Compie le sue prime esperienze pittoriche da adolescente presso lo studio
di Fred Pittino. Frequenta il liceo artistico a Venezia dal 1945 al 1949 e qui
trae profitto dall'insegnamento di De Luigi e Maioli. Rimane colpito, nella
Biennale del 1948, dalla sala di Picasso e dalla retrospettiva di Gino Rossi,
maestri a cui Ciussi fa riferimento durante l'intero ciclo delle sperimentazioni
figurative. La corrispondenza formale verso il modello viene superata nel
biennio 1960-62 quando l'artista lavora sul tema della natura morta. Ha così
inizio quel processo che lo affrancherà, attraverso l'analisi strutturale
dell'oggetto, dalla realtà fenomenica a favore della pittura stessa. In questi
stessi anni Ciussi frequenta Afro e Giuseppe Marchiori: sperimenta il linguaggio
segnico e materico ma sostanzialmente esaurisce la sua lettura dell'Informale.
Partecipa alla Biennale del 1964 esponendo cinque opere nella sala XXXIII
assieme a Mario Nigro: in questa occasione è evidente il superamento delle
istanze gestuali in favore di una decantazione monocroma della materia dalle
ascendenze manzoniane. Di quegli stessi anni è anche il trasferimento di Ciussi
a Milano, favorito anche dall'apertura della Galleria Stendhal dell'amico Italo
Furlan: l'artista prende studio in piazza Sant'Alessandro. Mutano anche le opere
che, ora, sono contrassegnate da quadrettature, da gradazioni segniche e da una
dimensione più concretamente legata alla pittura intesa come codice autonomo. La
tipologia della casella connota anche il 1965, anno della prima personale: la
superficie pittorica prevede il dispiego del modulo quadrato in ogni sorta di
variazione. La visione geometrica viene comunque sì indagata, ma secondo un
carattere progettuale volto ad una sorta di 'germinazione inorganica' e di
'progressione aperta' degli elementi; già protesa verso una dinamizzazione della
struttura che spingerà Ciussi a riflettere, alla fine del decennio, sulla
curvilinea e la circonferenza. La ricerca 'concreta' e non astratta lo porta a
'percepire' la realtà, più che a sublimarla, secondo gli strumenti analitici
della pittura. Giulio Carlo Argan e Gillo Dorfless si interessano del suo lavoro
e per Ciussi si apre anche il mercato internazionale, esponendo sia a Parigi che
a Zurigo: giungono in questi anni, i primi Settanta, anche i riconoscimenti. Con
il 1975 inizia una nuova fase, dedita alla composizione per fasce orizzontali:
la logica costruttiva verte ora sul colore che si dispone secondo bande che
guardano all'espressionismo astratto raffreddato d'oltreoceano: a Newman,
Rothko, Kelly, Stella, Reinhardt. Espone in una doppia mostra a Udine, nel 1977,
alla Galleria Girasole e Plurima. Il 1982 è un anno di transito: si assiste al
passaggio dalle tele a fasce alla serie di linee ondulate. La componente ritmica
e la concatenazione di andamenti svolti per sovrapposizione, nodi e flussi quasi
organici si estendono al supporto, al telaio: solcandoli con contrastanti spinte
dinamiche. La pittura di Ciussi giocoforza si trasforma in sagoma
tridimensionale, in spazio: la scultura è il nuovo campo di interesse. La
tensione vitalistica si sposta alla dimensione dei quadri che dialogano ora con
l'ambiente: l'artista crea, lungo tutti gli anni Ottanta, opere di grande
respiro, spesso a stretto contatto con gli edifici in cui devono essere
installate. La sintesi che caratterizza l'ultimo decennio trae invece spunto
dalla progressiva parcellizzazione del ritmo cui si compongono gli andamenti
energetici interni all'opera: frammenti, segni, geometrie e linee spezzate che
si dispiegano oramai in tutte le loro potenzialità secondo una sensibilità
cromatica e una partitura lirica di grande leggerezza.
Esposizioni
Galleria d'arte del Girasole, Udine, 1958; Galleria Comunale
d'Arte, Trieste, 1962; Galleria Stendhal, Milano, 1965; Galerie Paul Facchetti,
Paris, 1972; Palazzo Municipale, Perugia, 1975; Galleria Lorenzelli, Milano,
1980; Galerija Forum, Zagreb, 1987; Lorenzelli Arte, Milano, 1997; Esslinger
Kunstverein, Esslingen, 1998.
Nota bibliografica
Walter Guadagnini, Carlo Ciussi, Armonico percorso, catalogo, Milano, Skira, 1997; Giovanni Maria Accame, Carlo Ciussi: La pittura come urgenza ed emozione(1947-1997), catalogo della mostra, Milano, Charta, 1997 (con bibliografia precedente).
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