Il sito fossilifero situato nei pressi del paese di Fusea (Tolmezzo, Udine) riveste un’importanza internazionale grazie alla presenza di un’abbondante e relativamente diversificata associazione di vertebrati fossili del Triassico, al limite tra i piani Ladinico e Carnico (circa 228 milioni di anni fa).
Il sito, segnalato (ma non descritto) già nel 1924 dal geologo carnico Michele Gortani, fu “riscoperto” nei primi anni Settanta del secolo scorso dal dott. Mario Cuder di Tolmezzo che rinvenne alcuni reperti, il più significativo dei quali, un cranio di rettile placodonte, fu descritto da Zucchi Stolfa. Per la loro riconosciuta importanza i livelli fossiliferi sono oggetto di scavo da parte del Museo Friulano di Storia Naturale da una decina di anni.
I fossili di vertebrato più frequenti sono i denti isolati di pesci Elasmobranchi durofagi (principalmente Paleobates angustissimus) e Attinotterigi. Abbondanti elementi ossei disarticolati testimoniano la presenza di rettili Saurotterigi, un gruppo di animali marini completamente estinto alla fine dell’era Mesozoica. I Notosauri (Nothosaurus sp., Nothosaurus cf. giganteus), che probabilmente erano predatori pescivori, sono rappresentati da vertebre, ossa dei cinti, degli arti, del cranio e da denti, appartenenti ad individui anche di grandi dimensioni.
I Placodonti sono testimoniati soprattutto dai resti del carapace e da un cranio, attribuiti a Cyamodontidae indet. e a Cyamodus sp. Del bizzarro rettile Prolacertiforme Tanystropheus, caratterizzato da un lunghissimo collo, è stata rinvenuta una caratteristica vertebra cervicale. Piccoli denti seghettati rappresentano i rettili Arcosauri, probabilmente abitatori delle zone emerse.
I resti di invertebrati sono rappresentati principalmente da conchiglie triturate di gasteropodi, particolarmente abbondanti in un sottile livello, e da bivalvi pterioidi. Infine, vi sono resti vegetali, relativamente frequenti solo nella parte alta dello strato E.
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