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Comunicati stampa »  2007

PREMIO SPECIALE DEL RETTORATO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI VARSAVIA PER GLI ATTORI DELLA PEPE

Lusinghiero riconoscimento per la Civica Accademia d’Arte Drammatica di Udine che ha concorso, unica scuola italiana, al IV Festival Internazionale delle Scuole di teatro di Varsavia.

Premio speciale del rettorato dell’Accademia nazionale di teatro di Varsavia per la qualità artistica e pedagogica della Nico Pepe di Udine e dei suoi attori. Con questo lusinghiero riconoscimento si è concluso il IV Festival internazionale delle scuole di teatro, una delle più conosciute competizioni internazionali tra accademie teatrali provenienti da tutto il mondo e tenutosi nella capitale polacca dal 24 al 30 giugno scorsi. La Civica Accademia Nico Pepe, unica scuola italiana a partecipare alla manifestazione, ha concorso con lo spettacolo “Don Giovanni e i sogni delle donne”, raccogliendo calorosi applausi e numerosi apprezzamenti dal pubblico e dalla critica. “Il riconoscimento speciale per gli attori della Nico Pepe  ha motivato il presidente della giuria, Piotr Adamczyk, volto noto anche al pubblico italiano che lo ha visto nella fiction “Karol Wojtyla. Storia di un uomo che è diventato Papa” e andata in onda sugli schermi italiani lo scorso aprile , è stato assegnato per l’energia, la precisione, le capacità teatrali, per la coscienza della forma e per la compresenza, nello spettacolo, di un alto livello di vari linguaggi espressivi quali teatro, musica e danza”.
“Una bellissima esperienza  ha commentato il direttore della Nico Pepe, Claudio de Maglio -, che ha permesso agli attori della nostra scuola di confrontarsi con altri loro colleghi provenienti da moltissime altri città come, ad esempio, New York, Vienna, Città del Messico, San Pietroburgo, Madrid, Praga, Budapest, Cracovia e Ramat (Israele). Il fatto di aver ricevuto questo premio  ha proseguito  conferma ancora una volta la validità della Civica Accademia e la sua vocazione internazionale, dato che, già lo scorso anno, la scuola ha partecipato e vinto il premio come miglior spettacolo al Festival internazionale delle scuole di teatro di Belgrado”.
La partecipazione al Festival Varsavia è stata resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Crup, convinto sostenitore ormai da anni del progetto didattico offerto dalla Civica Accademia Nico Pepe. Sinceri riconoscimenti, infine, sono giunti agli attori della scuola di recitazione friulana anche dai numerosi drammaturghi presenti agli spettacoli e che, insieme alle attestazioni di stima ricevute in particolare dal gruppo degli israeliani, spagnoli, russi e polacchi, hanno apprezzato la particolarità del progetto pedagogico della Pepe, oltre, ovviamente, allo spirito e ai risultati ottenuti. I complimenti sono arrivati anche dalle autorità diplomatiche italiane, rappresentate dall’addetto scientifico dell’ambasciata italiana a Varsavia, prof. Massimo Mazzini.
Nella versione presentata a Varsavia, Il “Don Giovanni e i sogni delle donne”, per la regia di Claudio de Maglio con la collaborazione di Giuliano Bonanni, le coreografie di Marta Bevilacqua e Luca Zampar, il canto e adattamento musicale a cura di Marco Toller, ha visto andare in scena Valentina Chiribella, Stefania Di Gioia, Gabriele Di Luca, Chiara Donada, Elisabetta Fischer, Davide Giacometti, Luca Marchioro, Sara Rainis, Massimiliano Setti, Luca Stano, Luisa Supino, Alessandro Tedeschi e Stefania Ugomari Di Blas.


 

La Civica Accademia d’Arte Drammatica, intitolata a Nico Pepe,  ha voluto ricordare la sua figura con una giornata ricca di ospiti.

