Il culto popolare si è sempre affidato ai Santi, figure tutelari riconoscibili attraverso un’articolata iconografia.
Essa spazia da dipinti e affreschi (entro cappelle ed edicole, sui muri), a sculture fino a stampe e stampine conservate e affisse sulle mura domestiche.
I Santi Patroni sono presenti nel calendario adottato dalle diverse comunità, che dedica loro processioni, feste, consuetudini; ad essi sono associati proverbi e modi di dire mentre i nomi ricorrono nella toponomastica. Il Santo, oltre ad essere il protagonista di una parte del patrimonio di narrazione orale è una figura invocata nei momenti del quotidiano e nelle fasi della vita.
Uno dei modi più concreti per entrare in contatto con il Santo è la reliquia.
Il fenomeno del culto delle reliquie si andò rafforzando a partire da Carlo Magno, con leggi che disponevano l’inserimento dei resti sacri negli altari.
In questo modo si ebbe una vera e propria cristianizzazione dello spazio. Il tutto si rafforzò,oltre che con il pellegrinaggio, anche con la forte mobilità di alcuni tipi di reliquie, soggette a moltiplicazioni, commerci, scambi, ma anche a furti, sottrazioni e traslazioni.
Nella sala, oltre a statue e dipinti, abbiamo alcuni esempi di reliquiari, oggetti spesso custoditi in luoghi specifici e partecipi del valore taumaturgico della stessa reliquia.
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