioteca Civica, di cui resse le sorti come direttore per un tempo molto lungo, quasi trent'anni, dal 1924 al 1953.
Grande continuatore dell'opera di Jacopo e Giulio Andrea Pirona, il vocabolario della lingua friulana, di cui con Ercole Carletti curò una rinnovata edizione nel 1935, Corgnali scrisse anche un numero elevatissimo di brevi note e di articoli pubblicati nei periodici della Società Filologica Friulana, oltre a realizzare un'altra grande opera di rilievo, gli "Inventari dei manoscritti" della Joppi in tre volumi.
Il suo fare burbero e apparentemente scontroso, ma in realtà generosissimo di consigli nei confronti del suo pubblico, rimane una delle note più caratteristiche del suo operare in Biblioteca, e sono in tanti ancora coloro che lo ricordano passeggiare tra i tavoli per redarguire soprattutti i più giovani  o semplicemente chi appoggiava i gomiti sui libri che aveva in lettura, rischiando di sgualcirli. La biblioteca che ha diretto è certo molto cambiata da quei tempi, e ha conosciuto uno sviluppo in termini di frequenza che forse lo stesso Corgnali non avrebbe mai immaginato. Ma se ancora oggi una delle più antiche istituzioni culturali della città ha la solida fama che si ritrova, lo dobbiamo certamente a  Giobatta Corgnali, che seppe fare della "Joppi" un centro di cultura unico e irripetibile per tutto il Friuli.


La scrittrice polacca Olga Tokarczuk presentata da Silvano De Fanti

Mercoledì 18 ottobre 2006, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica "Joppi", alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con l'Università degli Studi di Udine - Dipartimento di Lingue e Civiltà dell'Europa centro-orientale, Silvano De Fanti (Università di Udine) presenterà il libro "Che Guevara e altri racconti" di Olga Tokarczuk, edito a Udine da Forum editrice universitaria udinese nel 2006.
Sarà presente l'Autrice. Ivana Oviszach leggerà alcuni brani del libro.
I diciannove racconti, pubblicati in Polonia nel 2001, costituiscono altrettanti splendidi quadri narrativi di raffinatissima letteratura, con al centro l'uomo. Che accade alla sua identità quando si abbandona al suo istinto, libero da forme e costrizioni socioculturali, sottratto agli schemi abituali? L'impatto tra l'esistenza concreta e quella onirica e visionaria genera ora il dramma, ora l'ironia.
Olga Tokarczuk, psicologa di formazione, porta questo contrasto alle estreme conseguenze, dando vita a un'originale galleria di donne, personalità fragili dalle potenzialità nascoste, capaci di conferire alla realtà immaginata un aspetto sconcertante di verità che il mondo "normale" non è in grado di cogliere.
Olga Tokarczuk è nata nel 1962 a Sulechów in Polonia. Narratrice e poetessa, esordisce a 17 anni. Le sue prose sono tradotte in diciannove lingue.


Lino Leggio e il suo "Eigerwand 1957. La morte non riposa" in Sala Ajace 

 

Lunedì 16 ottobre 2006, alle ore 18.00, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Joppi, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con la Società Alpina Friulana, Bepi Pellegrinon, alpinista ed editore, presenterà il libro "Eigerwand 1957. La morte non riposa" di Lino Leggio, edito quest'anno a Belluno da Nuovi Sentieri.
Interverrà Giovanni Duratti, Presidente SAF. Introdurrà Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica di Udine. Sarà presente l'Autore.
Dopo il successo di "Herr Eiger" e "La maschera di Enrosadira", l'udinese Lino Leggio ritorna su uno dei suoi temi più cari della sua recente produzione narrativa, quello della montagna, e in particolare delle sfortunate imprese alpinistiche sulla parete nord dell'Eiger nell'Oberland Bernese, con un libro che vuole essere una lunga e appassionata testimonianza, costruita anche attraverso l'utilizzo di un'ampia e documentata bibliografia, legata ai drammi e alle tragedie vissute dai suoi protagonisti.
Al di là delle apparenze, che hanno consegnato da un secolo questa montagna al turismo ferroviario di lusso che percorre itinerari mozzafiato lungo i più impressionanti ghiacciai d'Europa, Lino Leggio ci restituisce la vera storia di queste imprese, fatte di centinaia di immigrati italiani impegnati all'inizio del secolo nello scavare una lunga galleria all'interno dell'Eiger in condizioni proibitive e disumane, fino ai più recenti e sconvolgenti drammi di chi ha voluto scalare quella insidiosa parete, "regina" tra tutte le pareti nord delle Alpi - scrive Lino Leggio nel suo libro - proprio per la sua incombente cupezza.
Un libro appassionante e appassionato, che svela ancora una volta la tragedia di quell'aspra parete, l'Eigerwand appunto, "un concentrato di ripidi nevai butterati da scariche di pietre", troppe volte teatro di drammatiche e strazianti avventure alpine, che l'autore ci restituisce con un linguaggio vivissimo e carico di sincere emozioni.


Franz Jägerstätter, il contadino che si oppose a Hitler

Mercoledì 11 ottobre 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, nell'ambito della rassegna degli "Incontri con l'Autore" organizzati dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica di Udine, in collaborazione con l'Associazione Biblioteca Austriaca / Österreich-Bibliothek Udine, Giampiero Girardi, sociologo e autore di numerose pubblicazioni su non violenza e diritti umani, presenterà il libro da lui curato "Scrivo con le mani legate. Lettere dal carcere e altri scritti dell'obiettore-contadino che si oppose ad Adolf Hitler", di Franz Jägerstätter, edito a Piacenza dall'Editrice Berti nel 2005. Nicoletta Sinopoli leggerà alcuni brani in traduzione italiana. Franz Jägerstätter nacque nel 1907 a St. Radegund, un paese dell'Alta Austria a 40 km da Salisburgo, non molto distante da Braunau am Inn, dove pochi anni prima era nato Adolf Hitler. A lui il contadino Franz si opporrà con grande coraggio, non accettando di combattere in guerra a favore del nazismo, ideologia che considera inconciliabile con la fede in Cristo. Franz Jägerstätter non è però un bigotto, ama la vita, è il primo in paese a possedere una moto, gli piacciono le ragazze. Quando i nazisti invadono l'Austria tutti si adeguano e chinano il capo. Lui no. Non vuole saperne della croce uncinata, non accetta nemmeno i rimborsi per i danni della grandine. E quando lo chiamano in guerra, decide di farsi uccidere, piuttosto che indossare quella divisa che "lo fa sentire sporco". E così verrà processato a Berlino dal Tribunale supremo del Reich e ghigliottinato il 9 agosto 1943.


 

Mario Turello presenta l'ultima prova narrativa di Tarcisio Mizzau: "Il forno Martin"

Lunedì 9 ottobre in Sala Ajace, Mario Turello presenterà il romanzo di Tarcisio Mizzau "Il fôr Martin", "Il forno Martin", originale in friulano con traduzione italiana a fronte. Sarà presente l'Autore. Saranno letti dei brani del libro da parte degli allievi della Civica Accademia "Nico Pepe" di Udine.

"Il forno Martin" racconta due modi di affrontare la vita, da parte di due giovani che rispondono in modo spontaneo e naturale a situazioni molto diverse, mentre cercano una loro strada nella vita. Simon vive a Udine, e trova lavoro nell'acciaieria in cui ha lavorato il nonno, e in cui tutti i lettori potranno riconoscere la vecchia Safau. Supera normali difficoltà, s'innamora, arriva al matrimonio. Pablo invece vive a Cordoba, in Argentina, e si trova in mezzo a un sollevamento popolare, represso nel sangue. Riesce a scappare e approda a Udine, col sogno rivoluzionario nel cuore. L'intreccio delle due storie porta a momenti di tensione e opposizione, che si risolveranno alla fine del lungo racconto, mentre entrambi i giovani stavano vivendo una loro storia d'amore.

Tarcisio Mizzau, laureato in economia e commercio alla Cattolica di Milano, ha alle spalle una lunga carriera come dirigente industriale, gestendo importanti progetti di ristrutturazione aziendali. Ha pubblicato libri tecnici in italiano ed è presidente di un ente di ricerca tessile. In campo letterario scrive testi narrativi e teatrali in friulano. Con il Il fôr Martin", "Il forno Martin", tradotto in italiano da Barbara Cinausero, è stato segnalato al premio letterario "San Simon" di Codroipo.

