Attiva tra Torreano di Martignacco, Udine e l'antico Castello di Prampero, sito tra Magnano e Tarcento dopo aver appreso principi della pittura giovanissima, riprende i pennelli sotto la guida di Umberto Martina verso la metà degli anni Venti, partecipando alla II Biennale Friulana e a varie edizioni delle mostre sindacali regionali lungo gli anni trenta. Particolarmente attiva nel ritratto, cui affianca nature morte e paesaggi montani, in particolare di Sauris, meta di villeggiature estive. Nel marzo del 1933 espone settanta tele presso la galleria A.M. Rietlinger a Parigi, sotto il Patronato del Comitato France Italie. Partecipa alle mostre della Galleria dello Specchio a Cortina d'Ampezzo. Sposata al generale Perretti, collezionista di pittura di soggetto montano tra otto e novecento oltre che di opere d'arte antica, divide col consorte la passione per l'arte contemporanea, raccogliendo dipinti di importanti autori d'inizio secolo, tra cui Giacomo Balla, parte dei quali vennero donati dall'artista ai Musei di Udine nel 1957.
Nota bibliografica
A. Berlam, La pittrice Vittoria Perretti di Prampero e il suo Castello Avito,
in "La Panarie" n. 61,
1934, pp.
15- 24.
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