Narratore epico e controcorrente, ha scritto una vera epopea della gente friulana, oltre che di popoli sfortunati e senza patria: l’istriano, il cosacco, lo zingaro, l’ebreo. E’ autore di una trentina fra romanzi, volumi di racconti e di saggi. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra i quali, due volte, il Supercampiello rispettivamente con Il trono di legno e con La conchiglia di Anataj, lo Strega, con L’armata dei fiumi perduti, il Napoli, con Il Caldèras. Fra le altre opere, il vento nel vigneto, La poltrona, La notte del ragno mannaro, La luna color ametista, Regina di Saba, Gli dèi torneranno, La carrozza di rame, La contrada, L’ultima valle, La fontana di Lorena, La foiba grande, La malga di Sìr. A temi biblici sono ispirati i Racconti della terra di Canaan. Due le biografie romanzate: Marco d’Europa, su Marco d’Aviano, e Il filo di seta, sul beato Odorico da Pordenone. Negli scritti d’arte, pubblicati sul quotidiano Messaggero Veneto, nelle presentazioni e nei cataloghi di autori contemporanei, Sgorlon contesta sperimentazioni, avanguardie, astrattismo e sostiene la necessità di un ritorno a linguaggi figurativi.
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