In tutto il settore settentrionale delle Prealpi Carniche affiora estesamente una potente formazione dolomitico-calcarea, riferita al Norico (Triassico superiore) e nota come Dolomia di Forni, la cui migliore esposizione si ha nella valle del Rio Seazza presso Preone.
La Dolomia di Forni ha uno spessore di parecchie centinaia di metri. La parte più fossilifera è quella medio-inferiore, almeno lungo la valle del Rio Seazza da cui proviene la maggior parte dei reperti. Non ci sono sottili intervalli rocciosi particolarmente ricchi di resti di vertebrati o, se ci sono, non sono ancora stati trovati. La scoperta dei fossili per lo più è avvenuta in parte occasionalmente, in parte durante le campagne di scavo condotte dal Museo Friulano di Storia Naturale negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.
La Dolomia di Forni ha fornito negli ultimi 25 anni una fauna e una flora fossili relativamente ricche ed interessanti. Echinodermi, cefalopodi, bivalvi e gasteropodi sono molto rari e non sono stati ancora oggetto di studio. I crostacei, invece, sono i fossili più comuni; anche i resti di piante terrestri sono piuttosto frequenti e si trovano anche nella parte occidentale della formazione. I fossili più significativi di questo giacimento sono, tuttavia, i vertebrati rappresentati da centinaia di esemplari di pesci (una ventina di specie diverse) ed una ventina di rettili, compresi i più antichi rettili volanti noti al mondo.
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