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Aristide Sartorio e la Grande Guerra

Castello di Udine
Casa della Contadinanza
5 ottobre – 11 novembre 2007

Da venerdì  5 ottobre, ore 12.30, all’11 novembre 2007 presso la Casa della Contadinanza del Castello di Udine, nell’ambito dei progetti pluriennali della Regione Friuli Venezia Giulia “Rileggiamo la grande guerra” e del Comune di Udine “Udine capitale della guerra, capitale della pace” sarà aperta la mostra Sartorio e la grande guerra, che presenterà una significativa scelta di opere del grande pittore romano ispirate alla guerra.

Giulio Aristide Sartorio (1860 – 1932) fu vicino  a D’Annunzio e a Michetti e si affermò  grazie al fregio per la nuova Aula del Parlamento italiano,  tra 1908 e 1912. Lo scoppio della prima guerra mondiale  lo colpì profondamente. Volontario,  fu  ferito e fatto prigioniero dagli Austriaci, poté rientrare in patria dopo due anni: si aggregò allora come civile all’ufficio propaganda. Ebbe modo, così,  come altri pittori di eseguire numerosi studi dal vero, ben diversi dalla sua produzione precedente. Le figure non sono più colossali  ma  indistinte, spesso deliberatamente non finite, mentre protagonista pare il gruppo.

Una dimensione populistica  letteraria lo spinge a celebrare il popolo, come portatore  di un intimo epos, per cui la sua produzione artistica del periodo bellico parve a Ugo Ojetti  “il solo documento dipinto sul vero della guerra 1915-1918”.

Nelle sue opere l’itinerario attraverso i luoghi della guerra dal Piave si estende  alle Alpi e alla laguna veneta, lambendo anche il Friuli; esso  documenta la  partecipazione del territorio (con le case e gli alberi, feriti non meno degli uomini) alle sofferenze della guerra.

Le opere della guerra gli portarono nuova notorietà: già nel febbraio del 1918 – mentre la guerra è ancora in corso -  furono esposte alla Scala di Milano, poi  a Roma.
Nel 1923 fu coinvolto nella preparazione della crociera della Nave Italia  per l’America del Sud, per cui ebbe l’incarico di rappresentante dell’arte e di conferenziere culturale, senza alcun compenso ma con il diritto di imbarcare i suoi quadri ed eventualmente di venderli là. La crociera aveva lo scopo di incrementare il commercio con l’America latina, tramite gli emigranti italiani, al fine di rivitalizzare l’economia italiana stremata dalla guerra. I quadri di Sartorio erano cento e occupavano una posizione ragguardevole all’interno delle 600 opere d’arte che la nave imbarcata. Il suo viaggio durò dal 22 febbraio 1924 al 20 ottobre 1925.

Da parte degli emigranti italiani e delle autorità locali l’accoglienza fu trionfale ed entusiastica.
I quadri furono esposti in mostre e una parte consistente fu acquistata da parte di emigranti veneti, che ne fecero dono alla Casa d’Italia. Nel 1999 il Circolo Italiano di San Paolo, divenuto legittimo proprietario dei quadri (rimasti solo 58) decise di porli in vendita. Per merito di varie personalità italiane operanti in Brasile l’intero corpus fu acquistato dall’Istituto Italiano di cultura con l’appoggio del Ministero per gli Affari Esteri italiano.
I quadri rifecero così il percorso all’incontrario creando così la possibilità di una nuova serie di esposizioni, che si sono succedute negli scorsi anni.

Nella  mostra si espone una significativa scelta della collezione, integrata da alcuni bozzetti che furono acquisiti nel 1934 dal Museo del Risorgimento di Milano e di altre opere di proprietà dei Civici Musei di Udine.

Orari

da martedì a sabato: 9.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00
domenica: 9.30 – 12.30
visite guidate su prenotazione
(Uff. didattica 0432 271980)

Informazioni

Tel. 0432 271591
Fax 0432 271982
civici.musei@comune.udine.it

ultimo aggiornamento: 28/04/10 - Stampa pagina Stampa pagina

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