Nella proposta di legge sullo spettacolo dal vivo, attualmente in discussione in Commissione Regionale Cultura, entrerà a far parte anche l’alta formazione teatrale come quella proposta dalla Civica Accademia d’Arte Drammatica di Udine. Così ha confermato, sperando si arrivi alla conclusione dell’iter legislativo entro l’estate e nel modo più partecipato possibile, il consigliere regionale Giancarlo Tonutti, presente oggi, nella sede della Civica, all’apertura della giornata dedicata alle celebrazioni per il centenario di “Nico Pepe” cui la scuola di recitazione friulana è intitolata. Concordi e unanimi i riconoscimenti dei rappresentanti delle istituzioni locali sul valore e sulla qualità raggiunta dall’Accademia attraverso il suo percorso formativo. “Dobbiamo pensare  è intervenuto il sindaco di Udine, Sergio Cecotti  ad una scuola globale e aperta agli stimoli provenienti da tutte le realtà nazionali ed internazionali, ma che presti allo stesso tempo attenzione anche ai principi che ispirarono il progetto culturale di Nico Pepe: creare una scuola di recitazione in lingua friulana e di un teatro stabile in marilenghe”. A portare i saluti dell’Amministrazione provinciale era presente la consigliera Valeria Grillo, che ha voluto ringraziare i docenti e i numerosi ragazzi presenti in sala per il loro qualificato lavoro di promozione della cultura friulana non solo sul territorio, ma in tutt’Italia. “Giusto, dunque  ha concluso la Grillo , che l’Accademia offra ai ragazzi delle potenzialità e una formazione senza vincoli esclusivi con il territorio, anche se è indispensabile che venga loro trasmessa la consapevolezza dell’importanza di operare in questo territorio e con questa lingua”.
Il senso dell’intero programma di iniziative, iniziate venerdì scorso con una tavola rotonda sul teatro in lingua friulana, è stato spiegato dal direttore della scuola, Claudio de Maglio, secondo cui celebrare Nico Pepe “non è un mero esercizio commemorativo, ma un’occasione di confronto e di scambio di idee sulla situazione e sul futuro del teatro friulano e dove, accanto al ricordo di coloro che lavorarono con questo grande uomo di teatro, viene dato spazio ai giovani allievi attori che studiano e si formano secondo un progetto didattico che valorizza la grande tradizione italiana della Commedia dell’Arte”. Folto il parterre che ha voluto presenziare alla giornata commemorativa: dagli assessori alla Cultura e al Decentramento del Comune di Udine, Gianna Malisani e Rita Nassimbeni, al presidente del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Antigono Frangipane; dal vice sindaco del capoluogo friulano Vincenzo Martines, alla consigliera comunale Liliana Cargnelutti fino al presidente dell’Erdisu di Udine, Nando Milano, e al prof. Federico Pupo per la Fondazione Cassamarca di Treviso.
Dopo la proiezione di un video sul grande attore interprete di Pantalone nel celeberrimo allestimento di Strehler “L’Arlecchino servitore di due padroni”, le celebrazioni per il centenario sono entrate nel vivo con i contributi dei numerosi relatori invitati.
A tracciare un resoconto e un’analisi storica sull’origine della Commedia dell’Arte e sulla sua evoluzione è stato Ferruccio Marotti, docente all’Università “La Sapienza” di Roma considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale proprio di questo genere teatrale. Agnese Colle, curatrice dell’archivio Pepe, e Carlo Boso, direttore dell’Académie International des Arts du Spectacle di Parigi, poi, hanno voluto ricordare la figura di Nico Pepe dal punto di vista di coloro che conobbero e lavorarono direttamente con questo grande uomo di teatro e sull’eredità che egli ha lasciato alle generazioni future. Il celeberrimo attore Ferruccio Soleri, rispondendo anche alle numerose domande che gli allievi presenti gli porgevano, ha voluto raccontare, condendoli con simpatici aneddoti, i casi della vita e le esperienze che lo hanno portato ad interpretare il “suo” Arlecchino, da oramai quarantacinque sui palcoscenici di tutto il mondo. Claudio de Maglio e l’attore Giuliano Bonanni hanno voluto, poi, portare l’esperienza dell’Accademia, una delle pochissime realtà italiane che ancor oggi presta grande attenzione all’insegnamento della Commedia dell’Arte. A concludere il ricco programma del pomeriggio è stata, infine, una breve e fresca rappresentazione di tre interventi teatrali (due corali “La neve” e “Le pulci” e il monologo di Balanzone) portati in scena dagli attori della compagnia della Loggia con la regia originale dello stesso Pepe e ripresa da Danilo D’Olivo.
Dopo una giornata tutta dedicata a Nico Pepe e alla Commedia dell’Arte, il gran finale non poteva che essere all’insegna di questo genere teatrale, con la rappresentazione del canovaccio originale “Il giuramento dell’amor spergiuro”, in scena al teatro Palamostre con gli attori del secondo anno di corso dell’Accademia.

 


 

 

 La Civica Accademia D'Arte Drammatica festeggia il centenario della nascita di Nico Pepe.

Cento anni sono un traguardo importante, e se le celebrazioni hanno un senso, questo va trovato tenendo in debito conto il passato senza, tuttavia, trascurare il futuro. Proprio con questo spirito, nella doppia ricorrenza, quest’anno, del centenario della nascita di Nico Pepe e nel ventennale della sua morte, la Civica Accademia d’Arte Drammatica di Udine che ne porta il nome, organizza per venerdì 1 giugno alle ore 18.00 e per lunedì 4 giugno, dalle ore 11.00, una serie d’iniziative, entrambe nella sede dell’Accademia in largo Ospedale Vecchio 10/2, dal titolo “ Nico Pepe 100 anni: un attore, un uomo di teatro. Contributi, ricordi e interventi sul Teatro, la Commedia dell’Arte e la pedagogia dell’attore”. L’intento è di ricordare la figura del grande attore udinese di fama nazionale e internazionale, fondatore nel 1978 della Civica scuola di recitazione per il teatro friulano, prendendo spunto proprio dal suo appassionato impegno per la valorizzazione della “marilenghe” e della Commedia dell’Arte.
Due, dunque, le tappe pensate per questa ricorrenza. Nel primo appuntamento, coordinati dal direttore della Civica, Claudio de Maglio, e dalla studiosa e critica teatrale Angela Felice, saranno chiamati a discutere e a confrontarsi, nella tavola rotonda “ Gli anni della rinascita. Contributi sul teatro friulano ricordando Nico Pepe”, alcuni dei protagonisti del panorama teatrale locale. A Rodolfo Castiglione è affidato il compito di analizzare il ritrovato orgoglio del teatro friulano, partendo proprio dal suo allestimento del 1976 de “I Turcs tal Friul” di Pier Paolo Pasolini. Seguiranno gli interventi di Fabiano Fantini e Elvio Scruzzi del “Teatro Incerto”, che, insieme a Claudio Moretti e altri attori friulani, presero parte proprio a quello spettacolo. Accanto a loro Bepi Agostinis e Renzo Lavia per l’Associazione teatrale friulana, Danilo D’Olivo per il Gruppo Teatrale della Loggia, insieme ad operatori, come Valter Colle ed Enzo Bassi, che della rinascita della cultura friulana si occupano tuttora.
Le celebrazioni e i festeggiamenti entreranno poi nel vivo lunedì 4 giugno con i contributi di illustri ospiti del panorama teatrale italiano ed internazionale. Ad aprire la giornata saranno i saluti degli esponenti delle istituzioni pubbliche che sostengono l’attività della scuola: il Sindaco di Udine, Sergio Cecotti, l’assessore regionale alla Cultura, Roberto Antonaz, il consigliere regionale Giancarlo Tonutti, e la vice presidente del Consiglio provinciale di Udine, Valeria Grillo. Dopo gli auguri di rito, saranno proiettate alcune significative testimonianze video su Pepe interprete di Pantalone nel celeberrimo allestimento di Strehler “L’Arlecchino servitore di due padroni”. Dopo la pausa pranzo gli interventi riprenderanno alle ore 16, quando il compito di ricordare l’amico e l’attore sarà affidato a Ferruccio Soleri, ancor oggi interprete di Arlecchino e premiato, l’anno scorso, alla Biennale Teatro di Venezia. Seguiranno poi i contributi di Carlo Boso, direttore dell’Académie International des Arts du Spectacle di Parigi, Ferruccio Marotti, docente all’Università “La Sapienza” di Roma e considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale di Commedia dell’Arte. A concludere il pomeriggio saranno Agnese Colle, studiosa, ricercatrice e curatrice dell’archivio Pepe, Claudio de Maglio e Giuliano Bonnani, ai quali spetterà il compito di raccontare come l’eredità del celebre attore sia ancora tenuta in vita e rinnovata ogni anno dall’Accademia d’Arte Drammatica di Udine e, infine, Danilo D’Olivo e il gruppo teatrale della Loggia, che proporranno un intervento teatrale secondo la linee registiche dello stesso Nico Pepe che li diresse 23 anni fa.
Gran finale, alle ore 21.15 al Teatro Palamostre di Udine, con lo spettacolo di Commedia dell’Arte “Il giuramento dell’amor spergiuro”, canovaccio originale scritto da Claudio de Maglio, che ha firmato anche la regia insieme a Giuliano Bonanni, e interpretato dagli allievi del secondo anno di corso.
“L’intero programma di iniziative  spiega de Maglio , non vuole essere un mero esercizio commemorativo, ma un’occasione di confronto e di scambio di idee sulla situazione e sul futuro del teatro friulano e dove, accanto al ricordo di coloro che lavorarono con questo grande uomo di teatro, ci sarà spazio per i giovani allievi attori che studiano e si formano secondo un progetto didattico che valorizza la grande tradizione italiana della Commedia dell’Arte”.

