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LA BIBLIOTECA CIVICA "VINCENZO JOPPI" E LA SUA STORIA

La Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" venne  La Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi"
inaugurata il 13 maggio 1866,  a due anni dalla
sua prima istituzione. 
E' ospitata nel seicentesco palazzo Bartolini, donato al Comune dalla contessa Teresa Dragoni Bartolini, situato in Piazza Marconi 8, e benché numerosi siano stati gli interventi di restauro e di ampliamento, per molti dei suoi servizi gli spazi sono quelli di oltre 130 anni fa, in un palazzo che ha alle spalle quattro secoli di vita. La biblioteca nel frattempo ha però visto crescere sia il numero dei lettori (dai 2800 del 1866 ai 100.000 di oggi), sia quello dei suoi volumi (dalle poche migliaia di quei primi anni di apertura ai 430.000 di oggi). Gli spazi sono pertanto carenti, anche se - specie negli ultimi anni - sono state acquisite nuove strutture che hanno dato un po' di respiro al servizio: una sala di lettura con emeroteca e la nuova Sezione Musica da cento posti (Sala Corgnali), un magazzino arredato di moderne scaffalature "compatte" capace di ospitare circa 150.000 volumi, una Sezione ragazzi dislocata in una simpatica casetta che fu un tempo il laboratorio di un pittore friulano, Giovanni Napoleone Pellis, e addirittura un'antica chiesa sconsacrata, quella di Santa Lucia in via Mantica, ora però ceduta all'Università, che funziona da magazzino staccato e che ha una potenziale capacità di raccolta di circa 200.000 volumi.

Ma quello che ha segnato l'importanza della Biblioteca è stata l'entità, ma soprattutto la qualità dei fondi librari antichi che sono stati acquisiti nel corso della sua storia.

Interno della BibliotecaE' fuor di dubbio che proprio Vincenzo Joppi, bibliotecario e poi direttore della Biblioteca dal 1878 al 1899, possa essere ricordato ancora oggi come colui che più d'ogni altro contribuì all'arricchimento del patrimonio della Biblioteca comunale, anche grazie all'aiuto e alla collaborazione che sempre ricevette da Giulio Andrea Pirona, in quegli anni responsabile dell'intera struttura culturale che comprendeva anche il museo. Nel 1884, per esempio, lo Joppi vi fece confluire l'Archivio antico del Comune, che raccoglie le scritture pubbliche della città a partire dal XIII secolo, documenti fondamentali per ricostruire la storia friulana del tempo. Un anno prima, per citare soltanto una fra le tante e prestigiose donazioni, acquisì per la Biblioteca comunale la ricca biblioteca personale del conte Francesco di Toppo, che comprendeva circa 10.000 volumi tra cui varie pubblicazioni a stampa del XV e XVI secolo: fra esse spicca certamente il primo libro stampato a Udine dal tipografo Gerardo di Fiandra nel 1484, le "Constitutioni de la Patria de Friouli", o le opere cinquecentesche dello stampatore sandanielese Giovanni Battista Natolini. Vincenzo Joppi e suo fratello Antonio vanno poi ricordati perché non solo contribuirono con acquisizioni "esterne" ad arricchire la Biblioteca, ma anche perché donarono alla Biblioteca la propria stupenda collezione privata, che si era formata nell'arco della loro vita di appassionati bibliofili.

Non si possono infine dimenticare due altri fondi di grande importanza letteraria: quello di Ippolito Nievo, che comprende vari racconti, lettere e articoli autografi, e quello di Caterina Percoto, che raccoglie - oltre alla sua produzione letteraria - un notevole carteggio avuto con illustri personaggi della sua epoca.

Per concludere, vanno ricordati il lascito di Enrico del Torso e la collezione appartenuta all'indologo Luigi Pio Tessitori. Il lascito del Torso è di grande importanza anche per i preziosi e unici fondi dedicati all'araldica e alla genealogia friulana: un tassello fondamentale per ricostruire la storia delle più notevoli famiglie friulane. La collezione del Tessitori, nota in tutto il mondo, raccoglie documenti di enorme pregio antiquario tra cui il famoso codice miniato Devi Mahatma Puran del XVII secolo.

 

ultimo aggiornamento: 30/03/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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