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ARCHIVIO NOTIZIE 2012 

 

Dino Barattin con Angelo Floramo in Sala Corgnali parlano dell'attentato "friulano" a Mussolini 

 

Mercoledì 16 maggio alle 18.00, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca”, organizzati dalla Biblioteca Civica “V. Joppi” e dall’Assessorato alla Cultura in Sala Corgnali (Riva Bartolini 5, Udine), verrà presentato dal prof. Angelo Floramo il libro Tito Zaniboni e il complotto friulano per uccidere Mussolini, di Dino Barattin, edito l’anno scorso da Libraria di San Daniele del Friuli.


Il 4 novembre 1925 un uomo vestito con la divisa da maggiore degli alpini prende possesso della stanza numero 90 dell’Hotel Dragoni di Roma. Con lui c’è il suo giovane segretario.
Aspettano che Benito Mussolini, Presidente del Consiglio e duce del fascismo, si affacci da Palazzo Chigi per salutare il corteo di ex combattenti che si sta dirigendo verso l’Altare della Patria. Il loro intento è quello di attentare con un fucile di precisione alla vita del responsabile principale del rapimento e dell’uccisione dell’onorevole Matteotti e della soppressione delle libertà in Italia. La polizia irrompe nella camera e arresta le due persone: il maggiore è l’ex deputato socialista Tito Zaniboni, il giovane è Carlo Quaglia, un redattore del quotidiano «Il Popolo». Ma quest’ultimo ha già tradito informando per tempo le forze dell’ordine degli intenti tirannicidi dell’antifascista.
La storia ha inizio a Buja, in Friuli, dove Zaniboni, dopo aver cercato appoggi dappertutto per attuare un piano che sconfiggesse il fascismo, trova in un nucleo di risoluti oppositori al regime che rimarranno gli unici a fornirgli appoggi e solidarietà, assecondandolo nello scopo: quello di cambiare con un colpo di fucile la storia d’Italia. Le fasi del complotto sono seguite dalla polizia politica, imprudenze e ingenuità dei cospiratori faranno sì che il fascismo lo piloterà per restringere ulteriormente le libertà politiche. Zaniboni, il generale Capello e i cospiratori friulani pagheranno a duro prezzo la loro opposizione ad un regime che stava imprimendo la sua svolta totalitaria.

Dino Barattin, funzionario regionale e già direttore della Biblioteca Guarneriana di San Daniele, ha al suo attivo ricerche sul Risorgimento friulano e in particolare sulla figura di Antonio Andreuzzi e i moti di Navarons.
 


L'ultimo libro di Valerio Marchi sul vescovo Antivari con Fulvio Salimbeni

Mercoledì 9 maggio 2012, alle 18.00, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” organizzato dalla Biblioteca Civica e dall’Assessorato alla Cultura, presso la Sala Corgnali della Biblioteca stessa, sarà presentato dal prof. Fulvio Salimbeni (Università di Udine) il libro Pietro Antonio Antivari Vescovo dei friulani a fine Ottocento di Valerio Marchi, edito quest’anno da Kappa Vu.

Il libro è la storia di un vescovo amatissimo dai friulani. Già direttore del seminario, anticipò alla fine dell'Ottocento quella che sarebbe stata poi la svolta della chiesa cattolica con Papa Giovanni XXIII. La sua non fu una vita facile in un periodo storico di grande scontro fra liberali laici e cattolici e fra conservatori e progressisti all'interno della stessa Chiesa. Ebbe estimatori fra entrambi gli schieramenti e la sua vita si intrecciò con quella di molte figure importanti della cultura e della società del tempo, compresa quella della comunità ebraica friulana, allora molto presente e attiva. Ai suoi funerali partecipò una folla immensa.
Valerio Marchi ci ripropone un vivido affresco della società friulana alla fine dell'Ottocento attraverso documenti ma, soprattutto, attraverso la stampa dell'epoca.

Valerio Marchi, nato a Roma nel 1960, vive a Udine dall’inizio degli anni Ottanta. Dopo una prima laurea in Giurisprudenza, si laurea in storia della chiesa all’Università di Trieste con il prof. Giovanni Miccoli, e consegue nel 2009 il dottorato di ricerca in storia all’Università di Udine sotto la guida del prof. Fulvio Salimbeni. Ha all’attivo numerose e pregevoli opere di storia dell’ebraismo in Friuli, tutte edite da Kappa Vu. 
 

 


 

Maria Carminati e Fuganze. Turello e Stanišić presentano la raccolta di racconti della scrittrice friulana alla "Joppi"

Mercoledì 2 maggio 2012 alle 18.00, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” organizzati dalla Biblioteca Civica  “V. Joppi”  di Udine e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato in Sala Corgnali della Biblioteca stessa il libro di racconti Fuganze di Maria Carminati, edito quest’anno da Campanotto. La presentazione sarà affidata al critico Mario Turello e allo scrittore Božidar Stanišić. Una scelta di brani sarà letta da Cristina Benedetti.

Quattro racconti che hanno come sfondo diverse vicende umane tutte ambientate nel quadrante geografico dell’Italia nord-orientale e che aprono sguardi attenti su alcuni degli avvenimenti drammatici svoltisi durante il XX secolo, con protagonisti di varie età, abitanti di quelle zone. In particolare l’autrice sceglie il momento della fuga davanti alle truppe austro-ungariche dopo la disfatta di Caporetto, l’esodo istriano conseguente alla sistemazione della questione triestina, gli spostamenti di massa conseguenti al dramma balcanico e gli sconfinamenti clandestini dall’Europa orientale.
”Fuganze” sono per l’autrice tutte quelle fughe che sono avvenute sotto la spinta di conflitti militari ed etnici nel tormentato territorio dell’Istria, della Dalmazia e del Friuli, attraversando le frontiere per sfuggire alla violenza, alla miseria, alla disperazione o per dare un nuovo senso alla vita.

