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A R C H E O M O V I E S
VIII Edizione

Udine – Sala convegni della Camera di Commercio di Udine
Piazza Venerio, 7
Ingresso gratuito, posti limitati

Il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine organizza l’ottavo ciclo di proiezioni dedicate alla ricerca archeologica, paleontologica e preistorica. Saranno proiettate, con la collaborazione dei Musei Civici di Rovereto, tre tra le migliori opere che hanno partecipato all’ultima edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. I film selezionati hanno lo scopo di diffondere la conoscenza e di promuovere la tutela e salvaguardia del patrimonio archeologico e paleontologico; il ciclo di proiezioni di quest’anno affronterà i seguenti temi: l’arte nella storia dell’uomo, le origini della cultura europea e la rivisitazione di una delle più leggendarie scoperte archeologiche.

PROGRAMMA

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Giovedì, 4 maggio 2006 ore 18.00
Borneo, la memoria delle grotte

Nazione: Francia
Regia: Luc Henri Fage
Durata: 52'
Anno di produzione: 2004

Il film racconta lo scavo di una grande grotta del Borneo orientale, che ha restituito centinaia di raffigurazioni dipinte, di cui le più antiche risalirebbero a oltre 10.000 anni fa.
I gruppi di cacciatori e raccoglitori che adornarono le pareti di questa grotta, secondo l’archeologo che ha eseguito le ricerche nell’area, raggiungevano questo luogo per danzare, cantare e pregare. Insomma si tratterebbe, secondo le prime ipotesi di un luogo sacro dove le oltre 200 impronte di mani e le raffigurazioni di uomini ed animali potrebbero essere ispirate a riti sciamanici.
Non dimentichiamo che le ormai 30 grotte dipinte individuate nel Borneo orientale si trovano in un’area difficilmente accessibile, quindi è improbabile che venissero scelte da gruppi umani per una frequentazione ordinaria. È più ragionevole pensare che questi luoghi avessero ben altri scopi. È stata infatti osservata una straordinaria similitudine tra il sistema per ottenere queste impronte sulla superficie rocciosa e le tecniche tradizionali di guarigione diffuse nel Borneo, che prevedono appunto l’imposizione delle mani. Da ciò l’ipotesi che le rappresentazioni di queste grotte possano essere gli unici testimoni dell’addestramento di sciamani di almeno 10.000 anni fa.


 



 

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Martedì, 9 maggio 2006 ore 18.00
Il mistero Ötzi

Nazione: Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti
Regia: Richard Dale
Durata: 91'
Anno di produzione: 2005
Consulenza scientifica: Laurent Bernat, Jacqui Woods, Christian Chevillot, John Et Val Lord, Michel Vigier

Il documentario propone la ricostruzione del mistero che avvolge il più antico omicidio della storia dell’umanità. Di fatto, Ötzi, un uomo di 45 anni risalente a 5300 anni fa, il cui rinvenimento è avvenuto in maniera assolutamente casuale al confine tra Austria e Italia nel 1991, riserva ancora delle sorprese. Le numerose analisi scientifiche che nel corso di questi ultimi 15 anni sono state eseguite sul suo corpo e sugli oggetti che aveva con sé e che si sono perfettamente conservati ci offrono un quadro piuttosto interessante della vita quotidiana di quest’uomo, ma soprattutto della sua morte violenta.
Il documentario ha voluto raccogliere e ricostruire le possibili circostanze dell’uccisione dell’uomo dei ghiacci, in particolare dopo la scoperta, rilevata da una radiografia del prof. Gostner a Bolzano, della presenza di una punta di freccia in pietra scheggiata conficcata nella spalla. Dunque, il giallo della morte di Ötzi è appassionante, i dati sulla sua vita e sulla sua morte sono innumerevoli e costituiscono le componenti essenziali di una fiction scientifica avvincente.


 



 

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Giovedì, 11 maggio 2006 ore 18.00
La verità sulla storia di Troia

Nazione: Inghilterra
Regia: Aidan Laverty
Durata: 49'
Anno di produzione: 2004
Vincitore della XVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico

La collina di Hisarlik, che domina la pianura della Turchia occidentale, conserva una delle più leggendarie scoperte archeologiche, che da tremila anni esercita un fascino mai interrotto.
Il filmato presenta i risultati delle ricerche dell’archeologo preistorico tedesco Manfred Korfmann, che da anni è impegnato nelle ricerche sulla città di Priamo, cantata da Omero e esplorata alla fine del 1800 dal commerciante tedesco e appassionato di archeologia Schliemann.
Parte dell’altezza della collina di Hisarlik è frutto delle successive fasi di insediamento, la città infatti fu fondata nell’età del bronzo (2920-2450 a.C.), periodo nel quale si estendeva probabilmente per 28 ettari, e vide la sovrapposizione di almeno dieci insediamenti con numerosissimi momenti di ricostruzione. Non stupisce questa vitalità, sicuramente connessa alla sua posizione strategica: all’ingresso dei Dardanelli, dove per transitare verso il Mar Nero le imbarcazioni dovevano attendere che i venti favorevoli consentissero di affrontare lo stretto. Non è difficile immaginare che la particolare ricchezza dei reperti rinvenuti nelle varie fasi di insediamento della collina siano il frutto dei diritti di passaggio dello stretto e delle attività commerciali che Troia intratteneva con le imbarcazioni, che trasportavano oggetti di diversa natura verso il Mar Nero.


 



 

Per informazioni:
Museo Friulano di Storia Naturale
via Marangoni 39, 33100 UDINE
tel. 0432584711, fax 0432584721
e-mail mfsn@comune.udine.it

 

ultimo aggiornamento: 11/05/10 - Stampa pagina Stampa pagina

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