Il Colle di Osoppo ha fornito alla paleontologia dei vertebrati qualcosa di molto raro: alcune piste impresse da mammiferi terrestri.
Una piccola sezione stratigrafica della parte deposta nella piana deltizia (che fa parte del conglomerato di età Miocenica) è esposta alla sommità meridionale del Colle, in corrispondenza delle opere di fortificazione. Alla base di questa sezione, i lavori di restauro delle mura del forte hanno messo alla luce una superficie relativamente ampia che presenta alcune evidenti piste fossili.
Tre diverse morfologie di orme possono essere riconosciute, appartenenti a tre differenti animali:
Orme con le impronte di tre dita, una centrale, grande e di forma più o meno rettangolare (lunga circa otto centimetri) e due laterali, molto più piccole, basse e circolari, formano tre piste che attraversano tutto l’affioramento: si tratta della testimonianza del passaggio di tre piccoli equidi del genere Hipparion.
Una pista presenta una dozzina di orme più grandi di quelle di Hipparion, impresse da una zampa posteriore lunga da 15 a 20 centimetri: si tratta della pista di un ungulato artiodattilo, vale a dire munito di un numero pari di dita nelle zampe come è il caso di bovidi, cervidi, camelidi, giraffidi e suidi.
L’ultima pista è costituita da orme tridattili, lunghe tra i 15 e i 30 centimetri, con impronte delle dita molto corte ed un ampia superficie plantare: la pista è riferibile ad un perissodattilo con la zampa posteriore a tre dita, probabilmente un piccolo rinoceronte.
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