Maria Carminati, già docente di letteratura italiana e di filosofia, attualmente svolge attività di consulente editoriale e di ricerca/produzione in ambito critico-letterario, con particolare attenzione alla scrittura femminile ad al rapporto tra letteratura e storia.
Ha pubblicato diversi articoli e saggi di critica letteraria su riviste e pubblicazioni dedicate, e due libri di poesia (Made in Gumin, Campanotto 1998 e Sonetti d’inverno, Campanotto 2006).
Ha curato una sezione del libro collettivo Niente come prima, il ’68 tra storia e memoria (Kappa Vu 2007) e la pubblicazione del romanzo postumo Maria di Marisa Madieri (Archinto 2007).
La presente raccolta è stata segnalata al XXIV Premio Calvino, Torino 2011.
 


 

Emanuele Berni con Paolo Maurensig a Palazzo Kechler per "Bora": martedì 24 aprile

Martedì 24 aprile 2012 alle 18, presso Palazzo Kechler in piazza XX Settembre 14 a Udine, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” organizzati dalla Biblioteca Civica “V. Joppi” di Udine e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato il romanzo Bora di Emanuele Berni, edito quest’anno a Torino da Seneca Edizioni.
Dialogherà con l’Autore lo scrittore Paolo Maurensig.
Seguirà brindisi augurale.

Il romanzo nasce come un omaggio ad un’umanità trascurata, a quelle persone che hanno vissuto una vita semplice ma con i drammi più profondi dei quali nessuno parla, il problema dei figli cresciuti nel dopoguerra pieno di rinunce, l’incomunicabilità nata dal benessere o dal progresso, le riflessioni tra l’amaro e il rassegnato su questa palude politica che rischia di sommergerci.
La solitudine dei nostri giorni e la voglia di ritrovare quanto abbiamo perduto, ricordando anche un lessico ormai caduto in disuso.
Un testo facile nella sua semplicità senza retorica, pieno di ironia, a volte crudo o triste, altre volte allegro, ma sempre profondo.
È ambientato a Trieste (da qui il titolo) per la sua bellezza e atmosfera affascinanti che hanno saputo stregare un fiorentino nato e cresciuto all’ombra del classicismo.

Emanuele Berni, nato a Firenze, attualmente vive e lavora a Pagnacco. Ha collaborato con varie riviste di storia fiorentina e ha vinto premi di poesia. Ha pubblicato scritti sulla storia di Firenze, romanzi e racconti. La sua ultima opera, La vita come se, ha ricevuto notevoli consensi di critica e pubblico.


Miriam Davide con Paolo Cammarosano alla Joppi sulla storia di Buja medievale

Mercoledì 18 aprile 2012 alle 18.00 in Sala Corgnali della Biblioteca Civica, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” organizzati dalla Biblioteca Civica e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, sarà presentato il libro Legge e potere nel feudo Savorgnan di Buja. La famiglia, il territorio, l’eretico, di Miriam Davide, edito l’anno scorso a Udine da Paolo Gaspari editore.
Presenta il volume e dialoga con l’autrice il prof. Paolo Cammarosano (Università degli Studi di Trieste).

La ricerca di Miriam Davide, nella prima parte del volume, approfondisce alcuni importanti temi della storia di Buja, dove la società sin dal Basso Medioevo si presenta molto articolata con un ceto dirigente costituitosi precocemente e in grado di rapportarsi con la casata dominante. Dall’organizzazione amministrativa con l’analisi delle vicende storiche della gastaldia di Buja e di Artegna dal XIII secolo ai primi anni del Cinquecento, si passa allo studio delle abitudini matrimoniali, all’organizzazione della famiglia e al ruolo della donna tra il tardo medioevo e la prima età moderna, per giungere nei capitoli successivi  alle lunghe cause che videro protagonista la comunità di Buja per difendere i diritti e i privilegi acquisiti nei secoli contro le casate nobiliari e contro i nobili Savorgnan, che si impossessarono della gastaldia nel 1375.
Nella seconda parte del volume Miriam Davide elenca ed approfondisce tutte le fonti documentarie prese in esame, con particolare riguardo alle pergamene dell’Archivio comunale gemonese e dell’Archivio della Pieve di Buja.
Scrive Paolo Cammarosano concludendo la prefazione al volume: “Un libro completo, dunque, che senza uggiosi quanto facili rinvii metodici e bibliografici alla storia locale o alla microstoria offre, semplicemente, una storia, una storia completa  e senza aggettivi,  scritta con giovanile maturità.”

Miriam Davide (Pordenone 1973) ha conseguito nel 2005 il dottorato di ricerca in “Forme della conoscenza storica dal Medioevo alla contemporaneità” ed è stata assegnista di ricerca presso l’Università di Trieste, dove insegna “Storia degli Ebrei e delle minoranze nell’età medievale”. Si è occupata, in varie sue pubblicazioni, di aspetti diversi della società tardo medievale e di prima età moderna, in particolare nell’area friulana e veneta: strutture familiari, amministrazione della giustizia, attività creditizie, presenza e ruolo della minoranza lombarda, toscana, tedesca ed ebraica.


