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Musei del Castello

 

Colle del Castello
tel +39 0432 1272591
civici.musei@comune.udine.it

Orari di apertura (la biglietteria chiude 30 minuti prima)
1 ottobre - 28 aprile: da martedì a domenica. 10.30 - 17.00
29 aprile - 30 settembre: da martedì a domenica,  10.30 - 19.00
Chiuso il lunedì
Accesso facilitato ai disabili
Sabato, domenica e festivi bus navetta gratuito per salire al Castello
Tariffe
Visite guidate

I Civici Musei di Udine, ospitati dal 1906 in Castello, hanno origine al tempo dell’annessione all’Italia, quando congiuntamente alle raccolte naturalistiche e alla Biblioteca furono aperti al pubblico per la prima volta a palazzo Bartolini. Nel corso del Novecento le raccolte storiche, artistiche, documentarie si sono accresciute consentendo l’apertura di diverse sezioni, caratteristiche di un grande museo di riferimento nel territorio regionale.
Il Museo oggi  ospita:

museoarcheologico

 

MUSEO ARCHEOLOGICO

  

 

GALLERIA D'ARTE ANTICA

 

 

Garibaldi s


MUSEO DEL RISORGIMENTO

 

 

  Il Museo ospita anche il Museo Friulano della Fotografia, la Galleria dei Disegni e delle Stampe, archivi storici e/o fotografici, una fototeca e una biblioteca d'arte.
 


 

Le sale del Castello

Nel piano terra del Castello, (stanza 9, a sinistra) si trovano alcuni affreschi, del 1513, piuttosto rovinati, a causa di antichi restauri; Il Leone marciano ed una Madonna con Bambino tra S. Giuseppe e un S. Vescovo, attribuiti a Pellegrino da S. Daniele. Di epoca più tarda gli stemmi e le figure allegoriche secentesche, ed il paesaggio entro fregio ovale (1672) della parete esterna.

Il Salone del Parlamento

Salone del Parlamento La decorazione del Salone completata nel 1567, presenta nelle pareti maggiori alcune opere pittoriche, con soggetti tratti da fatti della storia antica, sia repubblicana che imperiale, (Curzio si getta nella voragine, Morte di Catone, due scene allegoriche), allusive al ruolo di Udine e del Friuli nel contesto della Repubblica di Venezia. La Partenza delle navi cristiane, l’Assedio al Forte Malgariti, e l’Assedio di Aquileia, invece, si riferiscono alle imprese belliche contro i Turchi del Luogotenente Filippo Bragadin. Tutto l’apparato pittorico in questione fu realizzato da Pomponio Amalteo e Giovanni B. Grassi.

Il monocromo della fascia inferiore raffigurante Il Trionfo dei Cristiani sui Turchi, è di poco posteriore alla battaglia di Lepanto (1571) e in parte fu rifatto da Giambattista Tiepolo, autore anche degli affreschi con Putti sopra gli ovati nelle pareti minori.Il soffitto del Salone del Parlamento è opera di vari pittori e di varie epoche: Giacomo Secanti (1583), Giovani Battista de Rubeis(1788 ca), Innocenzo Brugno e Secante Secanti (sec. XVII)

I dipinti allegorici, nei ventuno riquadri del soffitto, realizzati tra il XVI e il XVIII sec. sono opera di vari autori tra cui Giacomo Secante, Innocenzo Brugno, Secante Secanti e Giovanni Battista de Rubeis. Qui vengono esaltate le virtù individuali, e le arti del trivio e del quadrivio, (si vedano ad esempio, La Giustizia e La Fede). L’iterazione dei soggetti (le ricorrenti allegorie di Venezia e della Giustizia, per esempio), indica una ideazione non unitaria ma lasciata alla fantasia dei singoli committenti.

Per il monocromo sopra la porta dello scalone, raffigurante dei guerrieri ed una donna incatenata, si è fatto il nome di Giambattista Canal, che in quegli anni (1795) operava a Udine.

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Notizia inserita il 24/06/16
ultimo aggiornamento: 07/04/16 - Stampa pagina Stampa pagina

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