 

 

Lunedì 2 ottobre 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, la prof. Angela Fabris (Università di Klagenfurt) presenterà il romanzo La camera d'ascolto di Giuseppe O. Longo, edito quest'anno a Faenza, da Mobydick. Sarà presente l'Autore.
Giuseppe O. Longo, nato a Forlì nel 1941 ma da molti anni a Trieste, è docente di teoria dell'informazione alla Facoltà di Ingegneria dell'Università triestina, alternando l'insegnamento e la produzione scientifica all'attività letteraria. Tra i suoi titoli, che hanno avuto vasti riconoscimenti, ricordiamo "Di alcune ombre sopra la neve" (Campanotto 1990), "L'acrobata", pubblicato nel 1994 da Einaudi e tradotto in Francia da Gallimard, e poi per Mobydick "Congetture sull'inferno" (1995), "I giorni del vento" (1997), "Avvisi ai naviganti" (2001), e "Prove di città desolata" (2003). Molti fra questi volumi sono stati presentati per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati a Udine dalla Biblioteca Civica.
"La camera d'ascolto" è un vero e proprio romanzo in dieci quadri, ciascuno col suo stile, con la sua musica, col suo colore: un esitare sul limite del sogno, un cauto avanzare, un prudente richiudersi, segni tutti di un'irrimediabile inettitudine alla vita, di una debolezza patologica, di un'incertezza ora impassibile ora tribolata. Su tutto grava la devastante e amatissima figura della madre, con le sue malattie e il suo progressivo rasciugarsi fino alla morte, morte che per il figlio rappresenta non la liberazione bensì un prolungamento dell'agonia e l'emblema del fallimento.
 


Giuseppe Mariuz e Renzo Daneluzzi con il libro "Volti in poesia" inaugurano la rassegna degli Incontri con l'Autore

Giovedì 28 settembre 2006, alle ore 18.00, presso l'Auditorium della sede di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, g.c., a Udine in via San Francesco 4, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica di Udine, presenterà il libro Volti in poesia di Giuseppe Mariuz. Foto di Renzo Daneluzzi. Il volume, fresco di stampa, è edito dalla Kappa Vu di Udine. Saranno presenti gli Autori.
Il libro Volti in poesia è nato dall'incontro del fotografo Renzo Daneluzzi con il poeta Giuseppe Mariuz. Il primo ha raccolto una galleria di ritratti di persone di varia estrazione sociale, che nel corso degli ultimi venticinque anni si sono recate nel suo studio con diverse motivazioni: molti per un evento in famiglia (battesimo, matrimonio, prima comunione…), altri per il bisogno di possedere un documento (per varie necessità, dalla carta d'identità alla tomba); altri ancora, man mano che lo studio acquisiva notorietà, per avere da lui delle foto artistiche e per usarle nella carriera professionale.
Il secondo, che vive nelle stesse terre e opera in campo culturale, è stato chiamato a presentare una mostra e a commentare quelle figure, archetipi di tanti percorsi umani e di una composita società. Da lì è nata l'idea che quei volti, oltre che ritratti fotografici, potessero anche essere volti, ovvero traslati, in poesia.


 

Gli orari di agosto 2006

Nel mese di agosto 2006, come di consueto, la Biblioteca Civica "V. Joppi" osserverà un orario di apertura un po' meno ampio del solito, cercando però di mantenere sempre aperte, a rotazione, le sue sedi principali, la Sede Centrale di Palazzo Bartolini e la Sezione Moderna in Sala Corgnali.
Ecco in dettaglio le chiusure, che vedranno un solo giorno di chiusura completo, lunedì 14 agosto:

Sede Centrale di Palazzo Bartolini (Ufficio Distribuzione, Sezione Friulana, Sezione Manoscritti e Ufficio Prestiti Interbibliotecari): chiusa da lunedì 7 a martedì 15 agosto, riapertura mercoledì 16 agosto.
Sala Corgnali (Sezione Moderna, Sezione Musica, Sezione Periodici, Sezione Cinema): chiusa da lunedì 14 a domenica 20 agosto, riapertura lunedì 21 agosto. 
Sezione Ragazzi: chiusa da martedì 1 a domenica 20 agosto.


 

Conferenza del prof. Gian Paolo Gri e scoprimento di una lapide a ricordo degli ultimi e più generosi donatori della "Joppi"

Per ricordare l'importante donazione che il prof. Carlo Tullio-Altan, scomparso nel febbraio 2005 e primo professore di antropologia culturale in Italia, ha voluto offrire alla Biblioteca "Joppi", ovvero tutta la sua importante biblioteca scientifica ricca di oltre 3.000 volumi,  il prof. Gian Paolo Gri dell'Università di Udine terrà giovedì 22 giugno una breve conferenza in sua memoria nell'ingresso della Biblioteca stessa a Palazzo Bartolini, in piazza Marconi 8, alle 19.15.
Con l'occasione verrà scoperta una lapide per ricordare, oltre al prof. Carlo Tullio-Altan, anche altri generosi donatori che negli ultimi anni hanno permesso alla Biblioteca Civica di arricchirsi e potenziare i propri servizi ben al di là dei contributi assegnati dagli enti pubblici per il suo funzionamento.
Si tratta in primo luogo della sig.ra Bianca Marini vedova Solari, che tra il 1992 e il 2000 ha donato alla Biblioteca una quantità davvero ingente di attrezzature, tra cui i primissimi computer che hanno permesso di iniziare l'informatizzazione del catalogo, collaborando in seguito al rinnovo di molti arredi interni, tra cui la Sezione Musica, la Sezione Ragazzi e l'Ufficio Distribuzione. Vanno ricordati poi gli "amici di Ivo Comelli e Sebastiano Marchesi" che nel 1998, a un anno dalla tragica scomparsa in un incidente d'auto dei due giovani studenti universitari udinesi, hanno raccolto una somma cospicua che ha permesso di attivare la nuovissima Sezione Cinema della Biblioteca, che proprio l'anno scorso è stata premiata da un contributo europeo. E infine, oltre al prof. Carlo Tullio-Altan, verrà ricordata la concittadina  Concetta Grisaffi vedova Manfroi, che nel 2001 ha donato una ricca collezione di testi del Settecento appartenuti al nonno, l'ing. siciliano e bibliofilo Giuseppe Grisaffi (1852-1930), certamente una tra le più preziose donazioni di libri a stampa di questi ultimi anni.


Stefano Maggi presenta in Sala Ajace il libro sulla storia della ferrovia Pontebbana

Lunedì 19 giugno 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Dopolavoro ferroviario di Udine, il prof. Stefano Maggi (Università di Siena) presenterà il volume "La strada ferrata della Pontebba", con testi di Anna Zanier, Claudio Canton, Roberto Carollo e il contributo di Mauro Bigot . Il volume, riccamente illustrato, è edito a Udine da Senaus e dal Dopolavoro Ferroviario nel 2006.
Introdurrà Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica di Udine. Saranno presenti gli Autori.

Trattare oggi della ferrovia Pontebbana significa davvero scrivere la storia di questa Regione, non solo perché sono tanti i riferimenti che un'importante ferrovia ha con la storia politica e sociale di un territorio, ma anche perché farlo può significare abbandonare per un momento un'ottica chiusa e unicamente identitaria e - grazie proprio alla vocazione autenticamente internazionale di una ferrovia come questa - al contrario, aprirsi ad una prospettiva autenticamente europea. Dai primissimi e ancora timidi contatti tra Klagenfurt e Udine nel 1850 che auspicavano una strada ferrata per Pontebba che mettesse in relazione la Carinzia con la costruenda rete del Lombardo Veneto e in particolare con la ferrovia Veneto-Illirica che avrebbe collegato Venezia a Trieste passando per Pordenone Udine e Gorizia, all'inaugurazione del 1879, fino alla soglia del terzo millennio quando, quel 19 gennaio 2001, si completò finalmente la nuova Pontebbana - prima linea transalpina ad alta velocità e asse strategico delle nuove comunicazioni ferroviarie europee - vi è un intrecciarsi continuo di riferimenti internazionali che pongono la nostra Regione, grazie alla Pontebbana, in continuo rapporto dialettico con le regioni contermini. Ma fra queste due date c'è una storia lunga oltre centocinquant'anni che ha determinato nuove esigenze di trasporto e nuovi sistemi di controllo dei traffici, in cui nuove linee ed altre in progetto avevano più volte conteso i traffici alla Pontebbana, in cui due guerre mondiali l'avevano devastata, in cui i progressi tecnologici (primi fra tutti la sua elettrificazione a corrente continua a 3000 volt inaugurata nel 1935) avevano più recentemente trovato nuove applicazioni e nuovi successi.
In questo libro - La strada ferrata della Pontebba, edito da Senaus e dal Dopolavoro ferroviario di Udine (p. 197, € 17,00), nato da una tesi di laurea di Anna Zanier e poi ampliato e affinato grazie all'apporto dello stesso editore Mauro Bigot, di esperti e appassionati di cose ferroviarie quali Claudio Canton e l'ing. Roberto Carollo, già funzionario delle Ferrovie dello Stato, - c'è un dipanarsi denso e avvincente di notizie, appunti, riflessioni fra cronaca e storia di quella che era considerata a buon diritto una delle più belle e ardite linee di montagna delle nostre Alpi orientali. Un libro a più voci, in cui nessun aspetto rimane trascurato, dalla parte prettamente storica a quella più squisitamente tecnologica, dalla descrizione minuta del tracciato a quella dei fabbricati delle stazioni o dei suoi numerosi ponti, dalla costruzione della nuova Pontebbana alle prospettive di traffico che per il prossimo futuro si spera di poter incanalare su una ferrovia tanto moderna e veloce quanto ancora oggi troppo poco utilizzata.