Un convegno su Tito Maniacco in occasione della donazione del suo archivio letterario alla "Joppi"

Mercoledì 11 aprile 2012, alle ore 17.00, presso la Sala Corgnali della Biblioteca Civica, in Riva Bartolini 5, in occasione della consegna dell’archivio “Tito Maniacco” alla Biblioteca Civica di Udine, sarà organizzato l’incontro “Tito Maniacco. Un intellettuale tra il Friuli e il mondo”. Partecipano Elvio Guagnini (professore emerito all’Università degli Studi di Trieste), Luigi Reitani (Assessore alla Cultura del Comune di Udine), Mario Turello (critico letterario) e Marina Giovannelli, vedova di Tito Maniacco e scrittrice.
L’attrice Titti Bisutti leggerà un brano di Figlio del secolo dedicato alla Biblioteca “Joppi”.

Con l’acquisizione del fondo manoscritto e dattiloscritto di Tito Maniacco (Udine 1932 - ivi 2010), uno tra i principali intellettuali e scrittori della seconda metà del Novecento in Friuli,  la Biblioteca “Joppi” si arricchisce di un consistente corpus di documenti di grande interesse letterario nel solco di una tradizione che ha visto importanti precedenti nei decenni trascorsi, come le acquisizioni dei fondi manoscritti di Ippolito Nievo e Caterina Percoto per quanto riguarda l’Ottocento, e – ultimamente – quelli di Renzo Valente, Carlo Tullio Altan, Dino Virgili ed Eugenio Checchi.
Ma con Tito Maniacco il rapporto tra scrittore e biblioteca si rinsalda in termini perfetti, perché la biblioteca è stata, soprattutto per il giovane Maniacco, la vera, imprescindibile istituzione culturale della città che favoriva i propri studi e le proprie ricerche, accogliendolo in seguito per conservare e poi presentare i suoi lavori e le sue opere di poesia, saggistica e narrativa.
Oggi, con questa munifica donazione, favorita dalla sensibilità squisita di Marina Giovannelli, e che comprende diversi interessantissimi inediti, varianti di stesure già pubblicate e anche disegni acquerellati (Maniacco era anche un eccellente pittore), questo simbolico cerchio si chiude e la Biblioteca riceve quello che nel tempo a Tito aveva dato: a beneficio di tutti coloro, ricercatori, docenti e studenti, lo volessero studiare approfondendo l’analisi critica della sua opera per ricerche, articoli e tesi di laurea.

Il breve convegno sarà preceduto dalla consegna ufficiale del fondo “Tito Maniacco” alla Biblioteca “Joppi” di Udine.
 

 


 

Boris Pahor in Biblioteca per il suo Figlio di nessuno. Un'autobiografia senza frontiere

Mercoledì 4 aprile 2012, alle 18, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” organizzato dalla Biblioteca Civica “Joppi” e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato in Sala Corgnali della Biblioteca il libro Figlio di nessuno. Un’autobiografia senza frontiere, di Boris Pahor (in collaborazione con Cristina Battocletti), appena edito da Rizzoli.
Dialogano con l’Autore il giornalista Gianpaolo Carbonetto e Cristina Battocletti.
Queste sono le memorie di una “cimice”: così infatti l’Italia fascista definiva apertamente gli sloveni, “figli di nessuno” per un quarto di secolo. Sono i ricordi di un ragazzo derubato della sua cultura. Di un prigioniero che lotta per sopravvivere. Di un marito e padre aspro e intenso. Di un uomo libero. Dall’infanzia poverissima segnata dalle discriminazioni alla Resistenza, dalla guerra in Libia alla scoperta dell’amore, dall’impegno politico a quello letterario, Pahor traccia in questo libro il bilancio senza reticenze di una vita trascorsa ad attraversare confini fisici e spirituali, e solleva un velo sugli aspetti più privati del suo passato regalandoci un autoritratto inedito e umanissimo. Trovano posto in questa narrazione le passioni intellettuali e gli amori in carne e ossa: quello travolgente per Arlette, la ragazza francese conosciuta in sanatorio all’indomani della liberazione e che lo restituì alla vita, l’inquieta relazione con Danica, giovane antifascista trucidata insieme al marito dai collaborazionisti sloveni o dai comunisti in un mistero ancora non risolto. E poi il matrimonio con la bellissima Rada, permeato da una profonda condivisione ma segnato da assenze e allontanamenti sentimentali. Mentre sullo sfondo si delinea uno scorcio potente del secolo scorso che restituisce alla memoria la storia degli sloveni dei nostri confini orientali, in un intreccio di eventi storici e vissuto privato. “Non ho paura della morte come tale, è più il dispiacere infinito di perdere la vita. Certo, anche il mistero imponderabile di ciò che c’è dopo mi provoca inquietudine. Ma più di tutto mi dispiace perdere le cose positive della vita: le donne che ho amato, e la natura” riflette Pahor in pagine memorabili sul senso e il pensiero della fine. E alle soglie dei cento anni ci regala il privilegio di accompagnare un grande uomo e un grande testimone nel suo più intimo viaggio nel passato e nel futuro.
Boris Pahor (Trieste 1913)  è il maggiore scrittore sloveno di cittadinanza italiana. Ha dato voce all’esperienza della deportazione politica, vissuta nei lager nazisti, nel suo capolavoro Necropoli. Pahor ha scritto una trentina di titoli, tradotti in più di dieci lingue, tra i quali Il rogo del porto, Una primavera difficile, La villa sul lago.
Cristina Battocletti è nata a Udine nel 1972 e lavora al “Domenicale” del “Sole 24 Ore” dove cura gli spettacoli e segue i festival cinematografici, oltre a occuparsi di letterature dei Balcani. Ha vinto diversi premi letterari.
 


