Il progetto è condotto dal Museo Friulano di Storia Naturale (Fabio Marco Dalla Vecchia, Giuseppe Muscio), dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Padova (Paolo Mietto, Guido Roghi, Daniele Piubelli), dal Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento (Marco Avanzini) e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze (Marco Rustioni).
Una linea di ricerca svolta nell’ambito degli studi sui vertebrati fossili del Friuli sino dall’inizio degli anni Ottanta dello scorso secolo è quella che riguarda la paleoichnologia.
I primi studi hanno considerato le orme fossili di tetrapodi basali dal Carbonifero del Pontebbano e quelle di rettili del Permiano di Ligosullo. Sono state poi studiate le piste di “rettili” arcosauri (probabilmente etosauri) del Carnico superiore (Triassico superiore) della Val Dogna e, in collaborazione con Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Padova, le strutture sedimentarie interpretate come nidi degli stessi animali (per queste ultime si tratta della prima segnalazione a livello mondiale).
Sono state pure descritte le orme di mammiferi (Hipparion, un possibile bovide e un rinoceronte) scoperte nel Miocene superiore alla sommità del colle di Osoppo, che sono tra le pochissime tracce fossili di mammiferi presenti in Italia.
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