Il restauro del ciclo di affreschi delle Storie del Beato Odorico, reso possibile grazie all’intervento della banca Friuladria e grazie alla collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, costituisce un altro importante capitolo nella storia dell’intervento di enti privati e istituzioni bancarie per il recupero e la salvaguardia di opere d’arte. Restando nell’ambito della chiesa di San Francesco in Udine, si ricorda il sostegno del Gruppo Danieli nel restauro degli affreschi dell’abside maggiore, tra cui si menziona il bellissimo Lignum Vitae.
Grazie a Friuladria, la decorazione della chiesa di San Francesco recupera l’antico splendore e ritorna a nuova vita.
L’importante ciclo ad affresco, staccato a massello, ricollocato in forma provvisoria nella parete nord della chiesa ed ora in deposito presso i Civici Musei, necessita di urgente intervento di restauro avendo subito importanti lacerazioni sia a livello di pellicola pittorica che di intonaco con mancanza di continuità della rappresentazione delle scene causata dalle gravi perdite di frammenti figurativi.
L’intervento prevede le seguenti fasi di realizzazione:
Le Storie del Beato Odorico, cronologicamente databili intorno alla metà del secolo XV, costituiscono una delle più importanti testimonianze della pittura tardo gotica in Friuli, sono state realizzate da un ignoto maestro che appare in possesso di una ancor viva matrice post – vitalesca e di forti reminiscenze trecentesche.
Il ciclo, originariamente ripartito entro due arcate sulla parete sinistra della navata della chiesa di San Francesco, faceva parte della decorazione della cappella dedicata all’omonimo beato, ambiente rifatto nel 1406 e di nuovo ristrutturato nel 1440.
Nel 1938 fu operato lo stacco a massello e dagli anni ‘80 del ‘900 gli affreschi furono depositati in Castello.
Gli affreschi raccontano la straordinaria esperienza del viaggio del frate pordenonese: le prime scene, divise tra i due arconi, e localizzati nella parte superiore, illustrano la tragica fine di quattro confratelli che precedevano il Beato nel pellegrinaggio verso oriente. Arrestati e interrogati dalle autorità di Thana, superano indenni un'ordalia, ottenendo il rilascio grazie alla pressione popolare; vengono tuttavia raggiunti da sicari e uccisi. La sezione mediana dei due arconi è dedicata all’arrivo di Odorico a Thana, al recupero delle spoglie dei confratelli martiri e al tentativo da parte di alcuni “bravi” di assassinare il Beato per mezzo di un incendio doloso. Odorico prosegue indenne il viaggio e supera in mare un drammatico calo del vento che impedisce la navigazione, gettando in acqua una delle ossa dei frati uccisi e miracolosamente i venti riprendono a soffiare.
Le successive scene descrivono l’arrivo a Canton e narrano il miracolo compiuto dal Beato post – mortem, con la guarigione del dito del mugnaio Giovanni da Cordovado che si reca successivamente presso la tomba di Odorico portando in dono un cero. Al centro del secondo arcone è rappresentata anche una gradevole Madonna con bambino assisa in trono.
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