La proposta espositiva prevede una rotazione dei costumi. La galleria attuale privilegia indumenti femminili che hanno conservato maggiormente i tratti o alcune peculiarità della tradizione; le donne, rispetto alla mobilità maschile dovuta all’emigrazione, più a lungo hanno trasmesso consuetudini familiari e la volontà di esibire i segni identificativi di un’appartenenza comunitaria.
Dall’abito funzionale al lavoro contadino, alle varianti della veste festiva, dall’abito di nozze, che accompagnava una vita, alla ritualità del lutto esibito nel vestire, si comprende come l’abbigliamento, meno effimero di quanto si pensi, fa tutt’uno con la persona. Gli accessori (fazzoletti, grembiuli, calze e calzature) sono elementi intercambiabili; gli ornamenti (dai gioielli ai nastri, fino alle acconciature e alle rifiniture di diverso pregio) vengono a sottolineare lo stato e l’autorevolezza della donna, come sottolineano il gusto della ritrattistica e delle fotografie “in posa” alle soglie del ‘900.
Oltre alla galleria di abiti sono presenti approfondimenti tematici ed espositivi, su alcune parti dell'abbigliamento e i suoi accessori: velo da testa, grembiule, fazzoletto da collo e da spalle, gioielli, calze, calzature.
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