Inaugurazione:
Mercoledì 14
settembre, ore 18.00, Museo del Castello
PresentazioneLa mostra, nata da un’idea di Giacomo Oliva, è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, il Museo Diocesano di Locri – Gerace e il Museo di San Paolo di Reggio Calabria.
Le opere esposte costituiscono un cammino di fede dall’arte bizantina del VII secolo ai nostri giorni. Le preziosissime icone sono state prodotte in Russia, in Grecia, in Bulgaria, a Cipro, in Calabria dal XVI secolo ai giorni nostri. Ancor oggi gli iconografi greci e calabresi si tramandano gli antichi segreti che presuppongono la purificazione individuale, mediante la preghiera e la contemplazione, prima di dar mano alla raffigurazione del sacro, che raffigura immagini incorporee e trasfigurate, come sarà la nostra anima dopo la morte, usando le stesse tecniche e i medesimi pigmenti tradizionali, come l’albume, l’aceto di vino bianco, le terre.
La mostra intende illustrare la presenza ben radicata e diffusa della cultura religiosa di matrice bizantina nell’Italia meridionale e nella Calabria in particolare, che ebbe modo di radicarsi dalla metà del VI secolo d. C., a partire da Cassiodoro, fino al 1060, quando le due chiese d’oriente e d’occidente si divisero, come seicento anni prima si erano divisi l’impero romano d’oriente e d’occidente. Come Cassiodoro, coerentemente con la sua attività politica, si adoperò per fondere la cultura dei Goti e quella dei Romani e salvare la tradizione classica mediante l’indefessa opera dei suoi amanuensi nei prestigiosi scriptoria, così le icone della Calabria ci tramandano la volontà non solo di conservare, ma anche di unire in un’armoniosa coesistenza tendenze diverse.
Il mondo bizantino non è poi così lontano da noi ove si pensi, ad es. che il celebre San Fantino di Calabria è noto anche a Venezia ove un campiello ne conserva il nome e la Madonna Hodigitria ovvero colei che segna la strada era raffigurata anche all’inizio della salita per Castelmonte. Chissà se nell’animo del pio committente vi era consapevolezza del fatto che proprio questa immagine era stata portata in processione dall’imperatore d’Oriente dopo la cacciata dei Veneziani da Costantinopoli, che vi si erano insediati nella seconda crociata, e che quindi aveva acquisito un chiaro sapore antiveneziano.
Dal 14 settembre al 20 novembre
Museo del Castello
tel: 0432 271
591
email: civici.musei@comune.udine.it
Orario: dal martedì al sabato 9.30-12.30 / 15.00-18.00
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