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Fondi e acquisizioni 

I singoli fondi principali

Di valore documentario e legate alla funzione intrinseca dei Musei sono le fotografie delle opere d'arte da essi custodite, che ne corredano le schedature. Sono state suddivise secondo le sezioni in cui si articolano i Musei (Archeologia, Pinacoteca, Scultura, Numismatica, Medaglistica, Arti e tradizioni Popolari, Disegni, Stampe, Risorgimento e Resistenza, Arte Moderna).
Il nucleo originario più cospicuo della Fototeca è rappresentato dall' Archivio Friuli , fotografie e cartoline d'epoca dei paesi in ordine alfabetico: panorami, monumenti, opere d'arte, manifestazioni, avvenimenti e quant'altro può riferirsi alla sfera storico-artistica ed etnografica, per un totale di oltre 34.000 immagini alle quali corrisponde quasi sempre un negativo (lastra o pellicola). Vi è compresa una sezione sulla città di Udine suddivisa in vie, palazzi, chiese ed altri luoghi notevoli.
Nato dalla necessità di disporre di un repertorio il più esaustivo possibile dei beni artistici ed in senso più ampio culturali del territorio, ad uso degli operatori del Museo, l'Archivio Friuli è formato da fotografie eseguite per la maggior parte da fotografi friulani (Umberto Antonelli, Tarcisio Baldassi, Attilio e Giuseppe Brisighelli, Silvio Maria Buiatti, Mario Krivec, Pietro Modotti, Giuseppe e Arturo Malignani, Luigi e Carlo Pignat, alcuni dei nomi "storici"; Gianni Borghesan, Elio Ciol, Antonio Seguini, Riccardo Viola, Riccardo Toffoletti, Italo Zannier, alcuni esponenti delle generazioni più recenti), con occasionali presenze di nazionali (Antonio Sorgato, Alinari).
Quasi complementari al Friuli sono l' Archivio Marchetti che documenta le chiese friulane e le opere d'arte in esse custodite, frutto della ricerca dello studioso friulano Giuseppe Marchetti, e l' Archivio Agostino Bruschi relativo alle chiesette votive del Cividalese.
Una delle acquisizioni più importanti è stato l'acquisto dell' Archivio Brisighelli nel 1982 insieme con la Provincia di Udine. Esso comprende gran parte della produzione di Attilio (1880-1966) e del figlio Giuseppe Brisighelli (1914-1988), per un totale di circa 20.000 negativi (pellicole e lastre) e quasi altrettanti positivi contenuti in 40 album a soggetto: dai paesi del Friuli ordinati alfabeticamente all'Udine vecchia, dai castelli e ville friulane alle chiese, dai documenti rari della Biblioteca Comunale ai quadri di collezioni private, dalle manifestazioni popolari al folklore e ai costumi, dai mestieri alla nascente industria, per citarne alcuni.
Si tratta della produzione di uno dei più importanti studi fotografici della città, attivo da inizio secolo agli anni Sessanta. Le foto sono datate solo in piccola parte; ad un certo numero si può attribuire una datazione approssimativa in base agli elementi intrinseci e alle date delle pubblicazioni in cui figurano per la prima volta.
A completamento della documentazione di questa attività si aggiungono le foto già presenti nell' Archivio dei Musei (oltre 3.000), per lo più in stampe originali d'epoca, riproducenti opere d'arte e in buona parte non presenti nell'archivio acquisito.
L'archivio è stato mantenuto nella sua configurazione originaria; una sigla di individuazione del soggetto e un numero sotto ogni foto dell'album rimandano alla relativa lastra (i formati sono vari) o pellicola (per lo più 6x6).
Nel 1992 è stata realizzata un'altra importante acquisizione, sempre in collaborazione con la Provincia di Udine, a prosecuzione dell'opera di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio fotografico locale d'epoca: l'acquisto della produzione dello Studio Fotografico Pignat , molto attivo e noto in città da fine '800 a oltre la prima metà del secolo scorso.
Le immagini sono opera di Luigi Pignat (1862-1915) che privilegiò il ritratto e avviò una campagna fotografica sulle opere d'arte, affiancato dal figlio Carlo (1898-1966) che preferì il fotoréportage, il paesaggio e più tardi l'architettura ecclesiastica.
Al grande pubblico i Pignat giungono anche attraverso le cartoline illustrate della propria produzione o di cui si fanno editori, come nel caso di quelle sui costumi carnici da fotografie di Umberto Antonelli.
E' dunque notevole il valore storico e documentario per molteplici aspetti sia della vita udinese che di quella friulana costituito dall'attività dello studio, di cui sono pervenuti ai Musei 27.000 negativi, (soprattutto lastre, di diversi formati); le foto, anche stampe originali d'epoca, di vari formati, sono conservate nelle originarie buste a soggetto cui si accompagna un elenco-soggettario.
Negli archivi museali erano presenti già circa 5.000 foto Pignat, parte donate dallo studio, parte acquistate nella prima metà del secolo.
La documentazione etnografica presente in Fototeca si è arricchita con le 600 foto eseguite per studio da Lucio Peressi che nel 1988 le ha cedute ai Musei.
Silvio Maria Buiatti (1890-1982), uno dei maggiori esponenti a livello europeo della tendenza pittorica in fotografia, è rappresentato con 350 lastre donate nel 1989 dal professor Tito Maniacco. Paesaggio, nudo e ritratto, in un'atmosfera morbidamente chiaroscurata sono i temi più ricorrenti.
Il Fondo del Torso è costituito dalle donazioni del col. Enrico del Torso avvenute negli anni dal 1942 al 1954: poco meno di quattrocento lastre di vari formati, e quasi un centinaio di immagini cartacee.

