Udine Cultura - Da piazza Matteotti a piazza del Duomo
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Piazza Matteotti, via delle Erbe, piazzetta del Lionello, piazza del Duomo

mappa itinerario4 Piazza Matteotti - Foto di Ulrica Da Pozzo L'attuale piazza Matteotti, nota come piazza San Giacomo o Mercato Nuovo, è da sempre uno dei luoghi più frequentati della città. Al centro, su un rialzo in pietra, la Fontana di Giovanni da Udine (1543) e la colonna con la statua della Madonna con Bambino (1487). Lungo tre lati della piazza, corrono ariose file di portici, che s'interrompono accanto alla piazzuola con il pozzo dove spicca la chiesa di San Giacomo (1398). La facciata della chiesa fu realizzata in pietra d'Istria da Bernardino da Morcote (XVI secolo); entro le volute superiori spiccano le conchiglie, con riferimento a San Giacomo che veniva raffigurato con un mantello su cui era cucita una conchiglia e in alto un gentile campanile a vela. Nel 700 accanto alla chiesa fu eretta la Cappella delle Anime, con le statue delle quattro virtù cardinali dove i conserva in particolare la statua della Fede Velata del Corradini (XVIII secolo).

Palazzo D'Aronco - Foto di Ulderica Da PozzoAttraverso via delle Erbe, che si apre in fondo alla piazza, si giunge al Palazzo Comunale dell'architetto friulano Raimondo D'Aronco, sito in piazzetta Lionello. In via Cavour troviamo Casa Cavazzini, ristrutturata secondo il progetto di Gae Aulenti, sede del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea. Il Museo ha un patrimonio di oltre quattromila opere che spaziano da fine '800 ai giorni nostri, con sale dedicate a collezioni particolari quali l'arte Americana del dopoguerra , la Collezione Astaldi (capolavori d'arte italiana del '900) e sale dedicate alle opere di Dino, Mirko e Afro Basaldella.

In piazza del Duomo, si ammira il maestoso edificio sacro, intitolato a Santa Maria: attiguo al campanile si trova il Portale dell'Incoronazione, composto tra il 1395 e il 1396 da ignoto artista tedesco, che consente l'accesso all'interno. L'ingresso principale invece è arricchito dal trecentesco Portale della Redenzione.

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Punti di interesse

L'esterno del Duomo testimonia le numerose trasformazioni subite dall'edificio nel corso dei secoli, quale l'aggiunta delle cappelle laterali nel 500 e la ristrutturazione del 700. DuomoAll'interno, il presbiterio e le cappelle laterali sono resi fastosi dagli altari in marmo di Carrara, del Massari, dalle sculture del Torretti, dagli stucchi e dagli affreschi dorati e policromi di Andrea Urbani, e dal gruppo dell'Annunciazione dell'altare maggiore, opera del Torretti. Degne di nota sono inoltre nella Cappella di San Marco le tele con lo Sposalizio della Vergine e il Transito di San Giuseppe di Matteo da Verona (XVII secolo) e, sopra l'altare, la pala di Giovanni Martini raffigurante San Marco in trono con Santi (1501). Accanto, nella Cappella di San Giuseppe si trova la pala omonima del Pellegrino da San Daniele (1500): nella parte inferiore si trovano i due piccoli dipinti con la Cappella della Madonna della Divina Provvidenza con l'immagine quattrocentesca della Madonna con Bimbo e la Cappella delle Reliquie.

Nel presbiterio si trovano gruppi scultorei di Giuseppe Torretti e autori vari che operarono sotto la sua direzione: il gruppo de l'Annunciazione e il Patriarca Bertrando e gli angeli cerofori dell'altare maggiore sono di mano del maestro. Alle pareti laterali si innalzano i mausolei ad onore dei Manin e della Repubblica Veneta. Le volte del presbiterio sono affrescate da Ludovico Dorigny. La cupola superiore, sopra la navata, fu rifatta da Fred Pittino nel 1966, poiché distrutta dai bombardamenti: gli stucchi sono di Abbondio Stazio.

itin4_internoduomo_pDal coro del presbiterio si accede alla Cappella di San Nicolò, con affreschi di Vitale da Bologna e aiuti (1348-49). Le opere raffigurano i Funerali di San Nicolò e scene di alcuni suoi miracoli, sono qui raccolti anche alcuni dipinti su tavola come L'Incoronazione della Vergine del Maestro dei Padiglioni e il Beato Bertrando in preghiera, il Beato Bertrando distribuisce pane ai poveri, e l'Uccisione di Beato Bertrando eseguiti da allievi di Vitale (XIV e XV secolo). Dalla cappella di San Nicolò e attraverso la Cappella del Corpo di Cristo si accede all'interno del Battistero di San Giovanni, dove si conservano alcuni lacerti di affreschi attribuiti a Vitale, l'arca dei Santi Ermacora e Fortunato, commissionata originariamente da Patriarca Bertrando per custodire le reliquie dei protomartiri Ermacora e Fortunato, poi divenuta il suo stesso sepolcro nel 1350.

Ritornati nel Duomo, la prima cappella a destra del presbiterio è la Cappella del Santissimo con a lato la Cacciata dei mercanti dal Tempio (1535) dell'Amalteo e all'interno della cupola l'affresco con gli Angeli Cantori di Giambattista Tiepolo (1726); al centro del tabernacolo la piccola Pala della Risurrezione (1754 circa). Segue la cappella dei Santi Giovanni Battista ed Eustachio, che porta sull'altare la tela di Francesco Fontebasso (1749-53). Sull'altare della cappella dei Santi Ermacora e Fortunato si trova l'opera del Tiepolo con i Santi Ermacora e Fortunato (1737). Accanto c'è la Cappella della Trinità. Sul lato destro si trovano le tele dell'Amalteo, con la Risurrezione di Lazzaro e la Piscina Probativa (1535) e sull'altare la Trinità di Giambattista Tiepolo (1738). Uscendo si incontrano le due pile dell'acqua santa, delle quali quella di destra è opera di Bernardino da Bissone (1497); all'interno della parete d'ingresso si trova la statua equestre di legno dorato del nobile Daniele Antonini. Usciti dal Duomo si ammira l'Oratorio della Purità: l'edificio conserva sull'altare la tela dell' Immacolata di Giambattista Tiepolo e sul soffitto l'affresco dell'Assunta, riconosciuta da alcuni come il suo capolavoro; alle pareti laterali lavorò invece il figlio Giandomenico.

 

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ultimo aggiornamento: 03/10/12 - Stampa pagina Stampa pagina