Per informazioni e prenotazioni:
Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine
telefono 0432 504340; mail accademiateatrale@nicopepe.it


 In scena, il 31 maggio alle 20.30 alla Civica Accademia, "Una madre lo sa" di Concita de Gregorio e "La variante di Lüneburg" di Paolo Maurensig.

Cosa accade se, sullo stesso palcoscenico, s'incontrano le storie di madri e di maternità descritte dall'abile penna di Concita de Gregorio e i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale celati dietro l'avvincente partita a scacchi raccontata nel best seller di Paolo Maurensig? A offrire l'occasione per quest'insolito incontro saranno gli allievi attori del secondo anno della Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine, che, sotto la regia di Maja Monzani, proporranno al pubblico, giovedì 31 maggio alle ore 20.30 presso la sede della scuola di recitazione friulana (Largo Ospedale Vecchio, 10/2 a Udine), la tradizionale serata, a ingresso libero, di "Lezioni aperte", intitolata questa volta "Il libro parlato".
Accompagnati dai canti eseguiti dagli allievi del primo anno su musiche originali di Paolo Giuseppe Cecere, i giovani attori, infatti, si cimenteranno con "Una madre lo sa", della giornalista e scrittrice Concita de Gregorio e con "La variante di Lüneburg", opera prima dello scrittore goriziano Paolo Maurensig, presente alla serata e che si è dichiarato onorato dell'invito ricevuto ad assistere alla messa in scena del suo romanzo.
In "Una madre lo sa", la de Gregorio ha compiuto un viaggio attraverso venti racconti di maternità, tre dei quali saranno interpretati dalle allieve della Pepe, in una realtà circondata da moltissimi luoghi comuni, per cercare di dare voce a una realtà silenziosa: la fatica di essere madri in un mondo in cui per le madri, secondo l'autrice, non c'è posto. Storie di gioia e di terribili depressioni, storie di amore, di paura e di coraggio, come quello dimostrato dalla madri di Paza de Mayo.
Versione tutta al maschile, invece, per "La variante di Lüneburg", in cui i ragazzi della Civica Accademia si cimenteranno con il capolavoro di Maurensig. Nel romanzo che ha lanciato lo scrittore goriziano nell'olimpo degli autori più apprezzati a livello internazionale, tutto ruota attorno ad un misterioso omicidio e ad una partita a scacchi, dove il mondo è la scacchiera, le persone ricoprono il ruolo di pedine e le mosse sono le vicende che si sono succedute nella vita dei due avversari, un ebreo e un ex ufficiale nazista, separati dall'odio e dal desiderio di vendetta.
Attrice e insegnante logopedista, Maja Monzani si è formata nella Scuola di Dizione e Recitazione di Radio Milano con Esperia Sperani e a quella dell'Attore di Annibale Ninchi e dal 1997 è docente alla "Nico Pepe" di Udine come insegnante di Dizione e Impostazione della voce. Alle spalle ha una ricca carriera di attrice che l'ha portata a recitare nelle compagnie di Alighiero Noschese, Annibale Ninchi e Emma Grammatica, a fianco di attori quali Nico Pepe, Memo Benassi e Ruggero Ruggeri, solo per citarne alcuni. Membro dell'International Association of Logopedics and Phoniatrics dal 1970, Maja Monzani ha sempre messo con entusiasmo la sua esperienza e la sua passione per il teatro al servizio dell'insegnamento tenendo corsi e seminari in tutta Italia.
La stessa passione che ha riservato per gli allievi della Pepe pronti a cimentarsi nella serata di "Lezioni Aperte" con due celebri autori e due testi ricchi di spunti di riflessione su tematiche sempre attuali quali il coraggio di essere madre e l'odio razziale.

Per informazioni e prenotazioni:
Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine
telefono 0432 504340; mail accademiateatrale@nicopepe.it

 


 

 

Venerdì 25 maggio alle ore 18.30, presso la sede della Civica Accademia, gli allievi attori del terzo anno presenteranno al pubblico la dimostrazione di lavoro a conclusione del laboratorio su "Tecniche di recitazione" tenuto da Maurizio Schmidt.