Presenze notevoli


Alcuni nuclei interessanti sono contenuti nell'Archivio Friuli o si conservano indipendenti da qualsiasi fondo.
In quattro album sono raccolte le 256 fotografie complessive, eseguite da Antonio Sorgato e dagli Studi Malignani e Missini, a corredo del volumetto di Giuseppe Uberto Valentinis Opere d'arte in Friuli (Collezioni di fotografie) pubblicato a Udine da Bardusco nel 1894. Le fotografie riguardano architetture e oggetti d'arte che sono descritti analiticamente nel catalogo.
Da segnalare la serie di 14 calotipi di cui non si conosce l'autore e di dimensioni grandi rispetto alla norma, recentemente restaurati a cura della ditta Berselli di Milano e in quell'occasione stampati. Sono immagini di Udine: panoramiche, piazza I Maggio e piazza Libertà; della splendida facciata del Duomo di Gemona e di alcune preziose oreficerie in esso conservate, di quello di Venzone, con le oreficerie, e del Palazzo Municipale della cittadina.
Ancora notevole, il nucleo di trenta fotografie (collocate nell'Archivio Friuli) eseguite da Pietro Modotti (1869-1950) intorno al 1920 e relative a castelli e ruderi di castelli, tra cui Castel d'Aviano, Pinzano, Polcenigo, S. Vito al Tagliamento e Artegna.

Acquisizioni minori recenti


Tra i materiali acquistati o ricevuti in dono negli ultimi anni figura un album di foto antiche compreso nel lascito testamentario di Elvina Del Negro (1997). L'album fotografico di famiglia, che si può datare dall'ultimo ventennio dell'Ottocento al primo del Novecento, dal punto di vista museale è interessante per la presenza di fotografie eseguite nei più importanti studi udinesi e perché rappresenta un documento del costume di un'epoca. Nelle raffinate pagine cartonate dell'album in cuoio (recentemente restaurato), alcune impreziosite dal disegno di composizioni floreali, si susseguono ritratti "costruiti" in studio: volti di bimbi, di giovani e di donne, gruppi familiari (sotto ai quali, quasi sempre, è stato scritto a matita il nome) delle famiglie Del Negro e D'Aronco.
E' stata acquistata nel 1996 una serie di fotografie relative alla Ferrovia Pontebbana (offerta da Alfredo Marcon, di origine friulana, già antiquario a Roma): le undici fotografie, di notevole formato (cm 27x35), tutte con didascalia, eseguite nel giugno del 1878 dal celebre fotografo Carlo Naya, attivo a Venezia, che si riferiscono al tronco Resiutta-Chiusaforte della suddetta Pontebbana, scattate un anno prima dell'inaugurazione ufficiale della ferrovia, avvenuta nell'estate del 1879.
Nel 1999 è stata acquistata una novantina di fotografie di formati storici per lo più cartes de visite e "formato Gabinetto", eseguite in studio principalmente da Giuseppe Malignani, Francesco Missini, G.B. Braida, Pietro Modotti, Giacomo Rovere e Luigi Pignat.
Due piccoli ferrotipi documentano una tecnica di cui il museo non possedeva esemplari.
Ancora da valutare e mettere in consultazione, donazioni minori pervenute nel 1997: 140 lastre di fotografie eseguite da Giuseppe Zussino (Taipana 1883-1959), agrimensore, con panorami, familiari ed altro databili dal 1910 al 1930 circa; fotografie (oltre a diplomi e onorificenze) che riguardano il professor Attilio Bonetto (1891-1981), assessore alla cultura e vicesindaco del Comune di Udine eletto negli anni 1951, 1956 e 1960.

Fondi in deposito


Tra gli archivi collocati presso la Fototeca a titolo di deposito il più importante è quello della Società Alpina Friulana (C.A.I.) che comprende 2.409 immagini originali, datate da poco oltre la metà del XIX secolo fino agli anni Cinquanta, di considerevole valore culturale, storico ed in parte artistico; non solo foto di montagna, del Friuli e delle zone contermini, ma anche immagini della pianura, tra cui una serie su Udine, ed un centinaio di interessanti foto eseguite dal Malignani.
Lo studioso Tito Miotti alcuni anni fa ha collocato presso i Musei la ricca documentazione fotografica usata per le sue pubblicazioni sui castelli del Friuli : tratta di immagini reali di castelli e ruderi di castelli e iconografia relativa ricorrente in disegni, dipinti e stampe.
Altri archivi fotografici, per così dire di studio, sono quelli con le schedature di tutte le opere di Giambattista Tiepolo e di Sebastiano Ricci, approntati a seguito della ricerca a tappeto svolta dai Musei in funzione dei convegni di studio e della realizzazione delle grandi esposizioni sui due artisti, rispettivamente negli anni 1970, 1971 e 1975, 1989.
La Società Filologica Friulana ha depositato nel 1992 circa 1.500 cartoline relative ai paesi ed ai costumi friulani risalenti agli anni 1920-30. Risalgono agli anni 1920-30 e sono quasi tutte usate.

ultimo aggiornamento: 05/04/16 - Stampa pagina Stampa pagina

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