Anche quest'anno, come da tradizione, venerdì 30 gennaio alle ore 11.00 si è inaugurata , in occasione della ricorrenza dedicata a San Biagio (3 febbraio), presso la Casa della Confraternita del Castello di Udine, una mostra dedicata alla devozione popolare: una rassegna di quadretti devozionali e fotografie. Presso la sede della mostra sarà possibile acquistare gli ormai celeberrimi biscotti di San Biagio, creati alcuni anni or sono appositamente dal Comitato organizzatore delle mostre. La rassegna rimane aperta fino a sabato 14 febbraio. Il giorno martedì 3 febbraio, ricorrenza del Santo, sarà dedicato alla celebrazione di Sante messe e alla benedizione delle gole dei fedeli.
Molte comunità religiose festeggiano e venerano il santo, nel giorno del suo anniversario, con delle benedizioni ai fedeli finalizzate alla prevenzione delle affezioni dell'apparato respiratorio, accostando alla gola del devoto due candele. Tale devozione è ancora presente e molto sentita nella città di Udine ed ha il suo fulcro nella chiesetta di S.Maria del Castello che ha ereditato dalla distrutta e vicina chiesa di San Biagio la co-intitolazione al santo taumaturgo. San Biagio, venerato sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa.
Visse tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia, fu medico, divenne vescovo della sua città. Rimase vittima di contrasti religioso politici tra l'imperatore Costantino e suo cognato Licinio: arrestato nel 316, rifiutò di rinnegare la sua fede e, secondo la tradizione, venne prima torturato tramite dei pettini di ferro (usati per la cardatura della lana) e poi infine decapitato. La sua fama di guaritore, soprattutto per quanto riguarda le affezioni della gola e delle vie respiratorie, è legata al salvataggio miracoloso di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. Viene invocato anche come protettore dei cardatori di lana, (dallo strumento del martirio) degli animali e delle attività agricole.
Alcuni proverbi e modi di dire legati alla figura di S. Biagio, che riportiamo di seguito, sono legati alla data della sua ricorrenza, il 3 febbraio, cronologicamente momento delicato dell'alternarsi delle stagioni in cui si possono annunciare i primi 'sintomi' dell'arrivo della primavera ma anche gelate improvvise, code dell'inverno particolarmente dannose per l'economia agraria:
A san Blâs il frêt al scussìe il nâs. (Il giorno della festa di S. Biagio il freddo solletica il naso).
San Blâs, s'al cjate glace la disfâs, s'a non cjate an fâs. (Il giorno della festa di S. Biagio se c'è ghiaccio si scioglie, se non c'è si forma).
Data pubblicazione : 26/01/09
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