Porte aperte al pubblico, venerdì 25 maggio alle ore 18.30, alla Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine per la lezione-dimostrazione, a ingresso libero, degli studenti del terzo anno di corso che hanno lavorato con il regista e attore Maurizio Schmidt, ospite della Pepe come docente del seminario su "Tecniche di recitazione". I ragazzi saranno i protagonisti, proprio nel trecentesimo della sua nascita, di uno tra i più conosciuti testi di Carlo Goldoni, "Gli innamorati", la commedia che inaugura l'ultima stagione della sua ricca produzione teatrale e in cui, smorzando la linea apertamente comica, il drammaturgo veneziano approfondisce le sfumature psicologiche che ruotano intorno all'inquietudine amorosa.
In particolare, Schmidt e gli allievi attori hanno lavorato sulla scena undicesima del primo atto, una delle più note litigate tra innamorati, appunto, del teatro italiano. All'originalità di quello che appare come un raffinatissimo, quanto diabolico, studio sui caratteri, infatti, Goldoni aggiunge la sua personale riflessione sulla condizione sociale dei due protagonisti, Fulgenzio ed Eugenia, ovvero la nobiltà decaduta e la ricca borghesia.
Il lavoro svolto da Schmidt nel corso del seminario è stato improntato sul metodo Stanislavskij, vero e proprio fondamento dell'arte e della cultura teatrale e che si basa sull'approfondimento psicologico del personaggio nonché sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio stesso e quello dell'attore che lo interpreta attraverso delle tecniche, definite in 1.160 gesti scenici con indicazioni molto particolareggiate proprio sull'esternazione delle emozioni interiori.
La serata del 25 maggio s'inserisce all'interno del programma di "Lezioni aperte", l'iniziativa della Civica Accademia nata proprio dall'idea e dalla volontà di permettere un incontro tra pubblico ed allievi consentendo allo spettatore di conoscere "dall'interno" l'intensa attività degli studenti e, allo stesso tempo, preparando questi ultimi a un continuo e proficuo confronto con la platea in vista del loro futuro lavorativo sui palcoscenici.
Da diciotto anni docente di recitazione alla Civica Accademia d'Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano, dove ha ricoperto spesso l'incarico di coordinatore del corso di attore, Schmidt ha alle spalle lunghi periodi di specializzazione sulla pedagogia teatrale svolti all'Actor's Studio di New York, al Berliner Ensemble e alla Schaubühne di Berlino. È stato inoltre aiuto regista di Franco Parenti, Giorgio Gaber e Peter Stein, mentre come attore di prosa ha al suo attivo oltre trenta spettacoli teatrali e dieci film.

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Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine
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Pierre Byland per l'ultimo appuntamento del ciclo di laboratori "Gli Spazi del Corpo" alla Nico Pepe


Finale all’insegna dell’umorismo e della delicata arte clownesca per l’ultimo appuntamento de “Gli Spazi del Corpo”, il ciclo di laboratori aperti a un pubblico esterno e promosso dalla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”, in collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Protagonista del seminario su “Mimo, clownerie e tecniche di movimento”, che si terrà dal 14 al 19 maggio presso la sede della Civica Accademia (Largo Ospedale Vecchio 10/2 a Udine), sarà l’attore e pedagogo svizzero Pierre Byland, allievo di Jacques Lecoq a Parigi e in seguito docente nella sua scuola con l’incarico di insegnare acrobazia drammatica e improvvisazione.
Accettare il difetto e valorizzarlo in senso comico sta alla base dell’etica del clown, in quanto la capacità di suscitare il riso nello spettatore passa necessariamente dall’accettazione del proprio sentirsi ridicoli, miseri, inadeguati, ma anche nel superamento verso la conquista di una presenza scenica “aperta” e attenta a cogliere negli altri attori e nel pubblico ogni minima occasione per giocare e divertire. Ed è proprio su queste linee guida che il seminario di Byland muoverà i suoi passi, in un percorso di ricerca individuale, adattato alle caratteristiche di ogni partecipante, verso un modo di “stare sulla scena” attraverso le tecniche del “corpo comico” e le improvvisazioni sulle “entrate”.
Da tempo, ormai, il clown di Byland è uscito dal circo, ha abbandonato gli abiti, ma non il suo elemento più caratteristico, il naso rosso, introdotto per la prima volta proprio da lui nella scuola di Lecoq. Flessibile, versatile per definizione, questo nuovo clown riconcilia il circo con il teatro, li arricchisce reciprocamente immettendovi l’esperienza personale e li utilizza come strumenti per riflettere sulla propria ed altrui umana stupidità. Tra clown e spettatore si stabilisce un contatto attraverso un reciproco gioco di sguardi: il pubblico, proprio attraverso gli occhi ironici e dissacranti del clown, riesce a cogliere gli aspetti paradossali della propria esistenza e a condividere con lui una risata liberatoria. Riconoscere e saper lavorare con il clown che abita in ognuno di noi, dunque, è una tappa fondamentale per tutti coloro che hanno scelto il teatro come propria professione di vita, ma non solo.
Il lavoro artistico di Byland è sempre stato affiancato da un intenso impegno pedagogico, specifico sull’Arte del Clown: nel 1985 ha contribuito alla creazione, a Chalons-en-Champagne, del “Centre National des Arts du Cirque” ed ha creato e avviato la FACAC (Formation d’Acteur de Cirque et d’Art Clownesque). Nel 1989, infine, ha fondato con Mareike Schnitker il Burlesk Center (Centro Europeo delle Arti Contemporanee) in Svizzera, tuttora sede della compagnia.

