Una grande cava, oggi dismessa, ha asportato una parte considerevole del fianco orientale del Monte dei Bovi presso il paese di Vernasso, all’imbocco delle Valli del Natisone, circa cinque chilometri a est di Cividale del Friuli. La peculiarità è la presenza di uno strato dallo spessore straordinario, denominato “megastrato di Vernasso”. All’interno di questo accumulo caotico sono presenti blocchi di calcare che conservano resti fossili, in prevalenza di pesci.
Nella cava di Vernasso i resti di vertebrati si rinvengono in tre gruppi distinti di blocchi del Cretacico: due di età Hauteriviano superiore-Barremiano inferiore e uno Coniaciano-Santoniano.
Due blocchi o gruppi di blocchi, diversi dal punto di vista della litologia e dei fossili che contengono, ma ambedue databili all’Hauteriviano-Barremiano, presentano resti di piccoli gasteropodi, minuti bivalvi, crostacei decapodi e ofiuroidi. Gli organismi più comuni, però, sono piccoli pesci teleostei di 1,5-6 centimetri di lunghezza riferibili in gran parte, se non tutti, al clade Clupeomorpha.
Il secondo gruppo di blocchi rappresenta probabilmente un unico, sottile, intervallo stratigrafico “spezzettato” dalla frana sottomarina che ha originato il megastrato. Si tratta di un calcare grigio-verdastro, giallastro quando molto alterato, leggermente dolomitizzato e non laminato. Questi blocchi mostrano l’evidenza di un evento decisamente straordinario di moria di massa. Si tratta di uno straterello marrone di spessore variabile, in media tra i 2 millimetri e il mezzo centimetro, formato esclusivamente dall’accumulo di carcasse di pesci Picnodontiformi.
I blocchi riferibili al Coniaciano-Santoniano sono costituiti da calcari a grana molto fine e frattura concoide, non laminati e di colore originariamente nero, che per alterazione diventano bianchi e talvolta friabili. Questi blocchi di calcare contengono una interessante flora terrestre. Anche gli invertebrati sono comuni, soprattutto bivalvi e gasteropodi, mentre più rare sono le ammoniti.
I vertebrati sono estremamente rari e, finora, costituiti esclusivamente da pochi pesci.
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