Claudio Griggio presenta "Il finimento del Paese" di Ermes Dorigo martedì 13 giugno

Martedì 13 giugno 2006, alle ore 18.00, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, il prof. Claudio Griggio (Università di Udine) presenterà il romanzo "Il finimento del Paese"di Ermes Dorigo, edito a Udine da Kappa Vu nel 2006. Sarà presente l'Autore.

"Un romanzo bello, intenso, duro e anche scorbutico, ma è quello che ci vuole. Quel sole dell'ottobrata, quegli umili odori, quel mondo tutto o quasi di sonnambuli feriti e degni di pietà. Testo così splendido sull'Ors di Pani, per le pagine su Pasolini, sul pensare non forte o autoritario ma autorevole", così Claudio Magris definisce sinteticamente questo romanzo, che è accompagnato anche da due scritti di Mario Rigoni Stern e Marosia Castaldi, e sulla cui fascetta si legge: “Dalla Carnia globalizzata la metafora dell’Italiano contemporaneo”; un romanzo che narra anche il farsi della narrazione, coinvolgendo il lettore, come un investigatore, a seguire le varie tracce e a tirare i fili di un raccontare apparentemente frammentario, anche per il plurilinguismo, pluristilismo e commistione dei generi che lo connota, in realtà sostenuto da un solido impianto costruttivo.
Scrive Mario Rigoni Stern: “Raramente capita di leggere un libro così finito, ossia rielaborato, riscritto e sfrondato da ogni parola inutile alla chiarezza del testo; ma che è anche motivato, così che al lettore viene da riflettere e, amaramente, considerare la fatica del vivere in questo nostro tempo dopo aver tanto sperato e, anche, lavorato in profondo per cercare di renderlo più accettabile. E’ aspro, forte, amaro e, a volte, anche malinconico e ironico; in esso anni di storia passata e coscienza del presente ci lasciano turbati e pensosi, perché scopriamo le nostre manchevolezze: i peccati di omissione e non solo quelli per coinvolgimento".

Ermes Dorigo ha svolto un’intensa attività critica e letteraria oltre che di giornalismo culturale. Ha collaborato con le riviste “Tam Tam” di Adriano Spatola e Giulia Niccolai, “Problemi” di Giuseppe Petronio, “Alfabeta”,  “Allegoria” di Romano Luperini. In prosa ha pubblicato "Neuterio della lontra", con prefazione di Claudio Magris (Premio Casentino1987) e "Nello specchio incrinato. Paolo Volponi e Pier Paolo Pasolini" (piéce teatrale), 1996. Fra le opere poetiche si ricorda "Esistere! dal compromesso", 1978, "Quadropoesie", 100 copie serigrafate, 1980, "Le ceneri di Pasolini", 1993 e "Lo sguardo anacronico", 2000. Ha curato criticamente le pubblicazioni dell'Anonimo da Tulmegio, "Canzoniere petrarchesco del XVI secolo", 1988, e di Siro Angeli, "Anthologica. Il teatro, la poesia, la critica", 1997 (finalista al Premio Marino Moretti). E’ autore della biografia su Michele Gortani uscita nel 1993. Ha creato e dirige la rivista culturale on line: "GLOCK (GlobaLocale)" www.marvel.it/glock.


Martedì 6 giugno presentazione dell'Atlante storico della lotta di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, con Paolo Ferrari e il Sindaco di Udine Sergio Cecotti

Martedì 6 giugno 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco di Udine e l'Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, il dott. Paolo Ferrari (Università di Udine) presenterà il volume "Atlante storico della lotta di liberazione nel Friuli Venezia Giulia. Una resistenza di confine 1943-1945", a cura di Alberto Buvoli, Franco Cecotti e Luciano Patat, ed edito dalla Presidenza del Consiglio Regionale. Interverranno il Sindaco di Udine prof. Sergio Cecotti, e i professori Marcello Riuscetti e Alberto Buvoli.
Il volume intende offrirsi come strumento per visualizzare ciò che le ricerche storiche hanno prodotto sulla lotta di liberazione nel Friuli e nella Venezia Giulia, nella speranza di aiutare anche i più giovani e il mondo della scuola a districarsi nell'intreccio delle complesse vicende narrate dagli storici e arricchite dalle testimonianze e dall'esperienza dei protagonisti. Un Atlante che, pur nel rigoroso rispetto delle vicende storiche, le semplifichi e dia gli strumenti per cogliere il carattere di "guerra di popolo" che la Resistenza ha assunto in queste terre di confine dove si sono confrontati soggetti molteplici, divisi non soltanto nei due schieramenti principali, il campo delle dittature e quello dell'antifascismo, ma in una serie estesa di posizioni politiche e nazionali. 


Mario Turello presenta "Il tallero di Gunzburg", l'ultima prova narrativa di Giovanni Pietro Nimis

Lunedì 29 maggio 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco, Mario Turello presenterà il romanzo "Il tallero di Günzburg" di Giovanni Pietro Nimis, edito da Mobydick di Faenza nel 2006. Introdurrà Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi". Chiara Carminati leggerà alcuni brani del libro. Sarà presente l'Autore.
"A trent'anni dal terremoto che ha sconvolto le terre friulane, un libro appassionato e - a tratti - persino ironico. Il primo romanzo ambientato sullo sfondo della catastrofe e della ricostruzione diventa, grazie al talento narrativo di Nimis, il grimaldello che apre la porta a un intreccio orchestrato con sapienza di trame e destini. Si parla qui di radici e di trasformazione, di sentimenti, di cinema ed architettura, di memoria e futuro. La tragedia assurge infine a simbolo, e l'accelerazione traumatica dovuta al terremoto - capace di produrre fratture infinitamente dolorose ma in qualche modo terapeutiche, che distrugge con violenza inaudita e cieca ciò che forse si sarebbe comunque sgretolato in modo naturale - fa riaffiorare dalle crepe altri modi d'interpretare remoti sensi di colpa e d'inadeguatezza, e i timidi riflessi di un perdono pacificato." [dal risvolto di copertina]
Giovanni Pietro Nimis è nato a Tarcento e vive a Tricesimo. Architetto, ha pubblicato vari saggi per Marsilio sulla ricostruzione in Friuli. Nel 2004 per Mobydick ha presentato "Il conservatore di paesaggi".


Bruno Pizzul presenta una storia dell'Udinese scritta in friulano mercoledì 24 maggio

Mercoledì 24 maggio 2006, alle ore 18.30, per il ciclo degli "Incontri con l'autore" organizzati dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con l'Associazione Culturale Liciniana, Roberto Iacovissi e Bruno Pizzul presenteranno il libro "Storie dal balon e de Udinese" di Roberto Meroi, edito a Pasian di Prato dalla Editrice Leonardo. Nevio Ferraro, attore, leggerà alcuni brani del libro. Sarà presente l'Autore.
Sarà proprio il notissimo giornalista sportivo Bruno Pizzul, insieme a Roberto Iacovissi, a tenere a battesimo questo curioso libro scritto interamente in friulano, che fa la storia dell'Udinese, la squadra del cuore di tantissimi friulani. Ma il libro, riccamente illustrato anche da una serie di fotografie d'epoca e scritto da uno dei maggiori esperti della squadra bianconera, traccia una breve storia di tutto il calcio friulano per arrivare fino ai giorni nostri, lungo una cronaca più che centenaria, che ha reso famosa Udine non solo in Italia, ma in tutto il mondo sportivo. Il libro offre molti spunti di discussione e di ricordo, e non disdegna le tabelle statistiche, i profili dei più famosi calciatori friulani, e degli allenatori e presidenti più celebrati e famosi.


