
Casa della Contadinanza
Materiali esposti:
Armi, documenti e reperti diversi, diari e lettere di
soldati; santini ed ex voto di soldati, fotografie, videoproiezione.
Tra un affollamento di armi spezzate, filo spinato e immagini di guerra su grande schermo, viene presentata la vita quotidiana dei soldati in trincea, caratterizzata dalla paura e dall’emozione, dalla sofferenza e dalla speranza, dal senso del dovere e della disciplina, che accomunava i militari dei due eserciti contrapposti, uniti dall’uguale tensione emotiva prodotta dalle durissime prove che erano chiamati a sostenere e possibilmente superare.
Vengono descritti ritmi e spazi della vita di trincea, suddivisa nei tempi del combattimento e del riposo, del lavoro e della noia, del pericolo e dell’inazione, della vita e della morte. Immagini di grandi dimensioni aiutano il visitatore a immedesimarsi nello scenario della guerra, mentre brani di lettere e diari, armi, divise, equipaggiamenti e oggetti di uso personale dei combattenti dei due eserciti contestualizzano e riassumono l’ambiente della trincea.
La sezione evidenzia l’estrema precarietà della vita dei combattenti, che in ogni momento potevano cadere colpiti dal fuoco avversario o dalle mille insidie del campo di battaglia, che favorivano malattie e infezioni varie. La scienza medica del tempo assai poco poteva infatti contro le devastanti ferite delle armi da fuoco e l’insidia dei microbi e delle infezioni che portavano con sé. Per superare le ardue prove della trincea i soldati, in grandissima parte non particolarmente motivati sulle necessità del conflitto e costretti a combattere per obbedienza, disciplina e senso del dovere, si affidavano al coraggio, alla fede e alla fortuna individuale, sperando fortemente di uscire indenni da un attacco, un bombardamento, un’uscita di pattuglia…
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