Per informazioni e prenotazioni:
Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, telefono 0432 504340
e-mail accademiateatrale@nicopepe.it


 

La Nico Pepe unica scuola di teatro in Italia selezionata a partecipare al Festival Internazionale di teatro di Varsavia

Prestigioso riconoscimento per la Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine, chiamata a rappresentare l'Italia, dal 24 al 30 giugno 2007, al IV Festival Internazionale delle Scuole di Teatro di Varsavia. Nella capitale polacca, la scuola di recitazione friulana concorrerà, infatti, con "Don Giovanni e i sogni delle donne", produzione presentata con successo lo scorso ottobre sui palcoscenici di Udine, Pordenone e Gorizia come spettacolo di debutto degli allievi diplomandi del terzo anno e già qualificata dalla critica come "vero e proprio spettacolo con pochissime concessioni alla componente accademica".
Organizzato per la prima volta nel 2002 in occasione del settantesimo anniversario della fondazione dell'Accademia Statale di Teatro "Alexander Zelwerowicz" di Varsavia, il festival, che si svolge ogni due anni sotto il patronato del Presidente della Repubblica polacca e con la collaborazione del Teatro Nazionale di Varsavia e del Ministero della Cultura, è diventato un importante appuntamento internazionalmente riconosciuto per le scuole di recitazione provenienti da ogni parte del mondo come, ad esempio, da Australia, Cina, Israele, Giappone, Messico oltre che, ovviamente, da molti Stati europei.
"Essere stati selezionati con successo ("successfully", riportando le esatte parole scritte dal direttore della scuola di teatro di Varsavia, Lech Sliwonik) come unica scuola di teatro in Italia a partecipare a questo importante festival insieme ad altre accademie provenienti da tutto il mondo - spiega soddisfatto il direttore della "Pepe", Claudio de Maglio -, conferma ancora una volta la validità della Civica Accademia e costituisce un autorevole vetrina non solo per gli studenti, ma anche per la città di Udine e per l'intero territorio regionale".
Realizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Crup e con la collaborazione della Fondazione Teatro Nuovo "Giovanni da Udine", il "Don Giovanni e i sogni delle donne", con la regia di Claudio de Maglio e Giuliano Bonanni, è una nuova drammaturgia costruita rielaborando varie versioni della vicenda del celebre libertino e che spaziano dalle più conosciute di Molière e Tirso de Molina fino all'analisi di testi di autori contemporanei. Gli attori della "Nico Pepe" diplomatisi lo scorso Anno Accademico, insieme agli allievi del secondo anno di corso, saranno impegnati a Varsavia, attraverso l'utilizzo di varie tecniche espressive, in uno spettacolo che parla di seduzione e di proiezioni femminili sulla figura del noto libertino e che ricerca, al contempo, un nuovo modo di coniugare il mito di Don Giovanni rivisitato alla luce delle trasformazioni della società del terzo millennio. Un lavoro che, evidentemente, è stato premiato dalla giuria internazionale che ha selezionato la scuola di recitazione friulana a partecipare al prestigioso festival e che rappresenta una stimolante occasione di crescita professionale per i giovani attori e un riconoscimento per il costante lavoro svolto dalla "Nico Pepe".
 

Per informazioni:
Ufficio Stampa Accademia "Nico Pepe"
Diana Barillari - Stefano Zucchini cel 349 2680930
accademiateatrale@nicopepe.it

Ultimi due appuntamenti con il Carnevale Centrifugo 2007 della Nico Pepe


Domenica 15 aprile alle ore 17.00 all’Auditorium Menossi e martedì 17 aprile alle ore 20.45 nella sede della Civica Accademia, dove lo spettacolo sarà preceduto da una breve lezione dedicata agli studenti dell’Erdisu e tenuta da Claudio de Maglio sull’uso della maschera

Dopo il lusinghiero riscontro di pubblico ottenuto nei due precedenti appuntamenti, si conclude l’edizione 2007 del “Carnevale Centrifugo” della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine che, come ormai d’abitudine, prolunga oltre il martedì grasso i festeggiamenti per il carnevale cittadino, in collaborazione con l’assessorato al Decentramento del Comune di Udine. Altre due date che riporteranno in centro città lo spettacolo su canovaccio originale “Il giuramento dell’amor spergiuro” interpretato dagli allievi del secondo anno di corso.
Domenica 15 aprile 2007 alle ore 17.00, infatti, l’appuntamento annuale con la Commedia dell’Arte sarà replicato, in collaborazione con la 6^ Circoscrizione “S. Paolo S. Osvaldo” presso l’Auditorium Menossi (via San Pietro 60, Udine). Martedì 17 aprile alle 20.45, invece, la soirée si terrà nella sede della “Nico Pepe” (Largo Ospedale Vecchio,10/2 a Udine). In questa occasione lo spettacolo sarà preceduto da una breve lezione, tenuta dal direttore Claudio de Maglio, sull’uso della maschera e rivolta agli studenti universitari che hanno seguito il corso di avviamento al teatro promosso dall’Erdisu di Udine in collaborazione con la scuola di recitazione friulana.
Scritto da Claudio de Maglio, che oltre alla drammaturgia ha curato anche la regia insieme a Giuliano Bonanni, lo spettacolo rappresenta una delicata quanto importante occasione per gli allievi attori, che proprio con la Commedia dell’Arte, giocata tra parodie della vita quotidiana portate volutamente al limite, colpi di scena, travestitismi ed acrobazie, sperimentano un vero e proprio passaggio rituale utile e indispensabile per affrontare in modo competente lo straordinario territorio della recitazione. Oltre al lavoro preparatorio svolto per affinare le tecniche di recitazione relative alla Commedia dell’Arte, gli allievi-attori hanno seguito il laboratorio di costruzione della maschera tenuto da Stefano Perocco di Meduna autore anche delle maschere dello spettacolo.
Nel “canovaccio” originale proposto dalla “Pepe”, Pantalone e il Dottore perseguono scopi inconfessabili agli occhi dei rispettivi giovani figli, ostacolati in tutti i modi nei loro desideri e sogni amorosi. Incontri nascosti, sotterfugi e tentativi di raggiro si susseguono in una girandola senza fine nella quale vengono coinvolti anche i servi Arlecchino e la Balia, chiamati a dar sostegno ai loro padroni. L’autentica ingenuità di questi ultimi, assieme alla complice partecipazione alle peripezie dei giovani innamorati, avrà il solo risultato di ingarbugliare ulteriormente una vicenda già di per se stessa intricata. Tra colpi di scena, travestimenti e fughe, complotti ed equivoci si arriva a sfiorare la follia, ma grazie all’occulto intervento di una strana e magica creatura, il reale corso degli eventi verrà svelato e il naturale equilibrio potrà essere ritrovato.
Sul palcoscenico gli allievi del secondo anno di corso: Fabrizia Boffelli, Lorenza Calza, Nicola Canal, Dominic De Cia, Daniel De Rossi, Natalie Norma Fella, Lodovico Guenzi, Luca Marchioro, Luigi Rizzo, Luisa Supino. I canti e le musiche sono curate da Marco Toller, mentre i costumi sono opera di Dina Chiarandini.
L’ingresso agli spettacoli è libero fino ad esaurimento posti.
Per questo motivo è preferibile prenotarsi contattando la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine (telefono 0432 504340, mail
accademiateatrale@nicopepe.it) o direttamente la 6^ “S. Paolo S. Osvaldo” per la serata del 15 aprile (telefono 0432 271701, mail circoscrizione6@comune.udine.it ).


