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Sala 2 CALENDARIO / Feste e riti dell'anno.

Tempi dell'anno_Lunario_Carnevale > Video “Carnevale in Friuli”

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In questa stanza si è voluto legare il tema dello scorrere del tempo ad un preciso spazio/tempo, quello cioè delle feste e dei riti.

Essi possono essere compresi solo nella dimensione ciclica in cui sono inseriti e l’installazione di un calendario rotante al centro della stanza ha proprio quest’intenzione.

Tempi dell'anno

Fra sacro e profano in Friuli le feste manifestano tradizioni che si sviluppano su consuetudini interetniche, caratteristiche di un territorio di confine. I momenti di maggiore intensità coincidono con i periodi astrologi importanti: solstizi ed equinozi.
In inverno i diversi riti del calendario liturgico e civile prendono avvio con i Santi portatori di doni, come S. Nicolò e S. Lucia, proseguono con l’Avvento, il Natale, il ciclo delle dodici notti fino all’Epifania. Ricorrono alcuni tratti peculiari: le questue, gli omaggi, i cibi particolari, i divieti, le benedizioni. Questo è il tempo in cui si preannuncia la rinascita del sole, dal quale dipende la fertilità della terra. Fuochi rituali e pronostici intendono favorire e propiziare il rinnovarsi del ciclo della natura allontanando i pericoli.

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Orientativamente tra l’Epifania e le Ceneri prende avvio il periodo del carnevale, tempo del grande teatro di piazza in cui sovvertimento di regole, trasgressione dal quotidiano, inversione di ruoli, travestimenti e scherzi animano la festa contrapponendosi all’ordine successivo posto dalla Quaresima. L’aspetto più caratteristico è la contraffazione di sé, sia come travestimento che attraverso l’utilizzo della maschera a copertura del volto secondo tipologie arcaiche svariate. La maschera lignea è tipica delle zone di montagna ed ha spesso tratti grotteschi, esagerati nei particolari e nei colori, quasi a far riaffiorare tratti demoniaci. Le maschere o non parlavano o emettevano voci inarticolate e grida festose, perché non si poteva riconoscere il travestito per non annullarne i poteri magici. Ai coscritti in molte località era delegato il compito di animare le manifestazioni carnevalesche, che quasi ovunque si chiudevano con il processo e il sacrificio (spesso il rogo) del fantoccio del carnevale.

L’inizio della primavera è ricca di simbologia legata alla rigenerazione. Ai momenti liturgici con la Quaresima e le feste mobili, Settimana Santa, Pasqua, Ascensione, Corpus Domini, accompagnati dalle peregrinazioni rogazionali e contraddistinti da atti devozionali comunitari e di religiosità popolare, si affiancano i riti di gioventù. Nell’estate le notti “magiche” sono comprese fra San Giovanni e i Santi Pietro e Paolo, quando la natura si manifesta nel massimo splendore. Ritornano i riti dei fuochi, le donne raccolgono le erbe medicamentose, si rifanno predizioni.DSC_395

Fra vierte e sierade, inizio e chiusura dei lavori, si contano numerose feste estive fra cui processioni votive in laguna, fiere e sagre nei paesi, spesso coincidenti con commemorazioni patronali e mariane. Ringraziamento per i raccolti della stagione e ricorrenze dei defunti con offerte alle anime purganti segnano l’autunno nell’eterno ciclo calendariale.

 

 

ultimo aggiornamento: 06/08/10 - Stampa pagina Stampa pagina

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