Fabio Mauroner (Tissano, 1884 - Venezia, 1948)
Palazzo Dario, 1910
acquaforte
mm. 268 x 198
Appassionato cultore di una tecnica antica di restituzione calcografica come
quella dell'acquaforte, l'artista si cimenta in questa occasione nella
raffigurazione vedutistica di uno scorcio veneziano del Canal Grande.
Protagonista dell'immagine Palazzo Dario, illustre esempio di edilizia
rinascimentale a Venezia, restituito dall'artista con grande attenzione ai
particolari secondo una precisa resa prospettica memore della tradizione del
vedutismo settecentesco veneziano.
Agli inizi del Novecento Fabio
Mauroner segue la propria famiglia a Roma dove comincia a frequentare lo studio
del pittore acquarellista Enrico Nardi. Qui entra in contatto con l'opera
dell'incisore inglese Edward Millington Synge rimanendone fortemente
impressionato. Deciso a dedicarsi all'arte della calcografia, nel 1905, Mauroner
si trasferisce a Venezia dove comincia a frequentare la Scuola libera del nudo
dell'Accademia di Belle Arti della città lagunare. Nel 1909 dà avvio ad
un'intensa attività espositiva che lo vedrà anche tra i partecipanti delle
esposizioni di Ca' Pesaro. Tra il 1910 e il 1912 viaggia tra Roma, Parigi,
Londra e la Spagna approfondendo le proprie conoscenze relativamente
all'incisione d'invenzione. Si accosta alla produzione incisoria della scuola
anglosassone innestandola sul modello della tradizione veneta settecentesca. Nel
1922 è chiamato per la prima volta a partecipare alla Biennale di Venezia dove
esporrà continuativamente fino 1948 anno della sua morte. A quella stessa data
la Biennale veneziana gli dedica una mostra retrospettiva.
Dalla pratica alla storia
Alla fine degli anni Trenta Mauroner abbandona progressivamente l'attività artistica per dedicarsi a studi sull'incisione. Pubblicherà così monografie su artisti veneti del Cinquecento e del Settecento, da Tiziano a Luca Carlevarijs. Lui stesso possedeva incisioni dei principali vedutisti veneziani: Canaletto, Guardi, Bellotto, Piazzetta.
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