L'epoca di Dudovich di Mario Bernoni presentata da Gilberto Ganzer lunedì 22 maggio in Sala Ajace

Lunedì 22 maggio 2006, alle ore 18.30, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, per il ciclo degli “Incontri con l’autore” organizzati dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Civica in collaborazione con il Club Unesco di Udine, Gilberto Ganzer, Direttore del Museo Civico d'Arte di Pordenone, presenterà il volume "L'epoca di Dudovich" di Mario Bernoni, edito a Gorizia dalla Libreria Editrice Goriziana. Introdurrà Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi". Sarà presente l'Autore.
Il volume, una vera novità per gli stessi cultori del grande cartellonista triestino, ripercorre l'attività di Marcello Dudovich (1878-1962) attraverso i giornali coevi, in particolare "L'Illustrazione Italiana " ed "Emporium", per rintracciare tutte le testimonianze della presenza di Dudovich tra le decine di migliaia di pagine dei due importanti periodici.
Scrive Roberto Curci nell'introduzione al volume: "Nel suo frastagliato snodarsi il testo di Bernoni ingloba il senso complessivo della storia in progress, letta attraverso gli "alti" e i "bassi" dell'arte, del costume, della socialità, grazie alla chiave interpretativa (sempre illuminante) offerta sul piano comunicativo dalle due riviste-pilota sulle quali egli ha concentrato la propria attenzione e curiosità da detective. (…) Del pigerrimo "Dudo" oggi sappiamo dunque qualcosa di più, grazie al non pigerrimo investigatore che lo ha pedinato attraverso migliaia di ingiallite pagine di giornale."


Un convegno su Carlo Tullio-Altan antropologo e storico delle religioni a Udine e ad Aquileia. Una mostra bibliografica

Locandina convegno Carlo Tullio-AltanIl convegno "Storia comparata, antropologia e impegno civile. Una riflessione su Carlo Tullio-Altan" ha avuto luogo dal 17 al 19 maggio presso la Sala convegni dell'Università di Udine e ad Aquileia nella Sala comunale (nel solo pomeriggio del 18 maggio). Organizzato dal Dipartimento di Economia Società e Territorio dell'Università degli Studi di Udine e dall'Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Biblioteca Civica "Joppi" di Udine e il Comune di Aquileia, il convegno si è suddividiso in quattro parti: "L'itinerario intellettuale di Carlo Tullio Altan" mercoledì 17 maggio ore 16 (relazioni di Paolo Sibilla, Gian Paolo Gri, Tullio Seppilli e Romano Vecchiet), "La comparazione. Identità e differenze" giovedì 18 maggio ore 9.30 (relazioni di Roberto Cartocci, Roberto Grandinetti, Raimondo Strassoldo e Luigi M. Lombardi Satriani), "Religione e impegno civile" giovedì 18 maggio ore 17 ad Aquileia (relazioni di Elvio Guagnini, Amalia Signorelli, Marcello Massenzio), e "Antropologia delle pratiche simboliche" venerdì 19 maggio ore 9.30 (relazioni di Francesco Remotti, Clara Gallini, Nicola Gasbarro). Il coordinamento scientifico del convegno è stato affidato ai professori Gian Paolo Gri e Nicola Gasbarro.

La biblioteca scientifica del grande studioso, morto nel febbraio 2005, è stata donata per volontà dello stesso Carlo Tullio Altan alla Biblioteca "Joppi". Una mostra bibliografica con le principali e più significative pubblicazioni dello studioso è stata inaugurata nell'atrio della Biblioteca Joppi mercoledì 17 maggio alle ore 19.00.

L'intervento di Romano Vecchiet al convegno è reperibile in "Biblioteche oggi", 24 (2006), n. 6, p. 7-12, con il titolo "Il dono di Carlo Tullio Altan " (file Acrobat .PDF - 142kbyte). 


Giacomo Scotti con "Tre storie partigiane" ospite martedì 2 maggio in Sala Ajace

Martedì 2 maggio 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, nell'ambito degli Incontri con l'Autore organizzati dall'Amministrazione comunale in collaborazione con il Club Unesco di Udine, Federico Vincenti, Presidente dell'ANPI di Udine e Alessandra Kersevan, editore, presenteranno "Tre storie partigiane. Dalla Macedonia alle Alpi, dappertutto italiani" di Giacomo Scotti, Udine, Kappa Vu Edizioni, 2006. Introdurrà Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi". Sarà presente l'Autore.
Con l'8 settembre e la capitolazione dell'esercito, centinaia di migliaia di soldati italiani si ritrovarono senza direttive, senza possibilità di difendersi, in paesi che avevano aggredito e invaso e martoriato per ordine dei vertici militari e del regime fascista. In Grecia, in Albania, in Jugoslavia le popolazioni avrebbero potuto vendicarsi o lasciarli al loro destino che era quello di finire nei campi di concentramento tedeschi. Invece quei soldati furono aiutati, sfamati, accompagnati attraverso zone impervie perché potessero raggiungere l'Italia, a tutti fu offerto di rimanere a combattere nella lotta partigiana a fianco di quelli che erano stati i "ribelli" contro cui avevano combattuto. Migliaia di essi dissero di sì, e continuarono la loro guerra dalla parte della Resistenza. Giacomo Scotti, uno dei maggiori scrittori della Resistenza, ha raccolto le storie di tre di questi soldati: due ufficiali medici e un marinaio. Dalle inenarrabili sofferenze patite e condivise con i partigiani jugoslavi, emerge il desiderio di riscatto di tutta una generazione di italiani dalla follia delle aggressioni fasciste. 

Giacomo Scotti, oriundo napoletano (Saviano, 1 dicembre 1928), dal 1987 pendolare fra la sua città natale e Fiume e dal 1995 tra Fiume e Trieste, è vissuto per oltre mezzo secolo nell'ex Jugoslavia, operando come giornalista, storico, traduttore, narratore e poeta.
Ha scritto e pubblicato in Italia, Serbia, Bosnia, Macedonia e Croazia oltre centocinquanta opere in volume, in più lingue: raccolte di poesie, libri di favole, romanzi e raccolte di racconti, ma anche opere storiografiche o tra storia e narrativa.
Alle vicende della Resistenza, e in particolare al contributo dato dai partigiani italiani alla Resistenza nell'ex Jugoslavia, ha dedicato una ventina di volumi, fra i quali "Il battaglione degli straccioni" (1974), "Juris, juris! All'attacco!" (1989), "L'inutile vittoria" (1989), "Bersagliere in Jugoslavia" (2004). Ha scritto libri sull'Istria e la sua cultura tradizionale, sulla storia della pirateria nell'Adriatico e su Goli Otok, il gulag voluto da Tito.

 


 

Mercoledì 26 aprile 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Dipartimento di Lingue e Civiltà dell'Europa centro-orientale, Francesco Stella (Università di Siena e direttore di "Semicerchio"), Annalisa Cosentino (Università di Udine) e Jaroslaw Mikolajewski (poeta, direttore dell'Istituto Polacco di Cultura a Roma) presenteranno "Semicerchio Rivista di poesia comparata". Introdurrà Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi".
La rivista "Semicerchio" (edita dalla casa editrice Le Lettere di Firenze), è la prima rivista italiana di poesia comparata. Fin dalla fondazione nel 1985 è un punto di riferimento per lettori e studiosi; presenta poesia e poetiche dall'antichità al mondo contemporaneo, con attenzione particolare al quadro internazionale e ai rapporti interculturali, alla critica tematica e alla letteratura d'immigrazione. La redazione e il comitato scientifico sono composti da trenta specialisti di vari paesi europei ed extraeuropei, ai quali si sono affiancati collaboratori come Yves Bonnefoy, Iosif Brodskij, Hans Georg Gadamer, Seamus Heaney, Les Murray, Edoardo Sanguineti, Charles Simic, Tzvetan Todorov, Charles Wright, Paul Wuhr, Andrea Zanzotto, Paul Zumthor e giovani autori poi affermatisi nel panorama editoriale nazionale.
La rivista s'impone come uno strumento di consultazione unico nel panorama italiano. La struttura della stessa accosta inediti poetici italiani e stranieri a una sezione di saggi, cui fa seguito una ampia rubrica di recensioni di riviste e libri di poesia internazionale, da quella classica e medievale alla poesia rock, con le sezioni francese, inglese, statunitense, tedesca, russa, ceca, lituana, ungherese, polacca, coreana, finlandese, brasiliana, spagnola e ispanoamericana, araba e angloafricana.
A fianco dell'attività editoriale, "Semicerchio" programma ogni anno un corso di scrittura creativa, considerato nella storia della letteratura militante contemporanea come uno dei primi in Italia, e iniziative di ricerca in collaborazione con enti pubblici e con istituzioni culturali italiane ed estere. Si ricorda tra l'altro il seminario internazionale di metrica comparata nel 1994 con Michail Gasparov; i seminari con Brodskij nel 1995 e con Todorov nel 2002; i convegni sulle traduzioni di Montale, i seminari sull'Interculturalità della poesia europea, le nove antologie di "Poesia straniera" di "Repubblica" (2004).
Come spiegherà il direttore della rivista, Francesco Stella, l'apertura dell'ultimo numero di "Semicerchio" focalizza l'attenzione sulla nuova poesia ceca, a firma di Annalisa Cosentino, e sulla poesia polacca, qui rappresentata da Jaroslaw Mikolajewski, direttore dell'Istituto Polacco di Cultura a Roma.
Il testo della Cosentino argomenta i motivi storico-politici che dalla Seconda guerra mondiale hanno prima ostacolato e poi dato forte impulso alla produzione poetica e letteraria, un'espressione tanto eterogenea quanto innovativa. Sollecita il lettore italiano offrendo la possibilità di ascoltare alcune voci poetiche, tra le quali spiccano quella di Viola Fischerova e quella di Ivan Wernisch.
Dal volume "Visioni di Praga" di Daniela Hodrova, edito da Forum, è stata tratta l'immagine di copertina di questo numero di "Semicerchio": uno scatto di Jan Reich che ritrae la torre del Ponte Carlo a Praga.