Flavia De Vitt con Laura Casella parlano della famiglia friulana nel Medioevo per i "Dialoghi in Biblioteca" 
Prima iniziativa in collaborazione con il Comitato Pari Opportunità

Mercoledì 28 marzo 2012 alle 18.00, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” (la nuova denominazione di "Incontri con l'Autore") organizzato dalla Biblioteca Civica, dall’Assessorato alla Cultura e dalla Commissione Pari Opportunità, sarà presentato il libro Famiglie del Medioevo. Storie di vita in Friuli (secoli XIV-XV) di Flavia De Vitt, edito l’anno scorso da Forum.
Dialoga con l’Autrice la prof.ssa Laura Casella dell’Università degli Studi di Udine.
Uomini e donne, bambini e adulti si affacciano alla ribalta della storia in questa inedita descrizione della vita familiare in Friuli negli ultimi due secoli del Medioevo. Lo studio, basato in prevalenza su documentazione d'archivio, getta luce sui momenti fondanti della vita sociale di tutti i ceti e fornisce una ricostruzione storica concreta di aspetti quali la stipulazione dei patti matrimoniali, la celebrazione delle nozze, la nascita e la crescita dei figli, fino alla morte delle singole persone, ma non della famiglia. Si penetra nei dettagli della vita quotidiana e insieme si spazia su mentalità, usanze e norme giuridiche.
Flavia De Vitt insegna Storia Medievale all’Università degli Studi di Udine e si è sempre occupata, con varie e ricche pubblicazioni e articoli, della storia in Friuli tra Medioevo e Rinascimento, anche nei suoi risvolti legati alla storia ecclesiastica e famigliare. Con Paolo Cammarosano e Donata Degrassi è coautrice del volume Il Medioevo edito da Casamassima per la collana “Storia della società friulana”.
 


Marco Stolfo e la musica rock in Friuli

Mercoledì 21 marzo 2012 alle 18, presso Sala Corgnali della Biblioteca Civica in Riva Bartolini 5, per il ciclo degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato il libro La mê lenghe e sune il rock (e no dome chel) Friûl, Europe di Marco Stolfo, edito l’anno scorso a Udine da Informazione Friulana.
Dialogano con l’Autore Paolo Cantarutti (Radio Onde Furlane), Leo Virgili e Valter Colle.

Una delle manifestazioni più interessanti di resistenza e vitalità culturale delle minoranze linguistiche e delle nazioni senza stato è costituita dalla produzione musicale nella lingua propria. Ciò vale per il Friuli come per tutta una serie di altre realtà d'Europa.Il libro di Marco Stolfo, La mê lenghe e sune il rock (e no dome chel). Friûl, Europe, offre un'approfondita e organica esplorazione della realtà friulana, dalla fine degli anni Sessanta ad oggi, e la collega e la confronta con quelle che si sono sviluppate altrove.
Accanto al Friuli che canta e suona in friulano, sloveno e tedesco, il volume presenta una ricca panoramica di lingue, suoni, ritmi e artisti, dall'Occitania alla Sardegna, dal Paese Basco alla Corsica, da Galles e Scozia a Frisia e Paesi Catalani, dalle Asturie ai sami del circolo polare artico e ai grecanici e agli albanesi dell'Italia meridionale.
Il tutto avviene con un approccio multidisciplinare, che comprende musica, storia, politica, società, diritti linguistici, letteratura e tutela delle minoranze, e anche sulla base di una serie di interviste con musicisti ed esperti, tra cui il bretone Alan Stivell, il basco Fermin Muguruza, il catalano Xavi Sarrià, il frisone Onno Falkena e un'articolata rappresentanza di friulani, sloveni, ladini, sardi, occitani e albanesi, protagonisti della tavola rotonda virtuale che costituisce la sezione conclusiva del libro.
Un lavoro di ricerca, documentazione e divulgazione, non solo da leggere ma anche da ascoltare. Al volume, infatti, è allegato un cd con una selezione della musica friulana più nuova e più forte e assaggi di quella cantata in sardo, sloveno, occitano, tedesco, ladino e albanese e con due anteprime, i brani “Ionco di lanfur” e “La Maquina Infernala”, estratti dai nuovi album di prossima pubblicazione dei friulani Pantan e degli occitani Lou Seriol.
La mê lenghe e sune il rock (e no dome chel). Friûl, Europe è un libro bilingue (scritto in friulano e in italiano) pubblicato da Informazione Friulana – Radio Onde Furlane con la collaborazione diretta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia – Direzione centrale Cultura, sport e relazioni comunitarie e internazionale (L.R. 1/2005, art. 5, c. 131 e s.m.i.).
La prefazione è firmata da Luigi Gregoris dell'Università degli studi di Udine.

Marco Stolfo è un viaggiatore babelico. Giornalista, saggista, e operatore culturale, si è laureato in Scienze politiche ed è dottore di ricerca in storia del federalismo e dell'unità europea.
Tutela delle minoranze, politiche linguistiche, migrazioni, musica e interculturalità sono gli ambiti principali della sua attività professionale e di ricerca. Su questi argomenti ha scritto articoli, saggi e monografie. Anni fa si è occupato di radio e di “musica di base” a Torino e in Friuli.

 


 

La formula matematica della felicità di Paolo Gallina con il Sindaco Furio Honsell in Biblioteca il 14 marzo 2012

Mercoledì 14 marzo 2012 alle 18.00, per il ciclo degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca Civica di Udine e dall’Assessorato alla Cultura in Sala Corgnali della Biblioteca Civica “Joppi”, in occasione della festa del “Pi greco”, sarà presentato il libro La formula matematica della felicità di Paolo Gallina, edito l’anno scorso da Mondadori.
Dialoga con l’Autore Furio Honsell, Sindaco del Comune di Udine.

