Riccardo De Marchi
Riccardo De Marchi è nato a Tomba di Mereto (UD) nel 1964. Vive e lavora a Flaibano (UD). Ha esordito nel 1986 con la personale Sestante alla Galleria Bevilacqua La Masa di Venezia curata da Luca Massimo Barbero.
I suoi monocromi o meglio la preminenza del bianco (colore non colore) nei sui lavori, nascondono la pesantezza del supporto, una lastra di metallo sulla quale punti, buchi, pause, elementi crittografici compongono una grammatica ancora da decifrare. Come De Marchi stesso afferma: “uso il buco perché non ha connotazioni simboliche definite, è in qualche modo indecifrabile, ma nel suo farsi buco mi permette di iscrivere irreparabilmente la materia. Il buco come mezzo piuttosto che come fine.”
Sue opere sono state esposte alla mostra “Deterritoriale”, nell’ambito della XLV Biennale di Venezia nel 1993, e nella personale “Timpani”, alla Galleria Turchetto/Plurima di Milano nel 1994 si evidenzia il passaggio dal bianco all’utilizzo di materiali diversi che comportano nuove cromie senza il ricorso alla pittura tradizionale.
Tra il 1994 a oggi numerose sono le sue personali in Italia e all’estero: alla Sw Bau a Monaco (Germania) (1995, Opere), alla APC Galerie a Colonia (1996, Riccardo De Marchi), alla Galleria Plurima di Udine (1996, Le Porte Regali, 1997, Riccardo De Marchi; 1998, Caldura), alla Maria Cilena Arte Contemporanea di Milano (1998, Correzione), alla IX Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (Scultura/Architettura/Città, 1998), alla Galleria Bevilacqua La Masa di Venezia (1999, Emblemi d'Arte. Da Boccioni a Tancredi), alla Galleria d’Arte Niccoli di Parma (1999, Testi per Nulla; 2000, Riccardo De Marchi; 2008, Riccardo De Marchi – Tutti i buchi del mondo), alla Artcore Gallery di Toronto, Canada (2002, Incompleto Capovolto; 2005, Text), alla Riva Gallery di New York (2003, Testi per nulla), al MART di Rovereto (2005, Per esempio. Arte contemporanea Italiana dalla Collezione UniCredit), alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (2009, Temi e Variazioni, dalla grafica all’azzeramento), a Palazzo Fortuny di Venezia (2009, In-finitum) e a Villa Pisani Sonetti di Bagnolo di Lonigo (VI) (2009, Riccardo De Marchi e Alan Charlton).
Nel 2008 in occasione della mostra dedicatagli a Parma dalla Galleria d’Arte Niccoli è uscita un’importante monografia Riccardo De Marchi – Tutti i buchi del mondo, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore del Macro di Roma.
Sue opere sono conservate alla Galleria d’Arte Moderna di Udine.
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