Dal 16 al 20 aprile teatro e danza con due insegnanti d'eccezione a "Gli Spazi del Corpo"

Saranno la danzatrice Julie Stanzak, direttamente dal TanzTheater di Pina Bausch, e l'attore G.B. Storti a tenere il quinto dei sei seminari promossi dall'Accademia "Nico Pepe" di Udine.

Ospiti davvero d'eccezione per il penultimo appuntamento de "Gli Spazi del Corpo", il ciclo di laboratori aperti a un pubblico esterno e promosso dalla Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe", in collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo "Giovanni da Udine" e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Saranno, infatti, la danzatrice americana Julie Stanzak, direttamente dal leggendario "TanzTheater" diretto da Pina Bausch, e l'udinese Giovanni Battista Storti, attore di prosa formatosi sui principi espressi da Tadeusz Kantor e Etienne Decroux, i protagonisti del seminario su "Teatro danza" dal 16 al 20 aprile presso la Sala Danza del "Nuovo di Udine" dalle ore 16.00.
Nel centenario della nascita del poeta inglese Wystan Hugh Auden, i due artisti proporranno alcuni frammenti tratti da "L'età dell'ansia" come punto di partenza e di contatto tra l'arte della recitazione e quella tersicorea. L'obiettivo non sarà quello di mettere in scena le parole del poeta, quanto, piuttosto, quello di insegnare ai partecipanti a lasciarsi condurre dai suoi scritti, che così frequentemente si "sciolgono" in immagini, sollecitando emozioni personali e profonde che si traducano in corpo e parola teatrali. Al centro del laboratorio verrà posta l'attenzione sul rapporto tra corpo e spazio scenico, la relazione con il proprio immaginario e i rapporti interpersonali. Ogni incontro si articolerà, così, in due fasi quotidiane, dapprima il training su corpo e ritmo guidato dalla Stanzak e, a seguire, il lavoro di improvvisazione nel quale Storti interverrà per la parte riguardante testo e uso della voce, sperimentando un percorso compositivo di sintesi tra corpo e parola, testo poetico e testimonianza personale, in uno spazio aperto alla sperimentazione dei linguaggi teatrali.
Tra teatro e danza esistono una sinergia sempre viva e un fitto scambio di gesti e parole che si fondono insieme per dare corpo e voce al racconto. Due universi, dunque, che dialogano in modo sempre più intenso e connotano un vero e proprio genere espressivo. Proprio per queste ragioni e per la caratura dei protagonisti ospiti della "Pepe" di Udine, l'appuntamento de "Gli Spazi del Corpo" risulta essere ancora più ghiotto per tutti coloro che vogliano cimentarsi con le arti della danza e della recitazione.
Giovanni Battista Storti, udinese di nascita, ma milanese oramai d'adozione, si è formato al "Conservatoire National des Arts du Cirque et du Mime" di Parigi e dal 1980 al 1987 ha fatto parte del Teatr Cricot2 di Tadeusz Kantor. Fondatore nel 1984 del "Teatro Alkaest" di Milano, ha partecipato come attore in spettacoli diretti da Gabriele Vacis, Maurizio Schmidt e François Khann, solo per citarne alcuni.
Julie Stanzak, dopo l'esperienza al Chicago Lyric Opera Ballet dell'omonima città americana e sotto la direzione di Maria Tallchief, dal 1986 entra a far parte della famosissima compagnia del Tanz Theater di Wuppertal di Pina Bausch partecipando ad alcuni tra i suoi spettacoli più importanti come "Kontakthof", "1980", "Blaubart", "Madrid" e "Nur du". Nel frattempo ha iniziato a lavorare come coreografa con il teatro "La ribalta" di Lecco e partecipando ad alcuni allestimenti curati da Antonio Viganò.

Per informazioni contattare la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”
da lunedì a venerdì dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00
Tel e fax 0432.504340 – e-mail: accademiateatrale@nicopepe.it

 

 

Dall’11 aprile, reduci dal successo nazionale del loro “Macbeth”, gli attori Marco Sgrosso ed Elena Bucci saranno alla Nico Pepe di Udine per un seminario su “Tecniche di recitazione ed esercitazioni su testo teatrale”.