Venerdì 21 in Sala Ajace "Baumeister dal Friuli" presentato da Francesco Micelli

Venerdì 21 aprile 2006, alle ore 18.00, in Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con l'Associazione Biblioteca Austriaca, il prof. Francesco Micelli dell'Università di Trieste presenterà il volume "Baumeister dal Friuli. Costruttori e impresari edili migranti nell'Ottocento e primo Novecento", a cura di Franca Merluzzi, edito ad Artegna dall'Associazione culturale Grop Pignot nel 2005.
Interverranno gli autori Matteo Ermacora, Walburg Schobersberger e Laurenz Krisch. Daria Gorlato proietterà alcune diapositive. Sarà presente la curatrice.

Il volume presenta i risultati delle ricerche di studiosi friulani e austriaci sull'attività all'estero di costruttori e impresari edili partiti dal Friuli nel corso del XIX secolo e nei primi decenni del Novecento.
Si è ricostruita una fase della catena migratoria all'interno della quale spiccano alcune figure di arteniesi e gemonesi che si distinsero a Salisburgo e nelle regioni circostanti. Comini a Bad Gastein, i Ceconi a Salisburgo e Menis a Zell am See, assunsero il titolo di "Baumeister", qualifica prestigiosa ottenuta attraverso l'istruzione tecnica e l'esperienza maturata nella conduzione delle imprese di costruzioni di cui diventarono titolari.
Lungo è l'elenco di coloro che dal Friuli si trasferirono nelle regioni d'oltralpe vicine ma anche molto lontane, dalla Romania alla Russia, alla ricerca di nuove opportunità di lavoro nel settore dell'edilizia.
Incrociando dati emersi da studi recenti si delinea nel volume un ampio quadro di riferimento entro cui collocare le svariate esperienze lavorative, storie di vita, itinerari professionali, rischi e strategie di piccole e grandi imprese, ripercussioni in Friuli del segmento migratorio preso in considerazione.
Nella nuova versione della sua poesia, tratta dalla raccolta Libers ...di scugnî lâ, che apre il libro, Leonardo Zanier ha inserito, spinto proprio dalla lettura dei saggi, la parola savints, sapienti. Riferita a mani, evoca la sapienza del fare e del pensare: le capacità affinate dall'esperienza concreta, la memoria del sapere, la forza della progettualità e del lavoro. Un modo poetico per avvicinarsi alla storia di questi emigranti friulani.
 


Pierluigi Cappello ospite della Biblioteca mercoledì 19 aprile con "Assetto di volo"

Mercoledì 19 aprile 2006, in Sala Ajace alle ore 18.00, Mario Turello e Nicola Crocetti presenteranno il volume "Assetto di volo" (Crocetti editore) del poeta Pierluigi Cappello. L'iniziativa, che rientra nel ciclo "Incontri con l'Autore", è organizzata dalla Biblioteca Civica "V. Joppi" in collaborazione con il Club Unesco di Udine. Sarà presente l'Autore.
Quella di Pierluigi Cappello, nato a Gemona nel 1967, originario di Chiusaforte e ora residente a Tricesimo, è la storia di un ragazzo della provincia italiana che, a un certo punto della sua vita, scopre di avere un talento, quello della poesia.
Il libro raccoglie, sostanzialmente senza modifiche, i suoi titoli precedenti: "La misura dell'erba" (I.M. Gallino, 1998); "Amôrs" (Campanotto, 1999), "Dentro Gerico" (La barca di Babele, Circolo Culturale di Meduno, 2002); "Dittico" (Liboà editore in Dogliani, 2004). Con "Dittico", che comprende liriche inedite in friulano e in italiano, Pierluigi Cappello ha vinto nel 2004 il prestigioso premio Montale.
"La poesia di Cappello, che alterna sapientemente la produzione in italiano con quella nella lingua madre friulana, è attraversata, fin dal titolo del recente libro "Assetto di volo", da una tensione tragica verso un oltre impossibile, la ricerca utopica di un equilibrio su un nuovo livello (l'assetto di volo, appunto), la consapevolezza di un esilio, di una prigionia, e il desiderio di andare, di una primavera, che in friulano è la viarte, cioè l'apertura." (Lorenzo Scandroglio, "Il Giornale.it" del 13 aprile 2006)
Scrive Cappello: "La ricerca [nella letteratura] non è finalizzata, ma ha senso in sé. Come nell'esistenza di un uomo abbiamo un punto di nascita A e un punto di morte B che sono le due date separate da un trattino. A me interessa il trattino, cioè la linea di tensione che si sviluppa tra nascita e morte che è simile alla linea di tensione che si sviluppa quando si accostano due parole di ambiti semantici completamente differenti che insieme costituiscono una metafora. L'importante non è la metafora in sé ma la tensione che la metafora sviluppa. Quella tensione è la vita. Eppure c'è qualcosa sempre che rimane al di là di queste parole che si concentrano sulla vita. Ecco perché in "Dentro Gerico" scrivo che le parole non vedono. Le parole non vedono mai abbastanza. Le utilizziamo per percepire qualcosa che sta al di fuori di noi. C'è come una tensione a valicare i confini della nostra pelle. Il paradosso è che le parole, in realtà, allontanano quella forma di inespresso che sta al di fuori di noi".


Gianluca Volpi presenta in Sala Ajace "Le streghe della notte" di Marina Rossi

Mercoledì 12 aprile 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con  il Club Unesco di Udine, Gianluca Volpi (Università degli Studi di Udine) presenterà il saggio “Le streghe della notte. Storia e testimonianze dell’aviazione femminile in URSS (1941-1945)” di Marina Rossi, Milano, Unicopli, 2005. Sarà presente l’Autrice. A conclusione della presentazione saranno proiettati dei filmati inediti.

Nell’estate del 1942, nessuno degli eserciti dello schieramento nazifascista poteva immaginare che a rispondere alla tempesta di fuoco scatenata sulla pianura del Don, vi fossero le più celebri eroine dell’aria dell’URSS, studentesse ed operaie patite del volo. Non se ne resero subito conto neppure i piloti della Luftwaffe, che qualche settimana dopo avrebbero bollato, nei loro volantini, con l’epiteto di “Streghe della notte”, le volontarie del 588° reggimento femminile da bombardamento leggero notturno. Quelle giovani donne, sfidando le gerarchie militari maschili, avevano deciso, senza esservi costrette da alcuno, di impugnare le armi per difendere la patria aggredita e poter sperare nel futuro. Una storia sommersa, che l’autrice ricostruisce avvalendosi di una ricca documentazione inedita e della testimonianza diretta delle protagoniste.

Marina Rossi insegna Storia della Russia all’Università di Trieste. Ha pubblicato ampie ricerche e studi sul vissuto delle popolazioni alla frontiera orientale nel corso dei due conflitti mondiali, con particolare riferimento al fronte russo. Tra i suoi lavori più recenti si ricordano “I prigionieri dello Zar” (1997), “Irredenti giuliani al fronte russo” (1999), oltre a numerose collaborazioni cinematografiche e documentarie.


