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PALAZZO GIACOMELLI

Il Palazzo, sito tra via Grazzano e via Brenari, è conosciuto con il nome del suo ultimo proprietario, Sante Giacomelli, che lo acquisì nel 1900. Discendente di una famiglia tradizionalmente impegnata nel settore tessile, Giacomelli ricoprì anche prestigiosi incarichi pubblici.

Palazzo Giacomelli Prima di lui vi dimoraromo famiglie illustri a partire dal XVI secolo: i Codroipo, i Deciani, i Monaco, i Gabrielli che vi abitarono per più di due secoli a partire dal 1630. Tra il 1844 e il 1845 l’edificio venne acquistato, prima dal nobile Antonio Caimo Dragoni, legato ai Gabrielli da vincoli di parentela, e poi da Leone Luzzatto. Dal 1856 proprietario fu Pietro Magistris che in quell’anno avviò, nell’adiacente orto dominicale, i lavori per la costruzione di quella che sarebbe diventata la più grande filanda della città, seppur di vita breve per il sopraggiungere della crisi del settore iniziata dopo il 1860. La facciata in mattoni rossi a vista con zoccolatura in pietra è movimentata, nella parte centrale, da un’imponente trifora serliana con balaustra e da due ordini di finestre riquadrate. La storia novecentesca del palazzo si apre con la proprietà di Giacomelli; ma nel corso del secolo l’abitazione è stata progressivamente abbandonata fino all’acquisizione, nel 1970, del Comune di Udine. Il Palazzo conserva in facciata le uniche tracce dell’originale rinascimentale, individuabili negli elementi in pietra e nel monumentale portone architravato, impreziosito da due medaglioni scolpiti a metà degli stipiti con una figura femminile ed una maschile, di fattura più modesta il medaglione con Gesù Bambino al centro dell’architrave. Altro elemento caratterizzante la facciata, la soprastante trifora serliana, sottolineata da balaustra. Il mattone a vista è riferibile al restauro ottocentesco sotto la direzione del pittore Giovanni Masutti autore della fascia a fresco con festoni, mascheroni e motivi geometrici del sottotetto, dei “grembiuli” sotto le finestre e dei due clipei con Minerva e Cerere, dipinti negli spazi tra le coppie di finestre.

interni di Palazzo Giacomelli Varcata la soglia, nel soffitto del sottoportico, travi alla Sansovino e lungo le pareti, quattro sedili lignei con schienale, scolpiti e recanti gli stemmi delle famiglie Strassoldo Graffenberg, Tartagna, Florio, Attimis.
Il salone centrale è rivestito di pitture a tempera che risalgono alla seconda metà dell’800: motivi a grottesche incorniciano le specchiature delle pareti; il soffitto, dal complesso apparato decorativo, reca al centro un ovale entro un ottagono in cui sono dipinte l’Europa e l’Africa, l’una in piedi e l’altra seduta, allegorico riferimento all’apertura del canale di Suez. La decorazione pittorica rispecchia pienamente il gusto storicista dell’epoca e verosimilmente va attribuita a quel Giovanni Masutti direttore dei lavori e noto decoratore.

Degno di nota è l’arredo ligneo di in una stanza del primo piano che si affaccia sul cortile.  Il soffitto a  cassettoni di imitazione lignea e l’importante boiserie alle pareti che ingloba divani, mensole, armadi, con pannelli scolpiti a soggetto venatorio è stata progettata da Antonio Brusconi, tra i più noti e innovativi falegnami udinesi al volgere dell’800, con la collaborazione di Emilio Bortolotti che virtuosisiticamente realizza l’intaglio.

decorazioni di Palazzo Giacomelli

ultimo aggiornamento: 20/12/11 - Stampa pagina Stampa pagina

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