Dopo il recente successo ottenuto con il loro Macbeth, definito dalla critica nazionale come uno degli migliori eventi della stagione teatrale italiana proprio per l’intensità dell’interpretazione dei due protagonisti, approdano a Udine gli attori Marco Sgrosso ed Elena Bucci, graditi ospiti, da mercoledì 11 aprile dalle ore 15.00, della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” per un laboratorio  seminario su “Tecniche di recitazione ed esercitazioni su testo teatrale”.
I due attori, che nel 1993 hanno dato vita alla nota compagnia ravennate “Le Belle Bandiere”, dopo una prima parte dedicata al training voce-corpo, cureranno con i partecipanti del corso alcuni tra i principali aspetti tecnico creativi della recitazione, come l’improvvisazione e il metodo di costruzione del personaggio. Prendendo spunto dal capolavoro di Anton Èechov lo “Zio Vanja”, secondo grande dramma dello scrittore russo nel quale egli sviluppa i temi della delusione e della rassegnazione che costituiscono il tratto distintivo del suo teatro, Marco Sgrosso condurrà gli allievi a focalizzare l’attenzione proprio sul rapporto tra il testo, la memoria della tradizione e l’invenzione di nuovi riti necessari alla socialità.
A partire da un immaginario naufragio dal mondo occidentale, dal quale ogni partecipante possa salvare la propria memoria, un libro o altri frammenti di documenti, Elena Bucci costruirà, invece, alcuni minuti di scrittura scenica all’interno di un progetto didattico da lei iniziato già due anni fa e provocatoriamente chiamato “Naufraghi dall’Occidente”. “Ritengo importante per un giovane attore  afferma  porsi, insieme ai problemi strettamente teatrali di rapporto con l’opera scritta, anche alcune questioni che sfiorano l’ambito antropologico. Credo che il teatro  prosegue  debba essere un utile strumento di analisi e di coscienza dell’umano, e di questo gli attori devono essere consapevoli per non diventare semplici mercenari dell’industria-spettacolo”.
Di grande interesse e pregio, dunque, il seminario proposto a Udine dai due attori registi che hanno alle loro spalle un curriculum di lunga militanza nel nucleo storico della compagnia diretta da Leo de Berardinis. Sgrosso, inoltre, in coppia con la Bucci ha scritto, diretto ed interpretato oltre dieci spettacoli tra cui le coproduzioni con la compagnia “Diablogues” di Enzo Vetrano e Stefano Randisi “Il berretto a sonagli”, “Anfitrione di Molière  - da Plauto a Kleist” e “Il mercante di Venezia”. Ultima, ma non in ordine di importanza, la rappresentazione del Macbeth di Shakespeare, la cui tournée per l’Italia ha riscosso, come si accennava, grandi apprezzamenti da parte  pubblico e critica.

Per informazioni contattare la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”
da lunedì a venerdì dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00
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Mercoledì 4 aprile alle ore 19.00 nella sede dell’Accademia, a conclusione del laboratorio condotto da Andrea Collavino, gli allievi attori saranno impegnati con “La Chiusa” di Conor McPherson in una dimostrazione di lavoro aperta al pubblico.

Offrire al pubblico della città e ai tanti curiosi appassionati di teatro un’occasione per vedere in presa diretta i lavori dei futuri attori che si stanno formando alla Nico Pepe di Udine. “Lezioni aperte”: questo il titolo dell’iniziativa, promossa dalla Civica Accademia d’Arte Drammatica, nata proprio dall’idea e dalla volontà di permettere un incontro tra pubblico ed allievi consentendo allo spettatore di conoscere “dall’interno” l’intensa attività degli studenti e, allo stesso tempo, preparando questi ultimi a un continuo e proficuo confronto con la platea in vista del loro futuro lavorativo sui palcoscenici.
Il prossimo appuntamento, previsto per mercoledì 4 aprile alle ore 19.00 presso la sede della Pepe (L.go Ospedale Vecchio, 10/2) è con gli allievi del secondo anno, freschi del corso di “Esercitazioni su testo” tenuto dall’attore e regista Andrea Collavino. Banco di prova per la dimostrazione finale offerta al pubblico sarà “La Chiusa” (The Weir), affascinante commedia del giovane attore, drammaturgo e regista irlandese Conor McPherson.
Rappresentata la prima volta al Royal Court Theatre di Londra nel 1997, quando Conor aveva appena ventisei anni, “La Chiusa” riscosse immediatamente un grande successo. La scena si svolge in un bar del nord dell’Irlanda, dove due clienti usuali e il barista sono impegnati in una classica discussione davanti ad una birra. All’improvviso irrompe nella scena una giovane donna, accompagnata da un uomo sposato, che ha deciso di trasferirsi in quel luogo. Per far colpo su di lei, gli uomini iniziano a raccontare storie spaventose tratte dalla tradizione favolistica locale. Tutto sembra scorrere tranquillo fino a quando anche la giovane donna decide di raccontare una sua storia che, però, si rivelerà terribile e soprattutto vera, lasciando attoniti i presenti.
Durante il corso tenuto da Collavino alla Pepe, agli allievi è stato chiesto di raccontare delle loro storie, di trascriverle e poi di scambiarsele modificando a loro piacimento il finale. Dopo un primo lavoro preparatorio basato sullo studio dell’ambiente scenico e dei personaggi che lo abitano, passando attraverso l’interazione dei vari protagonisti all’interno di situazioni basate sulla quotidianità e sull’immediatezza, si è così giunti alla fase finale del dialogo e del racconto. Ed è proprio questo che gli allievi attori presenteranno al pubblico, ovvero i personaggi che hanno preso vita durante le lezioni e che hanno acquisito una loro personalità e prospettiva sulla scena.
Andrea Collavino, diplomatosi alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, vanta prestigiose collaborazioni come attore con registi quali Marco Baliani, Gabriele Vacis, Maurizio Schmidt e Marco Gagliardo. Nel 1997 partecipa all’“École de Maîtres” diretto da Anatolij Vassiliev e da allora, parallelamente all’attività di attore affianca quella di regista mettendo in scena spettacoli come “L’insolito Tran tran”, scritto con Paolo Sidoti e, in friulano, “Lis Gnocis”. Nel 2005, inoltre, nel corso di un laboratorio tenuto proprio alla Nico Pepe, ha lavorato sul testo di Pier Paolo Pasolini “Sogno di una cosa” da cui, poi, è stato tratto l’omonimo spettacolo presentato al Mittelfest di Cividale dello stesso anno con in scena gli allievi attori della scuola di recitazione friulana.
Dato il numero limitato di posti è necessario prenotare per assistere alla lezione aperta.

