Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, uno dei più importanti
d’Italia, contiene non solo i famosi bronzi di Riace, ma anche una vastissima
scelta dei caposaldi della produzione artistica della Magna Grecia qui raccolti
a partire dagli scavi e dalle indagini condotte nel territorio calabrese
dal roveretano Paolo Orsi dal 1890 al 1924 a Locri, Crotone, Medma,
Hipponion.
La cattedrale di Gerace è considerato il più importante monumento medievale della regione Calabria. Nella cripta, già chiamata in passato “catacombe” per la sua funzione funeraria, ha sede il Museo diocesano di Locri-Gerace che conserva il tesoro della cattedrale, ricco di arredi sacri di vari periodi.
Il Piccolo Museo San Paolo di Reggio Calabria, affidato dal 1972 a una Fondazione, conserva 170 icone provenienti dai paesi balcanici e dalla Russia centinaia di argenti (ostensori, calici, patene e altri oggetti liturgici) e molte altre opere d’arte che spaziano dal periodo gotico al XVII secolo Di particolare interesse una Madonna con bambino in stile gotico francese scolpita su una zanna di ippopotamo. La sezione antica della biblioteca comprende 134 cinquecentine e due incunaboli, nonché alcuni codici, tra cui un manoscritto relativo al Concilio di Trento, un codice copto e vari volumi dal XVII secolo in poi. Nella sezione archeologica sono esposti vasi greci e numerose monete, tra cui un pezzo unico di Taureana (antica città greca danneggiata dalle scorrerie di Saraceni e Longobardi alla fine del VI sec. e distrutta nel 951 da Mori e Cartaginesi).
La parte meridionale della Calabria forma, secondo alcuni studiosi, la più antica Italia. A partire dall’VIII sec. a. C. anch’essa fu interessata dal fenomeno della colonizzazione greca che portò alla costituzione della Magna Grecia. Dopo la caduta dell’impero romano (476 d. C.) la regione fu interessata tra 535 e 553 dalle guerre tra Goti e Bizantini di Giustiniano. In questo periodo si segnala la figura di Cassiodoro, nato a Squillace tra 485 e 490, altissimo funzionario sotto i Goti e poi patrizio bizantino. Accompagnò il papa Vigilio a Costantinopoli per sostenerne le ragioni al tempo della disputa dei Tre Capitoli quindi si dedicò integralmente alla vita religiosa ispirando al sua azione al tentativo di attuare un programma educativo in cui si fondessero gli elementi positivi della cultura dei Goti e di quella dei Bizantini. Perciò fondò nella sua città natale un monastero: la sua passione per la cultura classica, che traspare dalle sue opere, gli fece fondare uno scriptorium in cui numerosi monaci si dedicarono alla trascrizione di molte opere dell’antichità, che poterono così giungere fino a noi. Cominciò allora la seconda grecizzazione della Calabria, dopo quella verificatasi con la colonizzazione greca.
Dal 591 all’847 la regione fu sotto il dominio dei Longobardi che la divisero in due, unendo una parte al ducato di Benevento e l’altra al principato di Salerno. Sotto l’influsso della cultura musulmana, che condannava la rappresentazione del divino in forma umana, nacque nel 726 la così detta iconoclastia con un editto dell'imperatore Leone III (717-741) in cui si dichiarava il culto delle immagini sacre uguale a quello di idoli e se ne ordinava la distruzione nelle chiese. Tale editto rimase in vigore fino all’anno 843, quando in un sinodo si proclamò solennemente il ritorno al culto delle sacre icone.
Nel IX secolo la Sicilia era completamente sotto il dominio degli Arabi, per
cui molti monaci si rifugiarono in Calabria, costituendo la terza grecizzazione
del territorio che appartenne all’impero romano d’Oriente fino al 1060, quando
dal Nord scesero i Normanni.
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