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Omaggio al Friuli

Lea D’Orlandi, artista ed etnografa

a cura di Tiziana Ribezzi

Museo Etnografico del Friuli
Palazzo Giacomelli,
Borgo Grazzano 1, Udine
Tel. 0432 271920

19 maggio  >> 31 agosto 2009

Lea D'Orlandi

Negli ultimi anni il Museo si è operato in modi diversi per testimoniare la stima verso personalità che hanno contribuito a fondare e far crescere le raccolte civiche e del Museo etnografico udinese in particolare; sono state occasioni per comprendere le ragioni e le forme del collezionismo, la rete e gli intrecci degli studi, l’evolversi dell’approccio verso la cultura tradizionale friulana.
Lea D’Orlandi, figlia dell’ottocento, lucidamente aperta a comprendere le innovazioni anche contraddittorie del nuovo secolo, testimone di eventi drammatici (le guerre che colpiscono dolorosamente la famiglia con l’incendio della casa di Faedis, la lunga inutile attesa per il ritorno del fratello minore dalla Russia e la successiva morte del padre), capisce che i modi e i tempi della vita si trasformano, cessano consuetudini consolidate che da patrimonio consapevolmente vissuto dalla comunità diventano memoria. Ed è questa memoria, esperienza di generazioni, che vuole raccogliere, nel rispetto dell’autentica testimonianza, nella collezione di voci diverse.
La Panarie La cura della formazione culturale, la curiosità, la passione, la versatilità espressiva contraddistinguono i molteplici interessi che Lea D’Orlandi inizia a coltivare fin dagli anni giovanili proseguendo nell’impegno a periodi alterni, come illustra la vasta bibliografia a partire dal 1912 fino alla morte e oltre, grazie al lavoro di Novella Cantarutti che ha proseguito a farne conoscere lo spessore della ricerca.
Ma l’esperienza artistica - pittorica e grafica -  la scrittura, l’analisi etnografica trovano una continuità e un comune spirito nella volontà di dare immagine, espressione e significato, lontano da folklorismi, allo spessore e all’identità  di una terra osservata, indagata e prediletta.


Lea D'Orlandi Lea (Udine, 1890 – 1965) e Fides (Udine, 1894 –  Trieste, 1957) D’Orlandi crescono in una famiglia agiata, sensibile ed entusiasta, aperta ad accogliere frequentazioni, idee e ad appoggiare attitudini come l’inclinazione artistica dimostrata dalle due giovani. Fra Faedis, nell’amata villa di campagna – tema ricorrente nella produzione di Lea – e Udine, la casa di via delle Erbe che si affaccia su piazza San Giacomo, si susseguono gli anni della formazione, con studi, dopo il diploma magistrale, presso l’architetto Antonio Measso che le prepara all’esame di ammissione all’ Accademia di Belle Arti a Venezia istruendole nella costruzione prospettica. La peculiare sensibilità pittorica di Umberto Martina e Antonio Gasparini, guida  le sorelle verso congeniali scelte pittoriche, lo studio dal vero, il ritratto, nella personale attenzione verso la natura.
Lea D'Orlandi Durante l’occupazione austro-ungarica la famiglia lascia il Friuli e si trasferisce a Firenze; qui i D’Orlandi trascorrono  il 1917-‘18 in una villa all’Antella ove vive la famiglia del cugino Olinto Marinelli, titolare della cattedra di geografia all’università. E’ un periodo intenso per la formazione e i contatti. Le due ragazze frequentano presso l’Accademia fiorentina i corsi di incisione di Emilio Mazzoni-Zarini e di Celestino Celestini e questa espressione artistica, particolarmente congeniale, verrà sempre esercitata in sinergia,  alternando acqueforti all’illustrazione.
Fides, nel 1927, sposa l’architetto Raffaello Battigelli, di cui ha conosciuto a Firenze la sorella Marina, delicata disegnatrice, e si trasferisce a Trieste collaborando con il marito senza abbandonare  l’attività pittorica avvertita quale “professione”. Lea rimane a Udine e prosegue attiva e versatile la pratica artistica, la pittura ad olio, il prediletto pastello e la raffinata miniatura su avorio e pergamena, coniugandola ad altri interessi. Lea D'Orlandi
Partecipa a rassegne, organizza eventi e si dedica alla redazione di testi per lo più in lingua friulana, poetici, letterari e per la rappresentazione teatrale. Animatrice instancabile all’interno della Società Filologica Friulana, cui aderisce fin dalla sua costituzione nel 1919, approfondisce sistematicamente la ricerca folklorica sia con Gaetano Perusini nell’esemplare lavoro sul costume popolare friulano che nella individuale documentazione degli usi, delle credenze e delle costumanze tradizionali locali. Durante la buona stagione, percorre il Friuli e raccoglie presso una rete di informatori testimonianze popolari, alla base dei contributi della sua folta bibliografia. Negli ultimi anni si opera, sempre a fianco di Perusini, per la nascita del Museo friulano delle arti e tradizioni popolari.

ultimo aggiornamento: 20/05/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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