Gian Mario Villalta con "Vita della mia vita" presentato da Luigi Reitani lunedì 3 aprile

Lunedì 3 aprile 2006 alle ore 18 in Sala Ajace, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, il prof. Luigi Reitani (Università di Udine) presenterà "Vita della mia vita" di Gian Mario Villalta, edito da Mondadori nel 2006. Sarà presente l'autore.

L’iniziativa rientra nel ciclo "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica.

Marilina è una donna sola, ha quarant'anni, e decide di avere un figlio ricorrendo all'inseminazione artificiale. Andrà all'estero, ma ritornerà frustrata e convinta a non proseguire l'esperienza. Questa decisione è rafforzata dall'incontro con Giò, un suo collega di lavoro col quale inizia una storia d'amore tanto inattesa quanto travolgente. Quando però l'intesa tra Giò e Marilina raggiunge il suo compimento, una visita di controllo rivela che la donna è incinta. Da questo momento in poi la tensione dei sentimenti e il vortice delle domande abissali sulla propria identità e sul destino segnerà i giorni della gravidanza, alternando la gioia all'umiliazione, il dubbio all'abbandono.

Gian Mario Villalta, nato a Visinale di Pordenone nel 1959, è una delle figure più autorevoli e nuove della letteratura italiana contemporanea. Esordisce su “Alfabeta” come poeta nel 1986, presentato da Antonio Porta. Organizzatore culturale (è tra gli ideatori di Pordenonelegge.it), ha presentato due anni fa proprio in Sala Ajace il suo primo romanzo, “Tuo figlio”, anch’esso edito da Mondadori.


 

Carlo Sgorlon presenta "Il velo di Maya" all'Assindustria con Romano Vecchiet

Lunedì 27 marzo 2006 alle ore 18.00 , nella sala di Palazzo Torriani sede dell'Assindustria friulana, Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica di Udine, presenterà l'ultimo romanzo di Carlo Sgorlon "Il velo di Maya", edito da Mondadori. Riccardo Michelutti, dell'Accademia Nico Pepe di Udine, leggerà alcuni brani del romanzo. Sarà presente l'autore. L'iniziativa si inserisce nel ciclo "Industria e cultura" promossa dall'Associazione degli Industriali della Provincia di Udine in collaborazione con la Biblioteca Civica.
Jacopo d'Artegna, protagonista del romanzo, è un musicista geniale che prova sulla propria pelle, attraverso una serie di avventure felici e infelici, tutte le combinazioni che derivano dal rapporto tra pensiero, musica ed eros. Nella sua vita fortuna e sfortuna si inseguono incessantemente, come se una presenza demoniaca combattesse con una benefica forza riparatrice. Jacopo sperimenta la musica in mille forme, da quelle folkloriche a quelle attuali, come il rock, alla grande sinfonia. Il suo desiderio è di rimanere sempre vicino alle origini popolari della musica, rinunciando a ogni intellettualismo, e rinunciando addirittura alla propria identità d'artista. Per questo fa circolare come anonime le sue creazioni. In realtà è la musica che lo incalza e lo circonda, esattamente come l'aria che respira. E la muscia è in effetti aria, aria che vibra, incarnandosi però nel corpo di alcune straodinarie figure femminili. [dal risvolto di copertina scritto dal prof. Marco Antonio Bazzocchi, Università di Bologna]

 


 

Claudio Magris e il suo romanzo "Alla cieca" in Sala Ajace presentato da Luigi Reitani: nuovo appuntamento il 15 marzo

Dopo l'improvvisa indisposizione che ha annullato la presentazione di lunedì 27 febbraio, mercoledì 15 marzo, sempre in Sala Ajace, alle ore 18.30, il prof. Luigi Reitani, docente di letteratura tedesca all'Università di Udine, presenterà il romanzo "Alla cieca" di Claudio Magris, edito da Garzanti. Sarà presente l'autore. La presentazione si inserisce nel ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica in collaborazione con l'Associazione degli Industriali della Provincia di Udine.

(...) "In questo devastante e struggente memoriale a narrarsi è l'eterno ribelle, l'ammutinato, l'eretico in balia delle onde e del buio della storia, ma anche dei suoi sogni di giustizia e della disciplina di partito. In un mondo dove tutto appare così disgustoso e innocente, dove tradire è comprensibile e umano, a parlare è una memoria viva e pulsante, che ogni tanto si spacca, come la terra durante il terremoto, e lascia sfuggire via le cose attraverso le sue voragini.
Confessione e referto clinico, epopea e delirio, traccia continuamente cancellata e riscritta, "Alla cieca" intreccia storia e fantasmi, mito e ricordo. E' un viaggio nel tempo che commuove e sgomenta, scava nelle pieghe più inquiete e dolorose dell'anima per trovare un senso, o almeno una estrema via di fuga." [dal risvolto di copertina]

Claudio Magris, uno dei protagonisti della scena culturale contemporanea, è nato a Trieste nel 1939. Germanista, docente universitario, prestigioso collaboratore del "Corriere della Sera", vincitore con "Micocosmi" del Premio Strega, ha presentato solo tre settimane fa per il ciclo "Incontri con l'Autore" il primo romanzo del poeta polacco Jaroslav Mikolajewski, "Tè per un cammello".


 

"Cinema in Biblioteca": un incontro in Sala Ajace il 16 marzo, ultima fase di un progetto europeo di grande rilievo

Ormai sempre più spesso ci si chiede quale può essere per una biblioteca pubblica – fra le sue raccolte e fra i suoi servizi – la presenza del cinema. Se apparentemente non vi potrebbe essere nulla di più lontano dalla meditata riflessione che comporta la lettura di un libro dello spettacolare prorompere delle immagini di un film, già da tempo la biblioteca ha ritenuto possibile e auspicabile arricchire se stessa anche con la più moderna delle arti, ritenendo fondamentale, per continuare a svolgere il suo ruolo culturale e informativo, offrire al proprio pubblico anche il film, soprattutto da quando esso è archiviabile su supporto digitale, pratico e contenuto nelle sue dimensioni, quale il DVD.
Proprio in virtù di queste riconosciute esigenze, l’Unione Europea decise di sostenere il progetto che nel 2002 la Biblioteca Civica di Udine presentò come programma Interreg III A Italia-Slovenia e che venne denominato Cinema in Biblioteca.
Giovedì 16 marzo 2006, tra le 17.00 e le 19.30 viene organizzato un incontro in Sala Ajace a Udine per presentare l'ultimo risultato di questo progetto che vede la pubblicazione del libro "Cinema in Biblioteca. Materiali preparatori per le linee guida sulle sezioni cinema in biblioteca."
A parlarne ci saranno Leonardo Quaresima (Università di Udine), Luca Giuliani (Cineteca del Friuli), Silvia Bonfietti (Biblioteca di Studi Umanistici dell'Università di Udine), Boris Jukic (Biblioteca di Nova Gorica, partner del progetto europeo) e Romano Vecchiet (Direttore della Joppi).
Con l'occasione Piero Colussi, presidente dell'AVI, presenterà la nuova proposta di legge sul cinema in Regione.


Emilio Rigatti presenta martedì 21 febbraio "Patagonia controvento" di Max Mauro

Martedì 21 febbraio 2006, alle ore 18.00, presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con il Club Unesco di Udine, Emilio Rigatti presenterà il libro "Patagonia controvento. Viaggio a pedali lungo il Camino Austral e la Terra del Fuoco", di Max Mauro, edito nel 2006 da Ediciclo di Portogruaro. Sarà presente l'autore.
"Patagonia controvento" è un viaggio solitario in bicicletta fatto dall'autore in uno dei luoghi prediletti da scrittori e sognatori alla ricerca di storie di vita e paesaggi ancora vergini. Giornalista curioso sulle tracce di Pinochet e degli emigranti europei, Max Mauro è andato alla scoperta dell'heavy metal patagonico e si è accompagnato ai cani più liberi del mondo. Superando varie volte i confini tra Cile e Argentina, ha raggiunto Ushuaia, compiendo 1800 chilometri in bicicletta per capire che nella vita forse è meglio lascairsi andare alla deriva e sfruttare i venti di ritorno piuttosto che ostinarsi a pedalare controvento.
Max Mauro è nato in Svizzera nel 1967, figlio di emigranti friulani. Giornalista e scrittore, collabora con "Diario" e "Linus". Il suo ultimo libro è "La mia casa è dove sono felice. Storie di emigranti e immigrati", (KappaVu 2005).


