Udine (Udin in friulano, Videm in sloveno, Weiden in tedesco storico) è un comune di 99.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia ed è considerata la capitale odierna del Friuli.
Capitale della regione storica del Friuli, abitata dal Neolitico, accrebbe presto la sua importanza grazie al declino di Aquileia prima e Cividale poi. Citata in occasione della donazione del castello cittadino da parte dell'Imperatore Ottone II nel 983 con il nome di Utinum, nel 1238 Udine divenne sede del Patriarcato di Aquileia, grazie al Patriarca Bertoldo di Andechs ,che qui si trasferì da Cividale. Udine, dove fu costruito il Palazzo Patriarcale, divenne così la città più importante della regione per il commercio e i traffici, a scapito di Aquileia e Cividale.
La città di Udine fu interessata, a partire dal 27 febbraio 1511, da una guerra civile che si rivelò sanguinosa e che si estese presto a tutto il Friuli. Ad aggravare le condizioni della popolazione fu, nei giorni immediatamente successivi, un violento terremoto in seguito al quale si svilupparono numerosi incendi ed il crollo del castello cittadino. Buona ultima, giunse poi la peste a far sì che la situazione peggiorasse ulteriormente.
Sotto il dominio della Repubblica Veneta dal 1420 al 1797 Udine divenne la seconda città della Repubblica per importanza, alla parentesi francese, dovuta alle campagne napoleoniche, seguì il passaggio al Regno Lombardo-Veneto, sotto l'Impero austriaco dopo la Restaurazione ed infine l'annessione al Regno d'Italia nel 1866.
Durante la prima guerra mondiale Udine fu, fino alla disfatta di Caporetto, sede dell'alto comando italiano, tanto da ricevere l'appellativo di "Capitale della Guerra". Nel primo dopoguerra divenne capoluogo della Provincia del Friuli, che comprendeva l'allora provincia di Gorizia (fino al 1927) e le attuali province di Pordenone (fino al 1968) e Udine. Dopo l'8 settembre 1943 venne posta sotto la diretta amministrazione del III Reich, che cessò con la fine dell'occupazione tedesca nell'aprile 1945.
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