Il Friuli è una delle aree italiane più ricche di testimonianze fossili. In nessun’altra regione, infatti, si può trovare una successione geologica così completa e continua come quella affiorante nell’area alpina e prealpina del Friuli. Le rocce magmatiche sono molto rare così come quelle metamorfiche; la serie sedimentaria testimonia, con poche lacune, un arco di tempo di quasi 500 milioni di anni che va dalla parte finale dell’Ordoviciano a oggi.
Data l’abbondanza di rocce sedimentarie, le uniche che possono conservare testimonianze fossili, il Friuli, da oltre un secolo, è una delle regioni di riferimento per la paleontologia a livello europeo. A partire dai primi anni Ottanta dello scorso secolo, con la riapertura del Museo nella nuova sede di Palazzo Giacomelli, inizia una nuova fase di incremento delle collezioni grazie all’attività di ricerca del Museo stesso e alle donazioni di studiosi e appassionati che nel Museo vedono un punto di riferimento per la paleontologia e la geologia dell’intera provincia di Udine.
Attualmente la collezione Paleontologica conta più di 80.000 fossili, per la maggior parte friulani. Accanto alle collezioni storiche, tra le quali meritano di essere ricordate: la collezione Zuccheri di pesci fossili di Bolca; la collezione Cabassi di fossili eocenici di Noax e la collezione Gortani di fossili della Carinzia, il Museo conserva alcune importanti raccolte di recente acquisizione che sono costantemente oggetto di studio da parte di ricercatori italiani e stranieri.
Di notevole importanza scientifica le collezioni di fossili del Paleozoico tra cui spiccano le ricche flore del Carbonifero rinvenute nei due famosi giacimenti di Passo Pramollo e del Cason di Lanza e i più antichi resti di vertebrati italiani: denti di squalo del Carbonifero Superiore. Molto ricca è anche la collezione di ammonoidi del Triassico della Carnia e quella di coralli dell’Eocene provenienti da numerose località dei colli del Friuli Orientale.
La parte più importante dal punto di vista scientifico tuttavia è quella del Triassico superiore dal quale provengono i resti dei più antichi rettili volanti finora scoperti al mondo. Questi importantissimi fossili sono stati rinvenuti nelle dolomie dell’alta valle del Tagliamento, che hanno dato anche una ricchissima fauna a vertebrati quali rettili e pesci, oltre a crostacei e vegetali. Un altro giacimento importante, leggermente più antico, è quello di Fusea (Tolmezzo). Da queste rocce provengono resti di vertebrati tra i quali placodonti e notosauri. Resti di vertebrati sono presenti anche nelle rocce di Dogna e nel famoso giacimento di Raibl (cave del Predil).
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