La formula della felicità esiste. Ed è un'equazione. La felicità, spiega il professor Paolo Gallina, è "la variazione rispetto al tempo dello stato di una persona". In altre parole, la felicità è il passaggio da una condizione peggiore a una migliore, ed è tanto più intensa quanto più in fretta avviene questo cambiamento. La felicità non è la bella casa o il televisore a 350 pollici in sé, ma il momento in cui li hai avuti, in cui te li sei goduti la prima volta. Come ogni formula matematica il concetto è cristallino ed elegante, le sue conseguenze implacabili. La prima è che "la felicità non dura. E se si vuole farla durare le cose non sono così semplici". L'altra è che "è molto difficile incrementare il proprio stato con costanza. Nella maggior parte dei casi, dato che gli stati non possono essere incrementati all'infinito, a un picco di felicità segue una fase di stasi, di aspettativa, di non-felicità sostanziale". Oppure, parlando di shopping e consumismo, tocca rilevare che "se qualcuno sceglie di essere felice entrando e uscendo da centri commerciali, concessionarie e boutique, con pacchi e pacchi di roba, necessita di molta disciplina per rimanere immerso a un livello di felicità accettabile". Paolo Gallina sa fare esempi inconsueti e illuminanti, alleggerire la lettura con spassose narrazioni, riportare sempre i suoi discorsi al grado zero della nostra esperienza quotidiana.

Paolo Gallina insegna meccanica applicata alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Trieste ed è un esperto di robotica. Ha sospeso per due anni la sua attività per vivere in una piccola missione del Sudan e costruire una scuola professionale per i ragazzi del posto. Oltre a numerosi articoli scientifici, ha pubblicato, con lo pseudonimo di Tulio Ampez, La riscossa dei baroni (Aracne, 2004) e Ho sposato Lilli Gruber e altri racconti inventati (Mobydick, 2008).


L'opera poetica di Claudio Grisancich alla Joppi con Fulvio Senardi e Walter Chiereghin

Mercoledì 7 marzo 2012, nella Sala Corgnali della Biblioteca Civica “V. Joppi”, nell’ambito degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato il libro Conchiglie. Sessant’anni di poesia (1951-2011), di Claudio Grisancich, edito a Trieste dalla Lint Editoriale lo scorso anno.
La presentazione della raccolta sarà affidata a Fulvio Senardi e a Walter Chiereghin, curatore dell’opera.
Sarà presente l’autore.

Era il 1951, sessant'anni fa, quando un giovanissimo Claudio Grisancich "buttò giù" la sua prima composizione in dialetto triestino, dopo aver ascoltato a Radio Trieste Anita Pittoni che recitava una poesia di un autore locale. "Ascoltare quei versi in dialetto fu per me la rivelazione che il modo in cui si parlava a casa o in strada con la "mularìa" si poteva usare per fare poesia." Dalla prima raccolta di poesie, Noi vegnaremo, pubblicata dalla stessa Pittoni nel 1966, a oggi Grisancich ha dato vita con la sua opera a un corpus poetico fra i più significativi e riconosciuti della poesia dialettale triestina del Novecento. Il volume raccoglie per la prima volta tutta l'intera produzione poetica in dialetto triestino di Claudio Grisancich, con l'aggiunta delle liriche più recenti, ancora inedite. Chiude la raccolta un'ampia antologia dei contributi critici dedicati all'opera poetica dell'Autore.
La versione italiana in calce è a cura di Walter Chiereghin.
Il libro si avvale di un’introduzione di Rienzo Pellegrini (Università di Trieste).

Claudio Grisancich vive e lavora Trieste, dove è nato nel 1939. Autore soprattutto in dialetto triestino, ha scritto anche poesie e racconti in lingua italiana, testi teatrali, sceneggiati e documentari radio-televisivi. Con Roberto Damiani ha curato le due antologie Poesia dialettale triestina (1975) e La poesia in dialetto a Trieste (1989).
 


L'ultimo romanzo di Andrea Garlini presentato in Biblioteca da Pietro Spirito

Mercoledì 29 febbraio 2012, alle ore 18.00, nella Sala Corgnali della Biblioteca Civica, in Riva Bartolini 5, per il ciclo degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca Civica e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato il romanzo La legge dell’odio di Alberto Garlini, appena edito da Einaudi.
Dialoga con l’Autore il giornalista e scrittore Pietro Spirito.

Per il ventenne Stefano Guerra la violenza è bellezza e l'odio una legge nuovissima e antica. C'erano anche lui e i suoi camerati a combattere contro la polizia in un lontano giorno del 1968, in Italia, a Roma, a Valle Giulia. Da quel giorno la vita del giovanissimo neofascista coincide con l'illusione della rivoluzione e l'asservimento reale a ogni potere, fino alla strage. E mentre prosegue il suo percorso di carnefice, sempre più disilluso, intorno a lui si snoda una storia che non avevamo mai letto. La storia segreta delle trame nere in Italia negli anni dal 1969 al 1972. Una storia che si apre oggi a prospettive sconfinate e inquietanti.
Alberto Garlini ne circoscrive, con precisione chirurgica, la sfuggente forma, raccontando il destino di personaggi umanissimi e veri, travolti come pagliuzze nella corrente, dall’Italia al Sudamerica e al mondo.

Garlini è nato a Parma nel 1969 e vive a Pordenone, dove è tra i curatori, con Gian Mario Villalta, di Pordenonelegge.  Tra i suoi libri, si ricordano: Una timida santità, Fùtbol bailado e Tutto il mondo ha voglia di ballare.
La legge dell’odio sarà pubblicato in Francia da Gallimard.
 


 

Raccontare storie in azienda: l'ultimo libro di Piera Giacconi in Biblioteca

Mercoledì 22 febbraio 2012, alle 18, in Sala Corgnali della Biblioteca Civica “V. Joppi” di Udine, sarà presentato il libro C’era una volta… Un cantastorie in azienda, di Piera Giacconi, edito a Milano da Franco Angeli nel 2011
Dialoga con l’autrice Gianpaolo Carbonetto, Modera l’incontro Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica.