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Dal 14 marzo alla Civica Accademia di Udine l’opportunità, per un pubblico esterno, di seguire un corso tenuto da Marco Toller per intraprendere un cammino volto alla scoperta delle proprie potenzialità vocali.

Stimolare l’ascolto ed esplorare la complessità dell’emissione vocale rendendo il suono della parola e del canto un ricco veicolo di emozioni. Questo il fil rouge che sottende il corso introduttivo di “Cantare la voce”, interessante percorso didattico, tenuto da Marco Toller, e rivolto sia a chi non ha mai frequentato in precedenza corsi sull’uso della voce sia a coloro che ne fanno uso per la propria professione  dagli insegnati ai coristi  e desiderano approfondire la propria conoscenza. Docente di “Esercitazione e pratica vocale” alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, Toller terrà il laboratorio, articolato in otto incontri con cadenza settimanale, nella sede della scuola friulana in largo Ospedale Vecchio 10/2 a partire da mercoledì 14 marzo 2007.
Data la grande richiesta, la “Nico Pepe” ha deciso, infatti, di riproporre il laboratorio che aveva riscosso grande successo tra il pubblico friulano nel precedente appuntamento tenutosi nell’ottobre dello scorso anno. Obbiettivo è quello di stimolare l’ascolto, e quindi lo sviluppo delle strutture profonde del suono vocale umano, per consentire una maggiore consapevolezza non solo delle capacità di risonanza dell’intero sistema corporeo, ma anche della relazione con lo spazio esterno, in modo da migliorare la qualità vocale rendendo il suono della parola e del canto veicolo di emozioni, energia, armonia ed equilibrio. Il metodo di lavoro proposto sarà prevalentemente di tipo esperienziale e articolato in lavori di gruppo e lezioni individuali volte allo sviluppo della sensorialità attraverso il contatto diretto con il proprio e l’altrui suono.
Marco Toller, diplomato in organo, musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine è già componente di alcuni cori operanti in regione e dal 2000 ha orientato il proprio lavoro di ricerca sul suono seguendo l’approccio proposto dal “Metodo Funzionale della Voce” secondo l’Istituto Licthenberg fondato da Gisela Rohmert ed ora diretto da Martin Landzettel.

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Dal 6 marzo Massimo Navone, direttore della prestigiosa Scuola d’Arte Drammatica di Milano, sarà a Udine per tenere un laboratorio rivolto agli allievi del secondo anno di corso della scuola di regia del capoluogo lombardo e agli attori diplomatisi all’Accademia friulana.

Avviare iniziative d’incontro tra gli allievi delle varie scuole di teatro in Italia, e non solo, per fornire un’occasione di arricchimento e di confronto tra le diverse esperienze formative sotto il comune denominatore della passione per il teatro. Proprio in quest’ottica si inserisce la collaborazione tra la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, diretta da Claudio de Maglio, e la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, la prestigiosa fucina di talenti lombarda che ha diplomato attori del calibro di Antonio Albanese, Claudio Bisio, Paolo Rossi e molti altri ancora. E sarà proprio il regista e drammaturgo Massimo Navone, direttore della scuola fondata nel 1951 da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, a tenere, con la regista Sofia Pelczer, il laboratorio di messinscena che coinvolgerà, a partire da martedì 6 marzo 2007 nella sede della “Nico Pepe” a Udine, gli allievi del secondo anno del corso di regia della scuola milanese e alcuni attori diplomatisi alla Civica di Udine. L’incontro avverrà sul terreno comune offerto da la “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni, proprio nel tricentenario della nascita del grande drammaturgo veneziano.
Il laboratorio tenuto da Navone ha come obiettivo il confronto reciproco sul rapporto professionale tra attore e regista. Lo studio di messinscena, infatti, permette l’approfondimento attivo di una struttura drammaturgica classica sia dal punto di vista attoriale che da quello registico. Come già accennato, punto di partenza sarà la “Trilogia della villeggiatura”, ma per privilegiare lo studio e non le finalità spettacolari, il materiale che verrà esaminato si ridurrà ai primi due atti delle “Smanie della villeggiatura”, primo capitolo della serie scritta da Goldoni che per impianto, azione e temi trattati risulta essere un sicuro ed impegnativo banco di prova per tutti i partecipanti. Nella trilogia, infatti, Goldoni oppone un nucleo familiare messo in pericolo dalla passione amorosa e dalla dissipazione economica causata dal fatuo desiderio di ben figurare in società, a una saggezza concreta e alla consapevolezza dei propri limiti economici e della propria condizione sociale.
Il laboratorio si articolerà in due fasi. Nella prima, il gruppo di attori lavorerà con gli allievi registi per costruire un linguaggio comune e per delineare l’analisi generale del testo, mentre nella seconda l’attenzione si focalizzerà sullo studio scenico dell’opera. Non mancherà, infine, una dimostrazione aperta in cui verranno presentati i materiali di lavoro agli allievi e insegnanti della scuola friulana.
L’opportunità offerta dalla “Pepe”, quindi, oltre al prestigio di portare a Udine la “Paolo Grassi”, rappresenta per gli attori diplomatisi a Udine un importante momento nel loro percorso lavorativo, e poterlo fare a stretto contatto con Massimo Navone rappresenta certamente una ghiotta occasione.

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ultimo aggiornamento: 18/03/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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