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Nel segno di Giuseppe Zigaina.
50 opere su carta - 2000/2005

Udine, Galleria d’Arte Moderna, 11 novembre – 31 dicembre 2005
Giuseppe Zigaina (Foto M. Frullani) La mostra dedicata alla produzione più recente ed inedita di  Giuseppe Zigaina, uno dei più significativi e fecondi artisti friulani attivi sulla scena nazionale vede in esposizione 50 opere inedite su carta, realizzate dal 2000 ad oggi, che testimoniano la vitalità e l’originalità delle sue ricerche più attuali nelle quali si concentrano le precedenti esperienze pittoriche e grafiche e trova nuova linfa vitale l’espressività del suo segno. Si tratta di una produzione dove i simboli del suo immaginario, quali il paesaggio della bassa friulana, la figura del padre, le astronavi e le visitazioni, fissati nei decenni attraverso un complesso processo di sintesi figurativa e di astrazione vengono ripresi e manipolati, con il ricorso al collage e al fotomontaggio. Nascono in tale modo nuove e complesse composizioni che costituiscono veri e propri studi preparatori per più vaste opere su tela, nelle quali al segno a china o a carboncino si affianca l’uso del colore. A tali opere Zigaina affida il suo disegno del mondo, proiettando sulla carta il suo originale pensiero figurativo le cui immagini ora emergono da uno scavo nel profondo della psiche, cercando una forma di comunicazione che affonda nelle radici più ancestrali dell’uomo.
Attivo con pari impegno nel disegno e nella scrittura, Zigaina in questi ultimi anni si racconta anche attraverso la narrativa, spesso di carattere autobiografico, dove emozioni e percezioni della realtà animata dalle stesse presenze figurative e dallo stesso scenario della sua opera grafica e pittorica, si esaltano in una dimensione mitizzante, giocando tra sogno e veglia. Un’analisi più lucida, anche se non meno carica di tensione e pathos, lo spinge dal 1987, epoca del suo primo saggio su “Pasolini e la morte, mito e alchimia del nulla lucente”, a rendere più chiaro il disegno del mondo lasciato da Pier Paolo Pasolini, amico e sodale di Zigaina dagli anni dell’adolescenza. L’infaticabile attività saggistica di Zigaina, al fine di decriptare l’opera di Pasolini in funzione di identificarne la morte cercata e “corteggiata” quale chiave di lettura per comprenderne la poetica, è conosciuta e apprezzata in tutta Europa, e l’artista ha appena ultimato sul tema due pubblicazioni per le edizioni di Marsilio e per i Musei di Monaco. Tale attività va di pari passo, in questi ultimi decenni, con il desiderio di narrarsi attraverso la scrittura e di comunicare attraverso pittura, disegno e incisione.
Giuseppe Zigaina, nato a Cervignano del Friuli nel 1924, si è imposto sulla scena internazionale delle Biennali veneziane verso la fine degli anni Quaranta, divenendo uno dei maggiori interpreti del Neorealismo. La critica ha avvertito fin dai suoi esordi le peculiarità espressive del suo segno che verso la fine degli anni Cinquanta diviene linguaggio privilegiato ed autonomo, passando da una iniziale volontà di rappresentare il reale a una sempre più impellente esigenza di cogliere non l’apparenza ma l’essenza delle cose ”disegnando su di esse-come ha scritto di lui Michael Semff- per “penetrare nelle pieghe più riposte della loro intima essenza”. Nella produzione attuale, come scrive Isabella Reale sul catalogo della mostra “Zigaina non disegna ciò che vede ma vede ciò che disegna: le immagini prima che sulla tela si formano sulla carta, nel dialogo più intimo, interiorizzato, del fare creativo, quello, per intenderci, più prossimo alla scrittura”.
La Galleria d’Arte Moderna di Udine per l’occasione espone nelle sale anche le diciannove opere acquisite negli anni dal Museo a documentazione di una lunga ed intensa attività artistica: a partire dal ciclo “Uomini che uccidono cavalli” del 1948, alla grande tela-manifesto del Realismo italiano “Assemblea di braccianti sul Cormor: sciopero a rovescio del luglio 1950”, con la quale l’artista si fece portavoce del nuovo impegno sociale che animava la pittura del tempo, fissando sulla tela le rivolte contadine della sua terra, fino alla grande acquaforte del 1983 “Immagine per un paesaggio con astronave”.
Grazie a un pool di sponsor capeggiati dalla Banca Popolare FriulAdria, Prontoauto di Tarcento, Merluzzi Costruzioni di Fiumicello e al Casone di Grado, la mostra è accompagnata da un catalogo stampato da Paolo Gaspari editore di Udine a cura di Isabella Reale, con un testo di Giuseppe Zigaina, grafica di Ferruccio Montanari. Visite guidate e incontri animeranno l’esposizione.

Orario

Da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.00-18.00
domenica 9.30-12.30 lunedì chiuso

Contatti

Tel. 0432 295891
gamud@comune.udine.it

Crediti

Galleria d’Arte Moderna di Udine

  • A cura di
    Isabella Reale
  • Segreteria organizzativa
    Tiziana Don
  • Segreteria amministrativa
    Giovanna Bonafè
  • Ufficio stampa
    Maria Pastò, Anna Damiani
  • Grafica
    Ferruccio Montanari
  • Redazione testi
    Luigi De Tommaso
  • Impaginazione
    Maria Spanghero
  • Assicurazioni
    Assicura spa, Udine
  • Trasporti e allestimento
    Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte
  • Referenze fotografiche
    Archivio fotografico di Giuseppe Zigaina,
    Cervignano del Friuli
    Archivio fotografico Civici Musei
    di Storia e Arte di Udine
    Elio Ciol, Casarsa della Delizia
    Foto Emilio Cortesia, Cervignano del Friuli
    courtesy of Maurizio Frullani,
    Ronchi dei Legionari
    Stefano Reia, Monfalcone
    Euro Rotelli, Fiume Veneto (PN)
  • Special thanks to
    Giuliano Scialino

 

ultimo aggiornamento: 05/05/10 - Stampa pagina Stampa pagina

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