E’ giunto il tempo per un cantastorie di varcare, anche solo metaforicamente, la soglia di un'azienda? E per le fiabe, di insinuarsi nel contesto professionale?
Ma non appartenevano alla nostra infanzia? Che possano aiutarci a dipanare qualche matassa? Ispirare? Liberare? Innovare?
Il libro si propone di chiarire innanzitutto chi sia il cantastorie tradizionale, mostra come agisce in azienda e come la fiaba può essere di vitale utilità. Infatti essa è un luogo dello spirito, importante per ritrovare il segnale debole di un potenziale illimitato, creativo e risolutorio, che da solo è in grado di portare il cambiamento desiderato. Diverse sono le situazioni d'impresa rappresentative qui raccontate, in cui le fiabe sono state applicate con successo per una trasformazione definitiva.
Questo testo originale - dallo stile dinamico e ricco di spunti - e arricchito dalla bibliografia specialistica più approfondita attualmente reperibile sul tema, ci insegna che anche sul lavoro i problemi si risolvono con la gioia di vivere e la passione per la professione.

Piera Giacconi, creativity coach, arte-terapeuta e consulente di direzione per aziende e amministrazioni negli gli ambiti: automotivazione, empowerment, leadership, integrazione delle differenze di genere, consapevolezza individuale e di gruppo, sviluppo del potenziale, innovazione, gestione dello stress. È formatrice AIF, certificata Horaklés(r) a Parigi nell'uso delle fiabe per lo sviluppo della Qualità Umana. Nel 2004 ha fondato a Udine la prima Scuola italiana per cantastorie, unificando i lavori tradizionali delle fiabe e del respiro volontario. www.lavocedellefiabe.com.


Le letterature della Shoah. Un convegno organizzato con l'Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia in Sala Ajace venerdì 17 febbraio

 

Venerdì 17 febbraio 2012, con inizio alle ore 15 in Sala Ajace a Udine, verrà organizzato un importante convegno dal titolo Le letterature della Shoah.
Questo il programma.

Pier Vincenzo Mengaldo (Università di Padova): Intorno alle testimonianze della Shoah
Luigi Reitani (Università di Udine): Stazioni della memoria. Momenti topici del racconto della Shoah
Sergia Adamo (Università di Trieste): Oltre la testimonianza
Anna Baldini (Università per stranieri di Siena): Primo Levi e la memoria italiana
dello sterminio degli ebrei d’Europa
Introduce: Marina Paladini, Presidente dell’Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia


Come la letteratura, o meglio le varie letterature di questa Europa, hanno letto e interpretato la tragedia della Shoah? E’ possibile una sia pur parzialissima sintesi che cerchi di decifrare quanto è stato scritto in più di sessant’anni di memorie ed elaborazioni letterarie? Quali sono stati gli autori più rappresentativi? Esiste una letteratura della Shoah che supera le troppo anguste compartimentazioni nazionali? A queste e ad altre domande ancora cercherà di rispondere il convegno di Sala Ajace, grazie alla partecipazione di alcuni tra i maggiori specialisti della materia.

Il Convegno è organizzato dall'Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia, dalla Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine e dall'Assessorato alla cultura del Comune di Udine.

 


Giuseppina Minchella presenta in Biblioteca il suo libro sull'Inquisizione in Friuli

Mercoledì 15 febbraio 2012, alle ore 18, presso Sala Corgnali della Biblioteca Civica, sarà presentato il libro “Porre un soldato alla Inquisitione”. I processi del Sant’Ufficio nella fortezza di Palmanova 1595-1669, di Giuseppina Minchella, edito a Trieste dalle Edizioni dell’Università di Trieste nel 2009.
La presentazione, alla presenza dell’Autrice, sarà affidata ai professori Andrea Del Col e Giovanna Paolin dell’Università di Trieste.
Il volume di Giuseppina Minchella contiene l’edizione critica e sistematica dei processi del Sant’Ufficio di Aquileia e Concordia contro soldati e abitanti civili della fortezza veneziana di Palmanova nel periodo compreso tra il 1595 e il 1669. Questi atti inquisitoriali rappresentano uno strumento per studiare la storia istituzionale dell’Inquisizione romana e il dissenso religioso in Europa, ma anche per cogliere aspetti della società e della mentalità nella loro valenza antropologica.
L’introduzione analizza l’intervento del Sant’Ufficio in una realtà militare, sede di numerose soldatesche straniere non cattoliche, e il difficile rapporto giurisdizionale intercorso tra Venezia e Roma a causa della speciale immunità pretesa dalla Serenissima per la sua più importante fortificazione al confine orientale.
Giuseppina Minchella, componente del Centro Ricerca dell'Inquisizione dell'Università di Trieste, si occupa di Inquisizione romana nello Stato veneto, con particolare interesse alle conversioni e ai passaggi di fede, e della coesistenza di cristiani e musulmani nel Dominio da Mar della Repubblica di Venezia. Ha pubblicato alcuni articoli riguardanti l'intervento del Sant'Ufficio di Aquileia e Concordia e di Venezia contro militari aderenti alla Riforma e rinnegati.
 


