Il museo archeologico dei Civici Musei si trova al pianterreno dell’ala est del Castello di Udine e comprende in gran parte reperti provenienti dalla Collezione di Toppo.
La collezione comprende ceramiche, metalli, vetri, gemme, monete e altro. Purtroppo alcune classi (ad es. le monete) nelle successive vicende del museo non sono state tenute distinte. Le centinaia di oggetti in vetro danno una pallida idea dell’elevatissimo numero di tombe romane (forse migliaia?) che allora vennero scavate.
Fino ai primi decenni del Novecento il museo di Udine raccolse anche vari rinvenimenti provenienti da varie zone del Friuli, di tutte le epoche. Così le collezioni spaziano dalla preistoria alla protostoria, dall’epoca romana a quella altomedievale. Molto spesso si tratta di reperti deconstualizzati scelti per il loro presunto valore tra corredi tombali o demolizioni di vecchi edifici o recuperati nel corso di lavori agricoli. Costituiscono nondimeno una documentazione fondamentale per conoscere la storia antica di queste terre – influenzata sempre dalle civiltà e dalle vicende delle regioni vicine – documentazione che non di rado le richerche e gli scavi degli ultimi decenni hanno permesso in comprendere e di riferire a contesti più ampi e dettagliati.
La tormentata vicenda del museo e del Castello nel corso del Novecento (apertura 1906, chiusura per la prima guerra mondiale, riapertura nel 1921, chiusura per la seconda guerra mondiale, riapertura nel 1946, chiusura per il terremoto del 1976, riapertura nel 1990) ha di necessità fatto mutare più volte finalità e criteri dell’allestimento, ma ha anche positivamente stimolato le donazioni e i lasciti.
Così nel 1924 venne ad arricchire le collezioni archeologiche la raccolta de Brandis, comprendente sia oggetti sia monete.
Dall’ultimo decennio dell’Ottocento Augusto de Brandis, ufficiale della Marina militare del Regno d’Italia, appassionato studioso di numismatica e curioso viaggiatore, rimase per qualche tempo a Taranto ove poté acquistare oltre quattrocento vasi e manufatti greci e magnogreci di varia epoca. La sua raccolta si orienta maggiormente su pezzi di valore non elevatissimo e molte volte frammentari, ma spesso rari e di buona qualità, salvandoli da sicura distruzione o da inevitabile delocalizzazione e dispersione. Il nucleo udinese di materiali provenienti dalla Magna Grecia è piuttosto consistente, e può essere annoverato tra le più ampie raccolte del genere in Italia settentrionale.
La collezione archeologica ereditata dai Musei Civici di Udine comprende, accanto alla eterogenea raccolta di terrecotte, una ricchissima sezione numismatica, con circa 6000 monete greche e 8000 romane. Composta da parecchie migliaia di rari esemplari di monete d’oro, d’argento e di bronzo, la raccolta comprendeva una serie di monete consolari romane quasi completa e numerose altre monete dell’Impero Romano, Greche, Bizantine e orientali confluite nel Gabinetto Numismatico dei Civici Musei di Udine. La collezione de Brandis, pervenuta in Museo successivamente agli eventi della prima guerra mondiale, ha conservato la sua integrità e costituisce uno dei settori più ricchi e completi del Gabinetto Numismatico.
Infatti accanto alle raccolte archeologiche esiste un Gabinetto numismatico ricco di oltre sessantamila monete e di oltre quattromila medaglie, nonché di sigilli e altro materiale documentario. Esso fu gravemente impoverito da asportazioni in seguito a Caporetto (1917) quindi da una rapina avvenuta il 20 luglio 1974 che causò la perdita, per ora irrimediabile, di oltre mille monete d’oro. Dopo il terremoto del 1976 fu necessario spostare tutto il materiale nel caveau di una banca, cosa che comportò spesso un rimescolamento delle monete stesse.
Il Gabinetto numismatico è, storicamente, il primo nucleo municipale e quindi pubblico del museo, in quanto nasce dal lascito Tartagna, ceduto al Comune nel 1827. Altre donazioni seguirono tra cui quella di Luigi Cigoi, noto soprattutto per essere stato uno dei più celebri falsari dell’Ottocento. Alcune monete sono rarissime o addirittura uniche come i celeberrimi 25 centesimi coniati a Palmanova durante l’assedio del 1814.
Tra le raccolte va citata quella Manin costituita da oselle e monete del dogado di Lodovico Manin. Nei primi anni Cinquanta la donazione della raccolta di Colloredo Mels, una delle più importanti per la ricchezza e la rarità dei pezzi riuniti, incrementò enormemente le collezioni pubbliche, con l’aggiunta di quasi 17000 esemplari, tra cui numerosi esemplari di carta moneta, anche rarissima. Il Colloredo ebbe l’ambizione di rivaleggiare con la celeberrima collezione del re Vittorio Emanuele III e per questo non badò a spese per acquisire monete rare e significative.
Il Gabinetto Numismatico del Castello conserva anche un’ampia raccolta di medaglie, a partire dal Quattrocento.
Stampa pagina
Le mostre in città
2010
Citta di Udine.
Visualizza tutte le mostre presenti in città!
Giambattista Tiepolo tra scherzo e capriccio
dal 22 maggio al 31 ottobre 2010
Salone del Parlamento - Castello di Udine
Disegni e incisioni "di spiritoso e saporitissimo gusto" La mostra mira ad offrire una ricognizione sulla ristretta, ma apprezzatissima produzione incisoria del pittore veneziano. Le stampe, originate da occasioni temporanee, vennero poi riunite nella serie dei Capricci - dieci dei quali pubblicati per iniziativa di Anton Maria Zanetti di Girolamo nel secondo volume della sua Raccolta di Chiaroscuri del 1743 - e in quella degli Scherzi di Fantasia, realizzati in tempi diversi e pubblicati in volume unico solo dopo la morte dell'artista. Il percorso espositivo vedrà le acqueforti affiancate da diversi disegni e alcune delle lastre originali da cui furono tratte le incisioni stesse, per chiarire al grande pubblico l’intero processo che portò alla loro produzione.