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Luciano Ceschia (Tarcento, 1926 - Udine, 1991)

Si accosta alla pittura frequentando lo studio di Tiziano Turrin a Tarcento, quindi nel 1943 è allievo a Udine di Antonio Franzolini che gli insegna i principi della modellazione e le tecniche della ceramica. Prigioniero durante la guerra in Germania, dal 1945 al 1947 frequenta i primi anni del Liceo Artistico a Venezia. Esordisce con figurazioni dai profili taglienti ed esasperanti, tra espressionismo e realismo. Nel 1962 espone alla Biennale veneziana la "Grande porta di Hiroshima in ceramica: in questi anni si concentra sul motivo della figura cerchiata, geometrizzante, accentuando l'aspetto dinamico della composizione. Realizza sculture su temi ricorrenti (soli, gong, sfere, dischi) utilizzando materiali eterogenei (bronzo, marmo, pietra, lamiere di ferro), con valenze materiche di ascendenza informale. E' attivo come medaglista, nella ceramica, e realizza anche opere su scala monumentale (Monumento alla Resistenza a Cividale del Friuli, 1975). Oltre alle sfere, lungo gli anni Ottanta sviluppa il tema della verticalità abbinato alla circolarità cilindro. Molte sue sculture decorano spazi architettonici (Casa Cecotto, progettata da D. Bortolotti; Palamostre, arch. G. Avon etc.).

Nota bibliografica

Luciano Ceschia. Medaglie, catalogo della mostra, a cura di M. Buora, Arti Grafiche Friulane, Udine 1991 (con bibliografia precedente).


 


 

ultimo aggiornamento: 14/10/08 - Stampa pagina Stampa pagina

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