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Carlo Ciussi (Udine, 1930)


Compie le sue prime esperienze pittoriche da adolescente presso lo studio di Fred Pittino. Frequenta il liceo artistico a Venezia dal 1945 al 1949 e qui trae profitto dall'insegnamento di De Luigi e Maioli. Rimane colpito, nella Biennale del 1948, dalla sala di Picasso e dalla retrospettiva di Gino Rossi, maestri a cui Ciussi fa riferimento durante l'intero ciclo delle sperimentazioni figurative. La corrispondenza formale verso il modello viene superata nel biennio 1960-62 quando l'artista lavora sul tema della natura morta. Ha così inizio quel processo che lo affrancherà, attraverso l'analisi strutturale dell'oggetto, dalla realtà fenomenica a favore della pittura stessa. In questi stessi anni Ciussi frequenta Afro e Giuseppe Marchiori: sperimenta il linguaggio segnico e materico ma sostanzialmente esaurisce la sua lettura dell'Informale. Partecipa alla Biennale del 1964 esponendo cinque opere nella sala XXXIII assieme a Mario Nigro: in questa occasione è evidente il superamento delle istanze gestuali in favore di una decantazione monocroma della materia dalle ascendenze manzoniane. Di quegli stessi anni è anche il trasferimento di Ciussi a Milano, favorito anche dall'apertura della Galleria Stendhal dell'amico Italo Furlan: l'artista prende studio in piazza Sant'Alessandro. Mutano anche le opere che, ora, sono contrassegnate da quadrettature, da gradazioni segniche e da una dimensione più concretamente legata alla pittura intesa come codice autonomo. La tipologia della casella connota anche il 1965, anno della prima personale: la superficie pittorica prevede il dispiego del modulo quadrato in ogni sorta di variazione. La visione geometrica viene comunque sì indagata, ma secondo un carattere progettuale volto ad una sorta di 'germinazione inorganica' e di 'progressione aperta' degli elementi; già protesa verso una dinamizzazione della struttura che spingerà Ciussi a riflettere, alla fine del decennio, sulla curvilinea e la circonferenza. La ricerca 'concreta' e non astratta lo porta a 'percepire' la realtà, più che a sublimarla, secondo gli strumenti analitici della pittura. Giulio Carlo Argan e Gillo Dorfless si interessano del suo lavoro e per Ciussi si apre anche il mercato internazionale, esponendo sia a Parigi che a Zurigo: giungono in questi anni, i primi Settanta, anche i riconoscimenti. Con il 1975 inizia una nuova fase, dedita alla composizione per fasce orizzontali: la logica costruttiva verte ora sul colore che si dispone secondo bande che guardano all'espressionismo astratto raffreddato d'oltreoceano: a Newman, Rothko, Kelly, Stella, Reinhardt. Espone in una doppia mostra a Udine, nel 1977, alla Galleria Girasole e Plurima. Il 1982 è un anno di transito: si assiste al passaggio dalle tele a fasce alla serie di linee ondulate. La componente ritmica e la concatenazione di andamenti svolti per sovrapposizione, nodi e flussi quasi organici si estendono al supporto, al telaio: solcandoli con contrastanti spinte dinamiche. La pittura di Ciussi giocoforza si trasforma in sagoma tridimensionale, in spazio: la scultura è il nuovo campo di interesse. La tensione vitalistica si sposta alla dimensione dei quadri che dialogano ora con l'ambiente: l'artista crea, lungo tutti gli anni Ottanta, opere di grande respiro, spesso a stretto contatto con gli edifici in cui devono essere installate. La sintesi che caratterizza l'ultimo decennio trae invece spunto dalla progressiva parcellizzazione del ritmo cui si compongono gli andamenti energetici interni all'opera: frammenti, segni, geometrie e linee spezzate che si dispiegano oramai in tutte le loro potenzialità secondo una sensibilità cromatica e una partitura lirica di grande leggerezza.

Esposizioni
Galleria d'arte del Girasole, Udine, 1958; Galleria Comunale d'Arte, Trieste, 1962; Galleria Stendhal, Milano, 1965; Galerie Paul Facchetti, Paris, 1972; Palazzo Municipale, Perugia, 1975; Galleria Lorenzelli, Milano, 1980; Galerija Forum, Zagreb, 1987; Lorenzelli Arte, Milano, 1997; Esslinger Kunstverein, Esslingen, 1998.

Nota bibliografica

Walter Guadagnini, Carlo Ciussi, Armonico percorso, catalogo, Milano, Skira, 1997; Giovanni Maria Accame, Carlo Ciussi: La pittura come urgenza ed emozione(1947-1997), catalogo della mostra, Milano, Charta, 1997 (con bibliografia precedente).


 



 

ultimo aggiornamento: 14/10/08 - Stampa pagina Stampa pagina

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