Musei

Archeologia, tradizioni popolari, grafica, design, affreschi del Tiepolo...
Teatri

I link ai teatri di Udine, "Giovanni Da Udine", Teatro Club, Contatto...
Cinema

Il "Visionario", uno spazio per la cultura in città: cinema, mediateca...
Biblioteche

La Biblioteca "Vincenzo Joppi" memoria storica della città, le Sezioni Moderna e Ragazzi e ...
Ospitalità

Gli alberghi, i bed and breakfast, gli agriturismi ...

LA COLLEZIONE DI PITTURA E SCULTURA

 

vedova.jpg fontana.jpg

Emilio Vedova
(Venezia, 1919)
Spagna n.6, 1960
olio su tela, cm.185 x 148

L'opera testimonia la drammatica espressività della pittura di Vedova: un itinerario che procede attraverso tensioni, rotture, scoppi di energia. Il colore è ridotto al bianco e al nero: nella violenza delle stesure esso riassume una creazione artistica che si risolve in un conflitto di forze dominate dal vitalismo dell'autore.

Lucio Fontana
(Rosario di Santa Fe 1899 - Comabbio 1968)
Taglio bianco ,1959 ca.
cementite su tela, cm. 80 x 100


Emblema della ricerca concettuale dello Spazialismo, il taglio compendia l'attitudine di Fontana tesa a oltrepassare i limiti del quadro e i vincoli dell'esperienza visiva. La pittura si compendia nell'essenzialità del segno; l'austerità della tela bianca pone in risalto la percezione puramente intellettiva dell'opera.

 

 zigaina.jpg  brass.jpg  chini.gif

Giuseppe Zigaina
(Cervignano del Friuli, 1924)
Assemblea di braccianti sul Cormor: sciopero a rovescio del Luglio 1950, 1952
olio su tela, cm. 250 x 316

Una folla di lavoratori riunita in discussione lungo il greto del torrente Cormor. La cronaca delle lotte contadine prende forme monumentali, si fa quadro di storia e ambisce a restituire il valore morale dell'evento. Una cultura visiva ricca delle esperienze dell'Espressionismo e del Postcubismo si pone al servizio della stringente attualità.

Italico Brass
(1870-19439)
Chioggiotti alla briscola, 1893
olio su tela, cm. 95 x 136

Esposto nel 1894 al Salon des Champs Elysées di Parigi il dipinto fu successivamente proposto dall'autore alla I Esposizione Internazionale di Venezia nel 1895 riscuotendo un immediato successo. L'opera si inserisce, per il soggetto trattato, nell'ambito di quel realismo tardo-ottocentesco che nelle scene di genere aveva trovato una delle sue migliori espressioni. Le figure dei giocatori, colte in un interno, si definiscono nel colloquio ininterrotto della luce e dell'ombra secondo la migliore tradizione coloristica veneta che, nell'esaltazione del tono locale, aveva indicato la via per rappresentare la naturalità del vero.

 

 

Galileo Chini
(1873-1956)
Medusa, 1906
affresco, cm. 56

Acquistata all'Esposizione di Milano per il valico del Sempione (1906), l'opera testimonia l'adesione dell'autore alle poetiche simboliste. Il soggetto, tradotto nelle fluenti linee del Liberty, intende ravvisare la duplice componente demoniaca e angelica della femminilità così come veniva colta all'epoca dagli esponenti del movimento simbolista.

 

alviani2.gif viani.jpg martini.gif

Getulio Alviani
(Udine, 1939) 
Superficie a testura vibratile, 1973
acciaio, cm 50 x 50

Le ricerche sulla percezione ottica e sugli effetti visivi dei materiali trovano nell'udinese Alviani uno degli esponenti tra i più lucidi e coerenti. Attivo a livello internazionale dagli anni Sessanta, ha realizzato numerose di queste superfici vibratili.
Questa la descrizione dell'opera dell'autore stesso: "avvenimento visuale che si identifica attraverso matrici metalliche, ognuna delle quali è completamente autonoma. La superficie muta continuamente a seconda delle posizioni degli angoli visuali e dell'incidenza luminosa e genera immagini sempre diverse".

Alberto Viani
(Quistello 1906 - Venezia 1989)
Torso femminile, 1944
marmo, cm. 140 x 60

Le figure di Viani sono il risultato di una indagine strenua sull'essenza plastica del tema classico del nudo. Attraverso un procedimento di pura astrazione formale la materia giunge alla sublimazione in forme organiche dolcemente modellate.

Arturo Martini
(Treviso, 1889 - Milano, 1947)
Chimera, 1935 
gres, cm. 45 x 55 x 23

L'opera si colloca cronologicamente nel momento in cui cominciarono a giungere all'autore i primi riconoscimenti da parte della critica e della cultura ufficiali italiane. La scultura, che rappresenta una delle molteplici esercitazioni plastiche in terracotta prodotte dall'artista, ripropone un soggetto caro alla mitologia greca. Ricorrendo a un modellato scabro e istintivo, coloristicamente sensibile alla luce, Martini propone con la sua Chimera un recupero formale nel senso di una sperimentazione dei volumi in movimento nello spazio.

 

ultimo aggiornamento: 27/09/12 - Stampa pagina Stampa pagina

Cerca nel sito




In evidenza


Mense e banchetti nella Udine rinascimentale

 

 

Video
I Musei civici