Il pittore Antonio Gasparini: uno sguardo sulla famiglia D’Orlandi.
La vivace famiglia D’Orlandi è ritratta dal fraterno amico e maestro Gasparini che prepara le giovani Lea e Fides alle tecniche pittoriche, all’arte incisoria e alla miniatura su avorio.
Lea e Fides D’Orlandi: l’arte come passione condivisa.
Dopo la comune formazione, gli affetti e i luoghi famigliari, l’attenzione per la terra prediletta costituiscono i temi della pittura delle giovani artiste che pur collaborando a lungo perseguono un personale cammino artistico.
Temi d’artista: il Friuli dei pittori.
Il paesaggio, l’alternarsi delle stagioni, i ritmi della natura, gli scorci di vita rurale e l’autoritratto sono soggetti che ispirano Lea e diversi autori che sulla tela traspongono un particolare sguardo sul Friuli (Giuseppe Barazzutti, Giovanni Pellis, Marcelliano Canciani, Marco Davanzo, Alice Dreossi).
La grafica: acqueforti e illustrazioni.
Lea e Fides cooperano nell’opera incisoria. Le acqueforti, fra cui spicca il Trittico delle campane, si ispirano al paesaggio della nativa Faedis e agli scorci prediletti di Udine. Fides illustra il corredo di immagini per i testi teatrali della sorella. Anche il fratello minore, Ettore, è valido silografo e si dedica, come le sorelle a disegnare le copertine di “La Panarie”.
Lea D’Orlandi etnografa.
Fin da giovane, Lea D’Orlandi si accosta al mondo della tradizione popolare friulana di cui per tutta la vita raccoglie attraverso inchieste sul campo testimonianze su leggende, miti, proverbi, filastrocche, credenze e consuetudini.
Costumi popolari friulani: la collaborazione con Gaetano Perusini.Con lo studioso, la D’Orlandi avvia la ricerca, lo studio e la raccolta degli elementi del costume popolare friulano a Poffabro, nel cividalese e in Carnia. I manufatti figurano fra le raccolte del museo, i saggi costituiscono un riferimento metodologico fondamentale nell’analisi della storia dell’abbigliamento tradizionale
I coscritti: una ricerca inedita di Lea D’Orlandi.
Fra il ricco materiale inedito, emerge il capillare lavoro intorno alla coscrizione friulana, con la raccolta dei motti in 231 località friulane, corredate da testimonianze sugli usi, schizzi, disegni e alcune fotografie.
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