La città di Udine assume un ruolo centrale nella regione quando alla fine del sec. XIII diviene, con maggiore continuità, la sede del patriarcato di Aquileia trasferitasi da Cividale al Castello di Udine.
La presenza del Patriarca conferisce prestigio alla città e contribuisce anche alla sua crescita culturale, economica e demografica.
Verso la metà del XIV sec. si assiste a un rinnovamento artistico e culturale sotto l’egida del grande patriarca Bertrando da S. Geniés il quale, in seguito al disastroso terremoto del 1348, chiama a Udine, per dipingere la cappella maggiore e quella di S.Nicolò in Duomo, Vitale degli Equi meglio conosciuto come Vitale da Bologna, uno dei maggiori interpreti della pittura tardo – gotica italiana.
Accanto alla rinascenza culturale, Bertrando intraprende una politica di ripristino dell’autorità delle istituzioni patriarcali con una robusta offensiva militare e politica sia contro i nemici esterni (Caminesi e Goriziani in primis) che contro quelli interni (la maggioranza delle famiglie nobiliari friulani, tradizionalmente ostili ad ogni tentativo di controllo centrale). La politica di rafforzamento, dopo brillanti vittorie militari (a Braulins nel 1336), subisce una battuta d’arresto a causa dell’agguato presso san Giorgio della Richinvelda (1350) dove il seguito armato del patriarca viene aggredito dalle milizie dei nobili avversari e l’anziano Bertrando viene ucciso.
Il successore Nicolò di Lussemburgo, fratello dell’imperatore Carlo IV (che soggiornò più volte a Udine con il suo numeroso seguito tra cui vi era anche Francesco Petrarca), rafforza i legami culturali e politici con la città di Praga.
La violentissima repressione seguita all’assassinio di Bertrando e attuata da Nicolò non fa tuttavia che procrastinare il lento e inarrestabile declino dello stato patriarcale sempre più schiacciato tra le pressioni militari della casa d’Asburgo e l’espansione dello stato veneziano. In tale clima politico soprattutto a Udine cresce l’influenza del partito filoveneziano capeggiato dalla potente famiglia dei Savorgnan che, approfittando della divisione tra le varie famiglie nobiliari regionali, favorisce le manovre della Serenissima.
Lo scontro tra le due potenze europee si risolve drammaticamente nel 1420 con l’occupazione di quasi tutto il territorio friulano da parte delle truppe veneziane che il 6 giugno costringono anche Udine alla resa.
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