Il nome di Gerolamo Venerio (1777-1843) è per lo più noto agli udinesi in quanto il largo che si trova dietro la chiesa di S. Francesco porta il suo nome. Questo illuminato concittadino aveva infatti in contrada Savorgnana l’abitazione di città con annesso osservatorio scientifico dove si applicava nei suoi studi ed esperimenti.
Fu Fabio Asquini (1726-1818), fondatore nel 1762 della Società Pratica di Agricoltura ad incoraggiare agli studi meteorologici. il giovane Girolamo con cui condivideva una rigorosa formazione, un metodo di ricerca scientifica e ponderazione umanistica, l’intento di far concorrere al progresso entrambe le discipline. La loro era una generazione che viveva forti cambiamenti ma che credeva che scienza, fede e filantropia potessero concorrere al benessere comune e incontrarsi in aiuto dei più deboli in un periodo in cui la miseria - nei primi decenni dell’ottocento - attanagliava le campagne friulane. La posizione agiata, derivante anche dalle proprietà di famiglia presso la villa di Felettis, consentiva in particolare a Venerio di dedicarsi ai suoi studi.
Le Osservazioni meteorologiche fatte a Udine e nel Friuli. nel quarantennio 1803-1842, pubblicate postume da Giambattista Bassi nel 1851, riferiscono pressione e temperatura dell’aria, piovosità, venti, stato del tempo, registrate quotidianamente a orari fissi. La serietà e la precisione applicati da Venerio rendono comparabili quei dati con le misure attuali: un privilegio questo di cui poté e può avvalersi solo la nostra regione e di cui si avvantaggiò anche la ricerca postunitaria che annoverò tra gli artefici anche Marinelli e Malignani.
I dati climatologici raccolti da Venerio, già importantissimi, furono integrati dalle osservazioni sulla vegetazione delle piante in rapporto all’andamento stagionale, dai dati sui tempi e sulle temperature necessari per la maturazione del frumento, della vite, del gelso, tanto per citare alcune colture. Venerio lasciò ai poveri, ingente parte del patrimonio famigliare e, grazie a questa donazione, fu possibile avviare la costruzione della Casa di Invalidità e vecchiaia in Largo delle Grazie.
Gli strumenti che il Venerio acquistava all’estero o spesso fabbricava e utilizzava nei suoi studi sono in parte pervenuti fra le raccolte del Museo e ora per la prima volta esposti a ricordare l’impegno e l’abnegazione di un illustre udinese dell’Ottocento.
Iniziando con questa esposizione il Museo Etnografico del Friuli intende riproporre per il periodo estivo piccole esposizioni tratte da nuclei collezionistici e raccolte museali con particolare attenzione al materiale legato agli eventi risorgimentali.
Ingresso a pagamento con biglietto d'accesso al Museo Etnografico
Informazioni:
Museo Etnografico del Friuli
Palazzo Giacomelli, borgo Grazzano
Tel. +39.0432.271920
Fax: +39.0432.271907
museoetnografico@comune.udine.it
Orario di apertura al pubblico:
da martedì a domenica
10.30 – 17.00
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