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Praga. Da una Primavera all'altra 1968–1969

23 maggio >> 30 agosto 2009
Ex Chiesa di S. Francesco

Alla vigilia del semestre di presidenza dell'Unione Europea da parte della Repubblica Ceca, per ricordare e documentare il 40° anniversario della promettente stagione della Primavera di Praga, sarà la grande storia ad essere al centro della prossima mostra allestita nell’ex Chiesa di San Francesco, con la mostra Praga da una primavera all’altra. 1968-1969, un percorso espositivo curato da Annalisa Cosentino.
La mostra evoca con immagini fotografiche documentarie e d'autore i fatti storici e la partecipazione civile; traccia il ritratto dei protagonisti; presenta testimonianze, fotografie, manifesti, volantini e documenti provenienti da archivi pubblici (ad esempio l'Archivio di Stato della Repubblica Ceca, la Biblioteca-Museo Libri Prohibiti, archivi regionali cechi, l'archivio dell'Università di Bologna, l'archivio del Teatro Na zábradlí) e privati, alcuni dei quali sono per la prima volta esposti al pubblico.praga

L'esposizione è completata dalla proiezione di un film documentario di circa 45 minuti basato su materiali filmati - provenienti dagli archivi della Rai, della ?eská televize e della Cineteca Nazionale ceca - e interviste inedite: ad esempio a Pietro Ingrao, Rossana Rossanda, Enzo Bettiza e altri.
Il percorso espositivo è inoltre arricchito da opere d'arte provenienti dalla Galleria Nazionale di Praga. Immagini e documenti sono accompagnati da un commento mai secco e oggettivo, ma partecipato e argomentato: una riflessione suggestiva, costruita attraverso una rilettura attuale e approfondita che prende corpo da testimonianze inedite e da trasfigurazioni letterarie. Non mancano contributi provenienti da altri e diversi linguaggi artistici: pittura, scultura, poesia, satira, illustrazione.

Il racconto si snoda seguendo un percorso articolato in quattro sezioni:

  • una premessa che racconta i presupposti culturali della Primavera;tombapalach
  • la Primavera delle riforme e l'addensarsi della tempesta;
  • l'invasione armata nell'agosto 1968 da parte degli eserciti di cinque dei paesi che aderivano al Patto di Varsavia;
  • la successiva progressiva -normalizzazione-: da una primavera all'altra, 1968-69.

I pannelli si susseguono in ordine cronologico-tematico; ciascuno di essi è dominato da fotografie d'autore e commentato con frammenti letterari; il racconto è circostanziato inoltre con fotografie documentarie spesso inedite.
Le fotografie sono per la maggior parte in bianco e nero. Una breve cronologia ricorda i principali fatti storici. Brani tratti dal diario inedito di Virgilio Tosi, un documentarista e giornalista italiano testimone degli eventi dell'agosto, forniscono informazioni utili a comprendere meglio alcuni eventi dell'agosto. Al centro di tutto un’installazione, che riproduce un muro di Praga costellato di scritte e volantini, rappresenta la reazione della popolazione all'occupazione armata, che fu spontanea, intensa e non violenta, ma intessuta di argomenti e di parole.

Ad aprire in grande stile, il 22 maggio alle ore 10,00 nella sala Convegni di palazzo Antonini, una tavola rotonda dal titolo Praga senza primavera, organizzato dal dipartimento di Lingue e civiltà dell’Europa centro-orientale dell’ateneo friulano in collaborazione con il Dipartimento di Lingue e Letterature Anglo-Germaniche e Slave dell’Università degli Studi di Padova,  per affrontare anche temi riconducibili proprio ai vent’anni successivi alla conclusione della stagione della Primavera di Praga: un approfondimento del percorso di ricerca che ha portato alla realizzazione della mostra.

Il CSS – Teatro stabile di innovazione del FVG, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, presenteranno inoltre un racconto teatrale e suggestioni letterarie sulla primavera di Praga. Il progetto, realizzato da Rita Maffei con la consulenza di Annalisa Cosentino, prevede un intervento teatrale all’interno degli spazi espositivi della mostra. Il racconto teatrale accompagna un gruppo di spettatori lungo i pannelli espositivi nelle pagine storiche e letterarie che illustrano i presupposti culturali della Primavera di Praga, per poi immergersi nelle tragiche vicende dell’agosto 1968 e quindi scorrere lungo gli anni che sono seguiti fino al 1989, coniugando le parole e le immagini esposte con le suggestioni letterarie tratte da testi dei più importanti autori – da Kundera a Hrabal, da Havel a Havlícek.
La forza delle parole di coloro che, attraverso la letteratura, il teatro e le arti figurative, ebbero modo di far sentire la propria voce, il proprio dissenso negli spazi della cultura prenderà corpo all’interno della mostra, in una performance concepita con l’intento di evocare la potenza espressiva dell’arte e della cultura, chiamate all’impegno civile dai drammi della storia.

carrozzinaLa promettente stagione della Primavera di Praga e la sua tragica conclusione con l'invasione armata nell'agosto 1968, con l'inizio della cosiddetta normalizzazione nei primi mesi del 1969: è lungo questo percorso spazio temporale che  la mostra, con intense immagini fotografiche e interessanti e inediti documentari, racconta i cambiamenti politici e sociali intervenuti nel giro di un anno, da una primavera all'altra, anche in un'ottica italiana.
In Italia gli eventi cecoslovacchi ebbero infatti una eco specifica che si rifletté tra l'altro in una crisi della sinistra.

ultimo aggiornamento: 26/06/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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