Umberto Sereni, Paolo Ferrari e Romano Vecchiet presentano il 16 febbraio in Sala Ajace "Storia dei trasporti in Italia" di Stefano Maggi

Giovedì 16 febbraio 2006, alle ore 18.00,  presso Sala Ajace di Piazza Libertà a Udine, in collaborazione con  il Club Unesco di Udine, Umberto Sereni (Università di Udine), Paolo Ferrari (Università di Udine) e Romano Vecchiet (Direttore della Biblioteca Civica di Udine) presenteranno il libro "Storia dei trasporti in Italia" di Stefano Maggi, edito quest'anno da il Mulino. Sarà presente l'Autore.

Stefano Maggi è uno dei più noti esperti di storia ferroviaria in Italia. Professore associato, insegna Storia delle comunicazioni all'Università di Siena.

Con questo nuovo titolo viene presentato un volume che, in una stesura destinata agli studiosi e con il titolo "Politica ed economia dei trasporti", era uscito nel 2001 e si era rapidamente esaurito. Interamente aggiornato e fornito di un ricco apparato d'immagini, si propone ora come una lettura d'insieme sull'evoluzione dei trasporti italiani nell'Otto-Novecento, da affiancare al fortunato libro, sempre edito dal Mulino, sulle ferrovie italiane che lo stesso autore ha pubblicato due anni fa. Il libro ricostruisce le principali tematiche di storia dei trasporti e, dopo aver analizzato le politiche condotte dai governi e gli effetti sull'economia portati dallo sviluppo dei singoli mezzi, segue le vicende della ferrovia, dell'auto, della navigazione, dell'aeronautica civile.

 


 

Rienzo Pellegrini presenta lunedì 13 febbraio le opere di Ludovico Leporeo curate da Mario Turello

Lunedì 13 febbraio presso la Sala Ajace alle ore 18.00, Rienzo Pellegrini (Università di Trieste) presenterà il volume "Le opere di Lodovico Leporeo" curato da Mario Turello, edito dall'Accademia di San Marco di Pordenone, alla presenza del curatore.

L'opera in due volumi di 880 pagine complessive, pubblicata nello scorso 2005, appare subito di grande impegno filologico e storico letterario. E l'ampiezza della ricerca di Mario Turello, nella trascrizione di tutte le opere pubblicate, negli apparati critici e bibliografici, nell'acume analitico e critico, intimidisce qualsiasi studioso. Ludovico Leporeo (Brugnera 1582 - ? 1655), "impenitente ricercatore d'eccentricità metriche e verbali, e di bisticci fonetici", come scrisse di lui Giuseppe Marchetti, fu uno dei più vivaci esponenti nel suo secolo della poesia burlesca e conviviale. Lo studio di Turello e l'ampia presentazione che ne fa Rienzo Pellegrini permettono di accostarsi all'insieme della sua vastissima opera e di cogliere gli aspetti salienti di uno dei più straordinari poeti seicenteschi italiani, avversato dalla maggior parte della critica letteraria per vari secoli, critica che lo ha sempre liquidato sbrigativamente come un verseggiatore goffo e grossolano, o al massimo "bizzarro rimatore". Ora l'edizione completa delle sue opere, affidata alle cure preziose di Mario Turello che da tempo l'aveva studiato, permetterà una più serena lettura dei suoi versi e un più meditato giudizio critico.


Il Giorno del Ricordo 2006 in Sala Ajace con Gianpaolo Carbonetto e Fulvio Salimbeni

Venerdì 10 febbraio, in occasione della Giornata del Ricordo, Gian Paolo Carbonetto e Fulvio Salimbeni presenteranno i due libri di Gianni Oliva "Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria" e "Profughi. Dalle foibe all'esodo: la tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia", editi da Mondadori. La presentazione sarà preceduta dalla visione, alle 16.00, di un filmato dal titolo "La rosa dei tempi. L'Esodo dal ricordo alla speranza", di Rosanna Turcinovich Giuricin. Introdurranno Silvio Cattalini, vicepresidente nazionale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica di Udine.

Come l'anno scorso, anche quest'anno la Biblioteca Civica e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Udine vogliono ricordare solennemente in Sala Ajace, avvalendosi della collaborazione dell'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, il "Giorno del Ricordo", in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, giornata istituita con legge dello Stato il 30 marzo 2004.
Il programma di venerdì 10 febbraio, dopo la visione del filmato di Rosanna Turcinovich Giuricin, che alterna un testo recitato da Maria Grazia Plos e Maurizio Zacchigna della stessa Giuricin con brani della più nota letteratura dell'esodo e struggenti vedute dell'Istria, prende corpo con le relazioni di Gianpaolo Carbonetto, responsabile della pagina culturale del "Messaggero Veneto", e del prof. Fulvio Salimbeni, docente di storia contemporanea all'Università di Udine. Ad essi viene infatti affidata la presentazione di due recenti volumi scritti dallo storico e giornalista Gianni Oliva, assessore alla cultura della Regione Piemonte: "Profughi. Dalle foibe all'esodo: la tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia", e "Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria", entrambi pubblicati da Mondadori.
"Anche quando l'esule riesce a rifarsi una vita, una famiglia, una prole, una patria, una nuova identità linguistica e culturale, egli non sfugge, non può mai sfuggire completamente al marchio del trauma iniziale. Può abituarsi a convivere con esso, può attutirlo, fingere di dimenticarlo, ma non potrà mai cancellarne del tutto il segno." Enzo Bettiza, "Esilio"


Venerdì 3 febbraio Massimo Giacomini e Andrea Ioime presentano Edi Fabris con "Giorni lontani"

Venerdì 3 febbraio in Sala Ajace alle ore 18.00 Andrea Ioime e Massimo Giacomini presenteranno il libro "Giorni lontani" di Edi Fabris, Edizioni del Labirinto. Introdurrà Piero Colle, editore. Sarà Presente l'Autore. La presentazione si realizza con la collaborazione del Club Unesco città di Udine e rientra nel ciclo "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica.
In una serie di capitoli che punteggiano il libro di Edi Fabris, viene rievocata la dimenticata Udine degli anni Sessanta: il tempo delle feste in casa, della piccola Udinese scivolata in serie C, della memorabile squadra di basket della Snaidero, dei quartieri periferici oltre via Caccia, dei Beatles e i Rolling Stones orecchiati in periferia, delle prime contestazioni studentesche udinesi che si fondono con gli avvenimenti della grande Storia. Quella, per esempio, dello sbarco dell'uomo sulla Luna. Un mix delicato, scritto in punta di penna, che fa riemergere ricordi e situazioni per gran parte dimenticati.
Edi Fabris, giornalista, collaboratore de "Il Piccolo", de "Il Resto del Carlino" e del settimanale "Il Friuli", è radiocronista sportivo e conduttore televisivo.


Claudio Magris presenta "Tè per un cammello" lunedì 6 febbraio in Sala Ajace

Lunedì 6 febbraio Claudio Magris e Silvano De Fanti presenteranno il romanzo "Tè per un cammello.Ovvero i casi e i casini dell'investigatore McCoy " di Jaroslav Mikolajewski, editrice Forum, alla presenza dell'autore. Ivana Oviszach leggerà alcuni brani del libro. Il ciclo è inserito negli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica in collaborazione con la casa editrice Forum di Udine e il Dipartimento di Lingue e Civiltà dell'Europa centro-orientale dell'Università degli Studi di Udine.
Il poliziotto alcolista Mc Coy trova la moglie assassinata nella camera da letto. Anni dopo, nella nuova veste di investigatore privato, affronta a fatica un'esistenza di sobrietà su cui incombe il senso di colpa per quel delitto insoluto. Questo l'inizio dello stravagante "giallo" di Mikolajewski. Dall'intreccio tra  il dramma della vita e l'invenzione della letteratura nasce un sottile, ironico, a tratti umoristico thriller, un gioco elegante e sottile al confine fra omaggio e parodia di un filone alla moda.
Jaroslaw Mikolajewski è nato a Varsavia nel 1960 ed è uno dei più affermati poeti polacchi. E' stato tradotto in tedesco, inglese, francese, croato, russo, greco, ebraico e arabo. Ha tradotto in polacco Dante, Leopardi, Montale, Penna, Pasolini, Luzi, Merini e Camilleri. E' una firma di punta del quotidiano "Gazeta Wyborcza".


