Amedeo Modigliani (Livorno, 1884-Parigi,
1920)
Ritratto di Fabio Mauroner, 1905
pastello su carta
mm.
413 x 315
Il disegno documenta il legame d'amicizia instauratosi tra il giovane
Modigliani e il coetaneo Fabio Mauroner durante gli anni di permanenza veneziana
spesi da entrambi in studi assidui presso l'Accademia di Belle Arti della città
lagunare. L'opera si colloca cronologicamente proprio a ridosso della partenza
dell'artista livornese per Parigi e testimonia la sua prima formazione. Il
ritratto è risolto secondo una elegante cifra stilistica che evita il ricorso al
segno nella definizione dell'immagine per affidare la resa dei volumi alla
vaporosità del pastello e a un raffinato gioco luministico.
Trasferitosi
a Parigi nel 1906 dopo una iniziale formazione compiuta all'Accademia di Belle
Arti di Firenze e successivamente a quella di Venezia, Amedeo Modigliani si
accostò, in particolare alla lezione di Cézanne. Nel 1908 divenne membro della
Société des Artistes Independants parigina e iniziò la propria attività
espositiva. L'anno successivo conobbe Brancusi che lo avviò allo studio
dell'arte negra e alle prime sperimentazioni scultoree a cui l'artista livornese
continuò a dedicarsi fino al 1913. Riapprodato definitivamente alla pittura,
Modigliani elaborò uno stile pittorico originale filtrato attraverso le
esperienze parigine del neoclassicismo picassiano e coniugato alla suggestione
dei fluenti ritmi lineari dell'Art Nouveau.
Modigliani a Venezia
Dopo aver frequentato le lezioni di Giovanni Fattori alla Scuola libera del nudo a Firenze, nel 1903 Modigliani si trasferisce all'Accademia di Venezia. Qui entra in contatto con i giovani artisti gravitanti intorno all'Accademia e a quello che diventerà poi il gruppo di Ca' Pesaro. Pochissime sono le testimonianze del soggiorno veneziano di Modigliani: il ritratto di Mauroner è tra queste; nel 1906 il pittore si trasferirà definitivamente a Parigi.
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