La pittura del Trecento, in Friuli, è caratterizzata dalla presenza, fino alla metà del secolo, di maestranze bolognesi e riminesi che si rifacevano alla lezione padovana di Giotto. Nel 1348, grazie all’arrivo a Udine di Vitale da Bologna chiamato dal Patriarca di Aquileia a decorare la cappella maggiore del Duomo cittadino, tutta la produzione artistica locale verrà influenzata dallo stile discorsivo del pittore bolognese.
In questa sala si segnalano i resti di un affresco rinvenuti nel 1982 al piano terra di Palazzo Manin, dove anticamente era sita la trecentesca sede del Comune, di proprietà dello Stato in deposito presso i Civici Musei. Rappresentano scene di combattimento ispirate alla Storia di Troia: è stata individuata la raffigurazione dell’uccisione di Cassibilante, figlio illegittimo di Priamo, da parte di Tolias, cugino di Achille. Cronologicamente riferibili all’ultimo quarto del XIV sec., sono presumibilmente opera di due maestri, il primo ancora fortemente legato alla produzione pittorica trecentesca locale, il secondo più legato ai moduli della pittura emiliana come denunciano gli scorci dei cavalli, una narratività più sciolta e una plasticità più accentuata. Forte appare comunque, l’impronta della miniatura lombardo- provenzale.
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