 

Il "Giorno del Ricordo" con Gianni Oliva e il suo libro "Esuli" a Palazzo Kechler

Venerdì 10 febbraio 2012, nell’ambito delle celebrazioni per il “Giorno del Ricordo”, a Palazzo Kechler in piazza XX settembre, alle 18.00, sarà presentato il libro Esuli. Dalle foibe ai campi profughi. La tragedia degli Italiani di Istria, Fiume, Dalmazia, di Gianni Oliva, edito da Mondadori nel 2011.
Interverranno con l’Autore Silvio Cattalini (Presidente ANVGD) e Romano Vecchiet, Direttore della Biblioteca Civica.
Gianni Oliva – storico torinese del Novecento e apprezzato divulgatore, già assessore alla cultura della Regione Piemonte – ripercorre la vicenda degli italiani esuli nel suo insieme, dalla fine della Prima guerra mondiale a oggi, in un libro ricco di immagini inedite. Dall'annessione dell'Istria e della Dalmazia, all'occupazione italo-tedesca della Iugoslavia (1941-43), dai bombardamenti alleati di Zara e di Fiume fino all'occupazione di Trieste nel 1945 da parte delle truppe di Tito e gli infoibamenti. Nella seconda parte, il libro testimonia la successiva esperienza dell'esodo: le partenze da Pola e dall'Istria, lo svuotamento dei villaggi, i documenti relativi alle opzioni di nazionalità, gli incidenti di Trieste del 1953, la "slavizzazione" dell'Istria e della Dalmazia. L'ultima parte illustra i campi profughi e la precaria sistemazione dei giuliano-dalmati in un'Italia impoverita dalla guerra e poco sensibile a un dramma che ne ricordava la sconfitta: immagini di vita famigliare e di vita sociale, sullo sfondo di reticolati e di strutture fatiscenti sparse in ogni regione italiana. Conclude il volume l'immagine del concerto diretto da Riccardo Muti il 13 luglio 2010 in piazza Unità d'Italia a Trieste, alla presenza di Giorgio Napolitano e dei presidenti di Slovenia e Croazia, promessa di una ricomposizione delle diverse "memorie". 
 


 

L'ultimo numero di "Critica liberale" dedicato alla secolarizzazione in Italia in Sala Corgnali mercoledì 1 febbraio 2012

Mercoledì 1 febbraio 2012, alle ore 18, presso Sala Corgnali della Biblioteca Civica in Riva Bartolini 5, per gli "Incontri con l'Autore" organizzati dalla stessa Biblioteca e dall'Assessorato alla Cultura, sarà presentato l'ultimo numero della rivista "Critica liberale", diretto da Enzo Marzo, dedicato al settimo rapporto sulla secolarizzazione in Italia.
La presentazione della rivista è affidata a Maria Gigliola Toniollo, responsabile del settore Nuovi Diritti della CGIL. Interverrà Antonino Tamburlini.
L'Osservatorio Laico, alla cui attività contribuiscono la CGIL-Nuovi Diritti e la Fondazione Critica Liberale, si occupa da ormai sette anni di studiare il fenomeno religioso cattolico in Italia raccogliendo e analizzando vari indicatori. La finalità è quella di studiare l'evoluzione del fenomeno religioso cattolico nel nostro paese.
Ma qual è la situazione che il rapporto fotografa nell'Italia di questi anni sull'argomento? I dati sono molto significativi. I battesimi sono scesi al 70,3% con una perdita rispetto al 1991 di 19 punti, mentre è crescente l'indifferenza al modello di famiglia proposto dalla Chiesa cattolica, in sintonia con una tendenza riconducibile ai più generali processi di individualizzazione che coinvolgono la società. Sul fronte economico, aumentano le somme versate alla Chiesa, ma diminuiscono le firme a suo favore, mentre su quello scolastico continua a scendere il numero di coloro che scelgono la scuola privata cattolica. Le vocazioni rimangono com'è noto in diminuzione, anche se aumentano i diaconi e i catechisti. Come scrive Laura Caramanna in un articolo pubblicato su questo numero di "Critica liberale", "risulta saldamente confermata la tendenza progressiva e costante della società italiana a emanciparsi dalla chiesa cattolica, malgrado quest'ultima continui ad incrementare la sua presenza istituzionale."
 

 


Anna Hyndráková per il Giorno della Memoria. Nicoletta Oscuro e le letture itineranti sulla Shoah

 

Un doppio appuntamento caratterizzerà il giorno della Memoria 2012 proposto dalla Biblioteca “Joppi” e dall’Assessorato alla Cultura di Udine.
Il primo, alle 16.30, in Sala Corgnali della Biblioteca Civica, è intitolato “Voci della Shoah” ed è costituito da letture scelte sul tema offerte al pubblico udinese dai giovani del laboratorio di “lettura agita” organizzato dalla Sezione Moderna della Biblioteca Civica, in collaborazione con il 41° Palio Teatrale Studentesco “Città di Udine”, e tenuto da Nicoletta Oscuro, attrice e docente nei corsi di lettura e recitazione. L’obiettivo è di dimostrare che anche le nuove generazioni sanno farsi testimoni della Storia tramandando la Memoria.
Le letture itineranti confluiranno alle 18 in Sala Ajace, dove verrà organizzata  la presentazione del libro “Lettera ai figli. Una bambina ad Auschwitz di Anna Hyndráková.
Il libro si presenta come una lunga lettera che Anna Hyndrakova scrive ai figli per condividere i ricordi di un periodo drammatico della propria vita: il ricordo di una Praga occupata dai soldati tedeschi e sempre più negata ai cittadini praghesi di religione ebraica.
Nella primavera del 1944, assieme ai famigliari e a molti praghesi, è costretta a salire su un convoglio con destinazione Auschwitz. Il libro racconta l’arrivo al campo di sterminio, la fame, gli espedienti per sopravvivere, la paura e il momento più duro, quello della selezione. Alla fine della guerra, in una Praga devastata, dovrà lottare ancora alla disperata ricerca di un posto in cui ricominciare a vivere e recuperare quell’identità e quella dignità di essere umano.
 


