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LA PINACOTECApianta pinacoteca

Aperta ufficialmente nel 1866, con materiale in larga parte proveniente da confische agli enti religiosi, si è successivamente arricchita con generose donazioni e acquisti. Costituisce il primo nucleo, ottocentesco, delle raccolte museali e documenta lo svolgimento della pittura in Friuli dal Trecento alla metà dell’Ottocento.

L'itinerario si snoda in 13 sale offrendo un panorama della pittura friulana veneta con significativi riferimenti alle scuole o ai maestri dell'arte italiana fra XIV e XIX secolo.

Il periodo gotico è rappresentato dagli affreschi Perusini, con scene di caccia e di vendemmia ed alcune dame e cavalieri in conversazione, e dalle Scene dalla Guerra di Troia dell’antica loggia comunale.

La sezione quattrocentesca è arricchita dalle opere del Bellunello (si veda Il Leone di S. Marco e le insegne della città di Udine), di Domenico da Tolmezzo (Pala di Santa Lucia), e di Vittore Carpaccio (Il sangue di Cristo).
Appartengono al Cinquecento opere di autori importanti come Pellegrino da San Daniele (la Consegna del pastorale a S. Ermacora e l’Annunciazione), Giovanni Antonio Pordenone (Madonna con Bambino) e il suo allievo Pomponio Amalteo (Deposizione e Ultima Cena).
Il Rinascimento è largamente rappresentato dagli affreschi del Salone del Parlamento che fanno parte dell’iter espositivo della Galleria (freschi di Amalteo e del Grassi).
Molto nutrita è la parte dedicata al Seicento e Settecento, da Palma il Giovane a una celebre Estasi di S. Francesco,  per cui, anche alla luce di recenti restauri, si è proposto il nome del grande Caravaggio. Anche i due maestri Antonio Carneo e Sebastiano Bombelli, che caratterizzano il Seicento friulano sono degnamente rappresentati: del primo si segnalano Il Giramondo, l’Autunno e l’Inverno, ritratti vivaci e spregiudicati nell’invenzione. Di Bombelli sono esposti tre splendidi autoritratti, testimonianze del suo talento apprezzato dalle corti europee. Spicca poi la sezione dedicata al grande Giambattista Tiepolo e al figlio Giandomenico.
Chiudono l’esposizione la sala dedicata alla pittura del carnico Nicola Grassi, attivo a Venezia e in Friuli e quella dedicata all’Accademia in cui insegnò l’udinese Odorico Politi tra cui segnaliamo, una splendida Modella e un felice Autoritratto.
Per quanto riguarda l’Ottocento, si ricordano la Scena Stregonesca e il Paesaggio di Bernardino Bison, e numerosi dipinti di Odorico Politi.

ultimo aggiornamento: 08/09/10 - Stampa pagina Stampa pagina

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