Privo di formazione artistica di tipo istituzionale cresce all'ombra della "Scuola Friulana d'Avanguardia" fondata nel 1928 dai fratelli Basaldella e da Alessandro Filipponi, con i quali Pelle, assieme a Silvio Maria Buiatti, divideva lo studio di Palazzo Plateo a Udine. Dalla frequentazione dei più noti artisti, che attraverso la loro azione provocatoria intendevano scuotere l'inerzia dell'ambiente culturale udinese, Pelle deriva il senso di irrinunciabile libertà espressiva e il rifiuto delle convenzioni pittoriche, operando scelte che accompagneranno l'intero suo percorso di ricerca. Durante la guerra è costretto a sfollare con la famiglia a Zampis ed ha modo di frequentare Bepi Liusso, Max Piccini e Erminio Ambrosini, con cui stringe un rapporto di durevole amicizia. Negli anni Cinquanta è significativo il sodalizio con Baldan, divenuto nel 1960 suo genero, che apporta nuovi stimoli nella ricerca tecnica oltre che formale del Maestro. Si sviluppa in Pelle l'interesse per la ceramica e prende avvio l'indagine sulle possibilità espressive della materia, indagine che determinerà una svolta nel percorso dell'artista e che sarà condotta, per diverse vie e con esiti diversi lungo tutto il suo iter artistico. Dal 1959 al 1962 espone più volte con Baldan e Luciano Del Zotto a Udine, Venezia, Milano. Nel 1961 vince il Premio nazionale di paesaggio alla Quadriennale d'Arte di Roma. Nel 1965 espone a Zurigo, nel 1966 a Zurigo e Monaco, nel 1967 a Colonia, in mostre personali. Nel 1970 è allestita una sua personale presso la Sala Comunale d'Arte in Piazza Unità d'Italia a Trieste e, nel 1973, presso la galleria Plurima a Portogruaro. Nel 1975 il Centro Friulano Arti Plastiche gli dedica la prima importante antologica udinese.
Nota bibliografica
Ottorino Pellegrini, Pelle, catalogo della mostra, a cura di F. Pellegrini, R. Tirelli, Udine 2000 (con bibliografia precedente).
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