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Restituzioni d'arte della Grande Guerra

Le ferite della guerra

Le ferite della guerra

Pinacoteca del Castello

Visita guidata: 14 ottobre 2006 ore 16.00

La sezione di dipinti predisposta alla Pinacoteca del Castello e dedicata alle restituzioni di guerra si vuol considerare una appendice della mostra sulla Grande Guerra intitolata Le ferite della guerra. Propaganda di guerra, mobilitazione della società, vita di trincea nel primo conflitto mondiale ( 5 ottobre-3 dicembre 2006), che si snoderà nei locali del Castello comprendendo il piazzale, l'atrio d'ingresso, la casa della confraternita e le carceri.

I civici musei di Udine all'indomani del conflitto entrarono in possesso di opere friulane che non appartenevano alle raccolte civiche ma non essendo possibile rintracciare immediatamente i proprietari, in virtù del fatto di essere l'istituzione artistica di natura pubblica più vicina e più a contatto col territorio, il museo della città si è fatto raccoglitore di tale opere pittoriche che del territorio friulano erano parte.

Da Vienna furono restituite alla capitale del Friuli le casse trafugate dal governo austro ungarico ai musei di Udine nel 1918 con monete e oggetti archeologici assieme ad una dozzina di dipinti di impossibile rintracciabilità che trovarono immediata allocazione al museo cittadino.

Il Friuli nella prima guerra mondiale aveva subito parecchi saccheggi e distruzioni che coinvolsero i suoi monumenti. Palazzi e chiese scelti come bivacco al momento della ritirata furono dati alle fiamme con la conseguente distruzione del contenitore e del contenuto. La città di Udine tutto sommato non ebbe molto da soffrire per il suo patrimonio artistico diverso era stato per altri luoghi della "bassa friulana" e della Carnia meno controllabili. A Udine dopo il  disordine provocato dai soldati nella biblioteca si era costituito un comitato predisposto alle questioni artistiche composto da funzionari austriaci e tedeschi e presieduto dal prof. Tiezte eminente storico dell'arte. L'organismo costituito  ebbe il merito di salvare dalla distruzione e dalla dispersione incontrollata gran parte delle opere d'arte della città. Molte opere presero la via di Vienna requisite dalle residenze private abbandonate, dagli uffici e dalle chiese.

Le città spogliate, private dei propri tesori artistici sono una immagine della lacerazione territoriale provocata della guerre. Ferite della guerra sono anche quelle inferte al patrimonio artistico il quale è trattato nei migliori dei casi, quando se ne è compreso il valore, come bottino come oggetto da contrabbandare per saccheggiatori improvvisati. Il patrimonio artistico in periodo di guerra è prima soggetto ai bombardamenti e poi, una volta cessati i combattimenti, alla mercé delle truppe. Sicuramente gli scempi al patrimonio operati durante la prima guerra mondiale attivarono il risveglio degli operatori e dei politici che avvertirono l'importanza e la necessità di preservare il patrimonio della nazione e si ebbero una serie di provvedimenti nei confronti delle opere d'arte. Frutto del ripensamento legislativo della materia furono le leggi sulle cose di interesse storico e artistico del 1 giugno del 1939 e sulla protezione dell'arte emanata il 6 luglio 1940. Quest'ultima legifera sulla protezione delle opere in caso di guerra. Era infatti ancora aperta la ferita inferta al patrimonio nel primo conflitto. Intercorre una differenza sostanziale tra la prima e la seconda guerra nella protezione delle arti. Nel 1940 gli operatori e i politici locali aderendo alle prescrizioni di legge furono solleciti a cercare il modo di proteggere adeguatamente i beni in locali protetti  muniti di guardie armate cosa che non era stata fatta nel 1914.

Alcuni di questi dipinti restituiti fanno parte della esposizione permanente del museo altri provengono dai depositi. In occasione della mostra citata si scoprono alcune delle opere più belle che nonostante le traversie subite grazie agli interventi conservativi si trovano oggi in buone condizioni.

Ai dipinti del XVI e XVII secolo quali la Suonatrice di cembalo già di Pietro Liberi e recentemente attribuita ad Andrea Celesti, l'Adorazione dei Magi realizzata da un artista della cerchia di Jacopo Bassano e una tela rappresentante La Notte di Giorgio Monsuro si accompagnano altre restituzioni d'arte degli anni '20 che fanno parte della esposizione permanente della galleria d'arte antica tra cui compaiono pezzi di notevole pregio in particolare opere di Bernardino Bison e Nicola Grassi.

La visita guidata alle Restituzioni d'arte della Grande Guerra che sarà realizzata il giorno 14 ottobre alle ore 16.00 oltre che sulla descrizione delle opere esposte verterà anche sulla analisi delle vicende attraversate dal patrimonio artistico del Friuli nel periodo del primo conflitto mondiale.

 


 

 

 

ultimo aggiornamento: 04/12/08 - Stampa pagina Stampa pagina

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