MEMORIA E MEMORIE DI PATRIOTI FRIULANI
Musica, teatro, Immagini
Il Risorgimento rappresenta una fase particolarmente importante della storia d’Italia: è il periodo in cui si
forma la coscienza nazionale, in cui si sente il dovere di brandire le armi e rischiare la vita per restituire
l’identità perduta della patria italiana. L’arretratezza economica, sociale e culturale della penisola era
attribuita a secoli di dominio straniero e di assolutismo politico divenuti oramai intollerabili. Tale consapevolezza
si diffuse inizialmente nell’ambito di un ristretto gruppo di persone con idee particolarmente avanzate: attraverso
un’intensa attività di proselitismo, queste riuscirono ad ottenere consensi sempre maggiori, prevalentemente tra i
ceti borghesi e aristocratico-liberali. Le lettere, il teatro, la musica furono alcuni dei canali utilizzati dai
patrioti per diffondere la loro fede politica: lo fecero mossi da un idealismo, una passione ed uno spirito di
abnegazione che mai fino ad allora si erano manifestati con tanta intensità, rendendo possibile la liberazione
d’Italia e la nascita del nuovo stato nazionale unitario.
Anche nella provincia friulana non mancarono intellettuali che misero a servizio la loro vita e la loro arte per
il riscatto della nazione. Ippolito Nievo, Teobaldo Ciconi, Antonio Somma, ne sono un esempio: utilizzarono la
scrittura per appassionare la gente al culto della patria, per coinvolgerla nella vita politica del paese. Gli
attori Gustavo Modena e Adelaide Ristori, due grandi personalità del teatro ottocentesco, contribuirono non poco
ad accrescere le file dei combattenti volontari, interpretando con grande maestria opere di contenuto politico
allegorico. Modena era originario di Venezia, ma legato al Friuli da amicizie e da esperienze militari che lo
videro impegnato come crociato nella difesa di Udine nel 1848; la Ristori nacque casualmente a Cividale da teatranti
girovaghi ma sarebbe sempre stata affezionata al luogo natio.
Il teatro era un importante luogo di socializzazione e di politicizzazione popolare, in grado di attirare la gente
per la vasta gamma di mezzi espressivi. Lo stesso capoluogo friulano ebbe i suoi spazi teatrali, in grado di soddisfare
le esigenze e i gusti di pubblici diversi, da quello aristocratico, come il Sociale (in origine Teatro della Nobile
Società e poi Teatro di Società), più legato alle tradizioni, a quello più borghese ed eclettico, come il Minerva, o
più popolare e leggero come il Nazionale.
Ma anche i caffè e le osterie erano centri in cui, soprattutto nella prima metà del secolo, si organizzavano
cospirazioni e si raccoglievano milizie. Favorivano inoltre la lettura e il commento dei giornali, dove spesso
venivano anche ideati e distribuiti gratuitamente. L’efficacia propagandistica della stampa era tale da indurre
molti patrioti e intellettuali a cimentarsi anche in questo campo. A Udine comparvero, a partire dal 1848, i primi
giornali politici di chiaro spirito libertario, il Giornale politico del Friuli, Lo spettatore friulano, il Friuli,
che non sfuggirono alla censura governativa.
Il sentimento patriottico trovò ulteriore espressione nella musica, in particolare nell’opera lirica, nel canto e
negli inni popolari. Il suo linguaggio universale accese la passione patriottica nelle popolazioni della penisola,
favorendo l’opera di unificazione politica.
L’intento della mostra è quello di offrire degli spunti di riflessioni su un periodo storico ricco di idealità e di
valori di forte attualità, rivisitando il Risorgimento friulano e i suoi personaggi, spesso ancora poco conosciuti.
La prima parte del percorso espositivo è incentrata sulle figure di alcuni patrioti friulani e di illustri personaggi
legati alla provincia udinese che apportarono un contributo significativo alla lotta per la liberazione dell’Italia dal
dominio straniero. Si tratta di scrittori,intellettuali, artisti che con le loro opere e il loro impegno seppero
appassionare gli animi delle giovani generazioni. La seconda parte di sofferma sul periodo postunitario, ancora poco
indagato in Friuli, caratterizzato dalla nascita di un fervido culto della patria e dalla costruzione del mito
risorgimentale, incentrato sull’esaltazione di fatti ed eroi delle guerre d’indipendenza. Si evidenziano le ragioni
fondamentali che spinsero le istituzioni a creare e alimentare tale fenomeno e le strategie per conservare e
tramandare la memoria risorgimentale e, con essa, l’amor patrio.
L’itinerario espositivo si
sviluppa intorno ai seguenti temi:
L’idea di nazione italiana
Ippolito Nievo
Teatro e Risorgimento
Teobaldo Ciconi
Antonio Somma
Gustavo Modena
Adelaide Ristori
Teatro lirico
Il canto patriottico
I caffè e le osterie
L’esperienza risorgimentale: dall’idea all’azione
La costruzione del mio risorgimentale, tra memoria e oblio
Antonio Andreuzzi
Il Museo friulano del Risorgimento
Il Destino del reduce delle patrie battaglie
Percorso espositivo a cura di Tiziana Ribezzi e
Daniela Vedovato
Domenica 5 dicembre
presso la Casa
della Confraternita
alle
ore 15.00
Daniela
Vedovato illustrerà l’itinerario espositivo
Memoria e
memorie di patrioti risorgimentali friulani: Cella e Andreuzzi. Percorsi di
lettura, musica e immagini
.
Casa della Confraternita
Dal 23 Novembre 2004 fino al 6 Gennaio 2005
Orario:
da Martedì a Domenica mattina
mattina: 9.30-12,30
pomeriggi: 15.00-18.00
Referente per informazioni
Tiziana Ribezzi
Conservatore Civici Musei di Udine
e.mail Tiziana.Ribezzi@comune.Udine.it
tel.0432.271976 - Fax: 0432.271982
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