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LA CHIESA DI SAN FRANCESCO
Chiesa di San Francesco

Sorge in Largo Ospedale Vecchio. Fu costruita dal 1259 e consacrata il 4 luglio 1266 dal patriarca di Aquileia Gregorio di Montelongo. In tale data i lavori non erano ancora stati ultimati e si protrarranno fino all’inizio del ‘300. L’erezione della chiesa costituisce un fondamentale momento nella cultura architettonica in regione poiché la venuta dei francescani contribuisce a diffondere il modello caratteristico dell’ordine, connotato dalla pianta a croce latina con unica navata. Dal 1331 la chiesa ospita il sarcofago del Beato Odorico.

E' uno dei più antichi edifici di Udine in stile romanico, originariamente era dotato di sole tre cappelle a pianta quadrata nella zona absidale, nel corso del XV secolo viene arricchito progressivamente dalla costruzione di una serie di cappelle laterali fino a raggiungere, nel Seicento, il numero totale di otto (quattro per parte) con continue modifiche ed ampliamenti. Si ricordano quella del Beato Odorico e l’altare dell’Adorazione dei Magi. Viene ridisegnato completamente alla fine del Settecento secondo il gusto barocco dell'epoca. 

Nel 1771 i padri francescani si trasferiscono nella chiesa della beata Vergine del Carmine, portando seco le spoglie del beato Odorico e l’edificio diviene pertinenza del vicino ospedale di Santa Maria della Misericordia, assumendo le funzioni dell’antico oratorio ospedalizio. Nel corso dell’Ottocento altre riforme aspettano la chiesa che viene ri-progettata dall’architetto Giuseppe Segusini secondo l’imperante gusto neoclassico. 

La decorazione a fresco della chiesa iniziò a partire dai primi decenni del Trecento e dal Quattrocento subì varie modificazioni interne. Nel 1934 ebbero inizio i primi interventi di restauro che tentarono di riportare alla luce l’originale costruzione, procedendo alla demolizione delle parti superstiti delle cappelle e al distacco degli affreschi con le Storie del Beato Bertrando, ricollocati nella parte settentrionale della chiesa.

Gravemente danneggiata da un bombardamento nel marzo del 1945 e da un conseguente rovinoso principio di incendio, la chiesa fu ricostruita “in stile” e, a cura della Soprintendenza ai Monumenti, fu portata a termine l’opera di ripristino secondo i criteri degli anni Trenta. Oggi è chiaramente leggibile la pianta, tipica della tradizione cistercense, solitamente adottata dall’ordine francescano: unica navata, transetto, tre cappelle absidali sopraelevate, capocroce con scarsella quadrata.

In seguito al tragico terremoto del 1976, san Francesco diviene il fulcro dell’immane opera di recupero del patrimonio di edifici religiosi danneggiati dal sisma; dipinti, statue lignee, arredi e mobilio vengono qui raccolti, catalogati e salvati.

Non più adibita al culto, la Chiesa viene attualmente gestita dal Comune di Udine quale principale sede espositiva e culturale per eventi promossi dai Musei udinesi.
Alla fine degli anni Ottanta, su progetto dell’arch. Gino Valle, vennero consolidate le fondamenta, creando un corridoio esterno alla chiesa ed eliminati definitivamente tutti gli ultimi resti delle trasformazioni precedenti.

Negli anni Novanta si intervenne sugli affreschi di scuola riminese giottesca nell’area absidale, con lo scopo di recuperare dal deterioramento anche il maestoso “Lignum vitae” che alcuni storici collocano nei primissimi anni del Trecento e che costituirebbe uno dei primi esempi di tale rappresentazione iconografica in Italia.  Analoghe considerazioni interesserebbero anche gli Evangelisti e la lacunosa Ascensione, sempre dell’abside maggiore, che sarebbero da ascrivere a maestranze parzialmente aggiornate sulle novità artistiche emiliano bolognesi ma ancora impregnate da un substrato bizantino-lagunare.

 

ultimo aggiornamento: 20/12/11 - Stampa pagina Stampa pagina

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