Maria Carminati presenta "Nata in Istria" di Anna Maria Mori 

Lunedì 30 gennaio 2006, alle ore 18.00 presso la Sala Ajace, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla Biblioteca Civica "V. Joppi" in collaborazione con l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Maria Carminati presenterà il libro "Nata in Istria" di Anna Maria Mori, edito da Rizzoli. Sarà presente l'autrice.
Anna Maria Mori, fondatrice del quotidiano "La Repubblica" e autrice di libri intensi come "Femminile irregolare", "Lasciami stare", "Gli esclusi" e "Bora" (con Nelida Milani, presentato l'anno scorso in Sala Ajace), ha voluto con questo libro riappropriarsi dell'Istria, riportando sulla pagina ricordi, racconti e voci per ritrovare la bellezza di una terra violentata. Per troppo a lungo chiusa in un silenzio fatto di pudore e diffidenze, perché dichiararsi istriana poteva significare troppe cose negative e contrapposte insieme, essere fiancheggiatrice del fascismo o, in tempi successivi, nascondere torpidi rapporti con la tragedia delle foibe, Anna Maria Mori ora ha voluto proclamare la sua "istrianità", dove fortunatamente altri valori, altri sapori, altri simboli vengono portati alla ribalta di una terra ricca di fascino e di misteri, dove la storia si intreccia ai destini individuali, e profumi, voci e leggende si toccano fra loro per comunicarci esperienze incantevoli e inedite. 


 

Angela Fabris presenta "Tre sono le cose misteriore" di Tullio Avoledo in Sala Ajace

Martedì 24 gennaio 2005, alle ore 18.00 in Sala Ajace, la prof. Angela Fabris dell'Università di Klagenfurt presenterà il romanzo di Tullio Avoledo "Tre sono le cose misteriose", edito da Einaudi. Introdurrà Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine. Sarà presente l'autore.
Il ciclo rientra nel programma degli "Incontri con l'Autore", in collaborazione con l'Associazione degli Industriali della Provincia di Udine.
Il protagonista di "Tre sono le cose misteriose" è un uomo senza nome, che vive in incognito con la sua famiglia in una cittadina svizzera, protetto giorno e notte da una squadra di guardie del corpo. Quest'uomo che stenta a riconoscere se stesso negli specchi e nell'immagine che gli altri hanno di lui, deve riconoscersi - abissalmente - nel suo ruolo: sostituto procuratore in un processo internazionale per crimini di guerra. Il suo compito - adesso che chi l'ha preceduto nell'accusa è morto in un attentato - è inchiodare il Mostro, un capo di stato colpevole di genocidi su vasta scala. Il suo compito è insomma ricostruire l'orrore, e farlo "burocraticamente". I filmati, le testimonianze, le carte, lo studio analitico delle fosse comuni: tutto quanto può contribuire a dare forma al quadro.
Una storia tenera e crudele, in cui Avoledo (Valvasone 1957) conferma quella capacità di raccontare le luci, le ombre e le tante distorsioni del quotidiano che aveva già dimostrato sorprendentemente nell'"Elenco telefonico di Atlantide".

 


 

Presentazione di "Interculture" in Sala Ajace

Martedì 17 gennaio alle ore 18.00 presso la Sala Ajace del Comune di Udine si terrà nell'ambito della rassegna "Incontri con l'Autore" a cura della Biblioteca Civica "V. Joppi" la presentazione del terzo numero della rivista "Interculture", edizione italiana della rivista dell'Istituto Interculturale di Montreal. Questa iniziativa editoriale, a cadenza quadrimestrale e struttura monografica, vuole portare un contributo alla scoperta ed alla crescita di approcci alternativi ai problemi di oggi, sia sul piano teorico che della prassi, confrontando le diverse tradizioni culturali dell'umanità con un approccio interdisciplinare che combina le discipline scientifiche con le etnoscienze ed il sapere popolare. Dopo aver trattato "Il terrorismo del denaro" (n.1) e "Visioni del mondo in collisione" (n.2), con il n. 3 "Diversità di culture educative" si affronta il tema delle diversità educative nel confronto con due culture "altre": quella di una comunità indigena dell'area andino- amazzonica peruviana e quella africana delle popolazioni bantu. Questo numero, che verrà presentato con il contributo di Arrigo Chieregatti, direttore della rivista, Pierluigi di Piazza del Centro Balducci di Zugliano, Bruno Forte, pedagogista e di Davide Zoletto ricercatore dell'Università di Udine mette in risalto i differenti progetti educativi nella nostra e nelle altre società, sottolineando i concetti di persona ed individuo in funzione di un nuovo rapporto uomo/donna/natura, per giungere, come recita un aforisma ntu, ad "imparare seguendo i ritmi della vita". I modelli educativi esaminati hanno in comune la convinzione che il sapere non è qualcosa di astratto, ma la vita stessa. Così il pensiero e la parola non sono facoltà esclusive, ma entrano in un sistema combinato di esperienze necessarie a vivere in armonia totale con il mondo. Ecco che confrontarsi con i modelli educativi delle altre culture, in particolare per tutti coloro che hanno responsabilità educative, diventa un imperativo per avere più chiavi interpretative di lettura del tessuto dei valori e delle concezioni di vita diversi dai nostri e capire ad esempio come nel nostro mondo evoluto l'accumulazione ha indotto la necessità del dominio distruggendo paradossalmente la libertà e creando una civiltà squilibrata.


Donne immigrate in biblioteca

Illustrazione dell'iniziativaRiaperto il 14 gennaio 2006, ogni sabato dalle 16.00 alle 18.00, presso la Sezione Moderna della Biblioteca Civica “V.Joppi” lo sportello per le donne immigrate. L’esperimento fatto la scorsa primavera con l’obiettivo di favorire l’integrazione culturale delle donne straniere attraverso la conoscenza e l’acquisizione di competenza nell’utilizzo degli strumenti e materiali offerti dalla biblioteca, aveva dato risultati incoraggianti con una risposta particolarmente significativa da parte delle comunità cinesi, africane e sudamericane. Ogni sabato pomeriggio, quindi, si alterneranno le mediatrici culturali delle ACLI di diverse aree linguistiche. Parallelamente in Sezione Ragazzi sarà attivato un omologo servizio di accompagnamento alla conoscenza della biblioteca per i bimbi di età non inferiore ai 3 anni figli delle donne immigrate, curato dalle ACLI e dall’Associazione Nuovi Cittadini Onlus.
Perché si è pensato alle donne nella costituzione di questo sportello? Perché esse esercitano un ruolo determinante ai fini dell’integrazione sia all’interno della propria famiglia che nel contesto delle loro comunità e nei luoghi di lavoro. Ma spesso le condizioni economiche e sociali inibiscono la loro consapevolezza di poter essere soggetti di diritti, soprattutto se legati a servizi poco sviluppati nel proprio paese d’origine, come appunto le biblioteche.
L’ambizione del progetto-sportello infine è quella di contribuire attraverso l’avvicinamento alla cultura del paese ospitante ed il confronto tra le rispettive diversità, di favorire contemporaneamente l’affermazione della memoria della propria cultura.
L’auspicio è che questo servizio diventi, nell’ulteriore rodaggio dei prossimi mesi, un modello applicabile alla realtà delle molte biblioteche della provincia e regione che ormai si misurano quasi quotidianamente con la necessità di accogliere con nuovi strumenti fasce sempre più significative di utenti stranieri.

Per informazioni: 
Sezione Moderna 0432 271589
Sezione Ragazzi 0432 271585

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Luigi Raimondi Cominesi presenta "Clavais" con Giorgio Ferigo e Romano Vecchiet

Giovedì 12 gennaio 2006, alle ore 18.00 in Sala Ajace, per il ciclo degli "Incontri con l'Autore", Giorgio Ferigo e Romano Vecchiet presenteranno il volume di Luigi Raimondi Cominesi "Clavais. Il territorio, gli edifici e la Chiesa nelle carte Tavosco-Fedele", edito da Cjargne culture nel 2005.

Il libro, partendo dall'analisi di alcune fonti archivistiche della famiglia Tavosco-Fedele, via via raffrontate con altri fondi di grande interesse per la storia della Carnia, ricostruisce non solo la storia della famiglia, che vide Giacomo Tavoschi di Comeglians (1737-1775) il suo vero capostipite, ma quella di tutto il paese di Clavais, ora dimenticata frazione di Ovaro, ma un tempo Comune. Composto da più insediamenti agro-pastorali, condotti da diverse famiglie sotto il potere feudale dei de Pinzano, dei Savorgnano e della Chiesa aquileiese, Clavais emerge in questa approfondita analisi di Luigi Raimondi Cominesi come una comunità a tutto tondo, nel rispetto di una documentazione archivistica assai ricca e per molti versi del tutto inedita.  

 

 

Il grande fisico Fritjof Capra venerdì 3 novembre in Castello  


 

 

Presentazione di "Semicerchio", prima rivista di poesia comparata

 

 

Giuseppe O. Longo in Sala Ajace il 2 ottobre

 

ultimo aggiornamento: 26/03/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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