Caro al culto romantico del genio tormentato, Beethoven ispirò molte opere tra fine Ottocento e primo Novecento: nei termini di un gigantismo eroico e drammatico e pensando alla grande maschera di Émile Antoine Bourdelle, lo interpretò Valerio Franco, egli stesso appassionato musicofilo e originale interprete del Liberty di ascendenza bistolfiana ("Ideale", "Il bacio" etc.). Dopo un iniziale apprendistato presso la Scuola di Arti e Mestieri Giovanni da Udine - dove ritornerà nel 1920 come insegnante - studiò disegno ai Frari a Venezia e scultura all'Istituto di Belle Arti di Modena. Operò a Udine dove modellò i bassorilievi con cortei di fanciulli inghirlandati ai lati dello scalone interno del Palazzo Municipale di Udine, a Tricesimo nel monumento funebre della famiglia Tellini, a Majano nel monumento ai Caduti etc. Nel 1925 si recò ad Alessandria d'Egitto dove, sotto l'egida del Re, s'impegnò in vari monumenti funerari.
Nota bibliografica
Antonio Pozzo, Uno scultore scomparso: Valerio Franco, in "La Panarie" n. 25, 1928, pp. 1 - 7; Sculture dall'ombra. Restauri e rivisitazioni fra Ottocento e primo Novecento dalle collezioni dei Civici Musei, cat. d. mostra a cura di G. Bergamini, T. Ribezzi e I. Reale, Grafiche Fulvio s.r.l., Udine 1994, p. 17.
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