Si sono concluse da pochi anni le ricerche archeologiche presso il sito di Sammardenchia di Pozzuolo del Friuli, uno dei più estesi abitati neolitici noti in Europa, scoperto da A. Candussio, A. Nazzi e R. Tosone negli anni Ottanta dello scorso secolo e scavato stratigraficamente a partire dal 1985 dal Museo Friulano di Storia Naturale con la collaborazione di altri enti di ricerca.
Gli studi sinora effettuati sui materiali e le analisi condotte sui campioni naturalistici costituiscono un importante tassello per la conoscenza del processo di neolitizzazione dell’Italia settentrionale, in particolare per ciò che concerne il contributo fornito dalle vicine culture balcaniche.
Da questa stessa area proviene anche una delle più ricche collezioni di reperti in pietra levigata dell’Italia settentrionale: circa 300 manufatti tra asce, accette, scalpelli, anelloni, che documentano rapporti economici e di scambio con altre comunità preistoriche dell’Italia settentrionale e delle vicine regioni balcaniche.
I reperti costituiscono il frutto di una accurata ricerca di superficie condotta da alcuni appassionati, tra i quali ricordiamo A. Nazzi, A. Candussio, R. Tosone, G. Fiappo, O. Iacuzzi, R. Pol Bodetto, G. Canova e P. Paolini.
Bibliografia di riferimento
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