Carlo Odo Pavese presenta i suoi Ricordini (1935-1945) con Paolo Maurensig e Augusto Romano Burelli

 

Mercoledì 18 gennaio 2012, alle 18, presso la Sala Corgnali della Biblioteca Civica, per il ciclo degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca “Joppi” e dall’Assessorato alla Cultura, sarà presentato il libro I miei ricordini (1935-1945) di Carlo Odo Pavese, edito l’anno scorso da Edizioni della Laguna. La presentazione sarà affidata allo scrittore Paolo Maurensig e all’arch. Augusto Romano Burelli, Sarà presente l’Autore.

I ricordi dell'infanzia e della fanciullezza tra Udine, Grado, Cortina e la campagna friulana dal ’35 al ’45, quando l’autore – già professore ordinario di letteratura greca all’Università di Venezia dal 1975 al 2008 – aveva dodici anni e mezzo, formano l’oggetto, prezioso e “stravagante”, di questo interessante e particolarissimo libro. “I ricordini – scrive l’Autore – sono molto vari e numerosi: tutti insieme si leggono come un romanzo, ma un romanzo fatto di cose vere, che, viste con gli occhi di un fanciullo, formano un affresco di quei tempi così diversi e lontani, ma ora di nuovo presenti e vivi.”

Carlo Odo Pavese ci restituisce una Udine in parte dimenticata, ma proprio per questo rara e inedita, dove le case, le vie, i giochi e i giocattoli, la vita quotidiana, le prime esperienze di lettura e di studio, le vacanze e i viaggi, compongono un affresco di estraniante vivezza.  


Tibet degli ultimi, con Pierluigi Di Piazza, Maria Carminati e Leda Palma 

Mercoledì 11 gennaio 2012, alle 18, nella Sala Corgnali della Biblioteca Civica di Udine in Riva Bartolini 5, per il ciclo degli “Incontri con l’Autore” organizzati dalla Biblioteca Civica e dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Club Unesco, sarà presentato il libro di poesie Tibet degli ultimi di Leda Palma, edito l’anno scorso a Udine da La Nuova Base Editrice.
Dialogano con l’Autrice Pierluigi Di Piazza, autore dell’introduzione al libro, e Maria Carminati.
Accompagnamento musicale di Nuccio Simonetti (sitar) e Lisa Katlane (voce).
Un’intensa silloge poetica dedicata al Tibet e ai suoi oppressi abitanti, con traduzione in inglese a fronte a cura di Brenda Poster, è quanto Leda Palma in questo libro ci offre.
Un insieme di frammenti, sintetici e molto forti (haiku “tibetani” sono stati infatti chiamati dall’autrice), fra loro anche non sempre perfettamente combacianti, evocano però nel loro insieme la tragedia del popolo tibetano con classica e dolente intensità. Scorrono lungo le pagine monasteri inaccessibili, bambini innocenti, nevi e vette altissime, sofferte preghiere, magiche lune.
Ecco un esempio:

Aggrappati ai monasteri
come alpinisti
i tibetani vivono la rassegnazione
 il dolore addomestica
to

Leda Palma, friulana di Pagnacco e romana di adozione, ha alle spalle un’importante e intensa attività nel mondo teatrale, radiofonico e televisivo quale autrice, conduttrice, regista e autrice di sceneggiati. Ha pubblicato varie raccolte di poesie: Ho ripiegato l’alba, I rami fatti cima, Là dove l’ombra, Sole d’Aral, Ingiurie e silenzi, una raccolta di racconti (Rose novelle) e vari saggi.


Dal 2012 gli "Incontri con l'Autore" in Sala Corgnali. Questo il programma di gennaio

 

Una grande novità riguarderà gli “Incontri con l’Autore” del 2012 che ogni mercoledì la Biblioteca Civica organizzava in Sala Ajace. Dal gennaio del prossimo anno, infatti, a parte qualche particolare evento, tutti gli appuntamenti degli “Incontri con l’Autore” saranno realizzati in Sala Corgnali, sede della Sezione Moderna della Biblioteca Civica, con accesso da Riva Bartolini 7.
In un ambiente più raccolto, a contatto con i libri, senza per questo chiudere il servizio di prestito, iscrizione e restituzione della Sezione Moderna, sempre alle 18, le presentazioni troveranno un nuovo palcoscenico, a più diretto contatto con la città e senza barriere architettoniche, e con la possibilità, almeno fino alle 19, di poter anche prendere a prestito qualche libro o dvd della Biblioteca.
Questo il programma di gennaio:
Mercoledì 11 gennaio presentazione del libro di poesie di Leda Palma, Tibet degli ultimi, con Pierluigi Di Piazza e Maria Carminati;
Mercoledì 18 gennaio presentazione del libro di memorie di Carlo Odo Pavese I miei ricordini (1935-1945), con Paolo Maurensig, Augusto Romano Burelli e la partecipazione dell'Autore;
Mercoledì 25 gennaio, eccezionalmente in Sala Ajace per la commemorazione della Giornata della Memoria, presentazione del libro Lettera ai figli. Una bambina ad Auschwitz, di Anna Hyndrakova, con Tiziana Menotti e Anna Maria Perissutti.
 


Le chiusure per le festività natalizie della "Joppi"

Sabato 24 e sabato 31 dicembre 2011 tutte le sedi della Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" saranno chiuse per le feste di Natale.
In particolare rimarranno chiuse la Sezione Moderna e la Sezione Ragazzi il sabato pomeriggio, e le biblioteche delle Circoscrizioni 2 (di via Martignacco), 5 e 6, oltre alla Sezione Musica, il sabato mattina.
Per tutto il restante periodo delle festività, le aperture saranno regolari.

 


 

ultimo aggiornamento: 17/05/12 - Stampa pagina Stampa pagina

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