Per celebrare il cinquantenario di istituzione dell’Istituto Statale d’Arte “Giovanni Sello” di Udine, gli studenti delle sezioni di Arte dei Metalli e di Disegno Industriale espongono i loro lavori, presso il Museo Etnografico del Friuli a Udine (fino al 30 gennaio 2009) dove attualmente è ancora visitabile la mostra Ori e rituali.
La rassegna di oreficeria moderna, sotto la direzione dei docenti Mara De Prato, Piero De Martin e Sergio Di Bez, presenta dei manufatti nella continuità della tradizione, che però assume forme innovative legate all’arte contemporanea.
Nelle bacheche sono esposti spille, ciondoli, anelli, spilloni per capelli, bracciali, collane, portachiavi, medaglie. Sono esercitazioni didattiche che sfruttano le qualità dei metalli, duttilità e malleabilità, con tecniche diverse di lavorazione: traforo, tagli, martellature, fusioni, saldature. Anche i materiali usati sono innovativi combinando ottone, rame e argento con finiture lucide e sabbiate insieme a legno, plexiglas, cuoio, pietre dure, borchie. Alcuni oggetti sono una rielaborazione con materiali innovativi di reperti tradizionali conservati nei musei etnografici ed è stata esposta la medaglia ideata per commemorare il cinquantenario dell’istituto, avente come soggetto palazzo Sello che ospita la scuola.
Una sezione è dedicata alle tecniche usate in oreficeria da quelle tradizionali a quelle più recenti che si servono dell’informatica. Alcuni oggetti esposti dagli studenti sono dei prototipi pensati per una lavorazione in serie, altri invece sono frutto di esercizi didattici per sviluppare la manualità necessaria per riprodurre efficacemente il progetto.
Una bacheca è interamente dedicata alla medaglia che celebra il cinquantenario della scuola. La medaglia è un oggetto prettamente celebrativo, che in Friuli ha una lunga tradizione come mostra il Museo della medaglia nel Comune di Buja.
La sezione di oreficeria dell’Istituto Statale d’Arte fu una delle prime ad essere aperte nel 1959. Vi insegnarono lo scultore Dino Basaldella, Giancarlo Ermacora, Sergio Mazzola e nei suoi laboratori si sono formati quasi tutti gli orafi friulani a testimoniare l’influenza che l’Istituto ha avuto sull’arte regionale.
Print page